martedì 21 settembre 2004

MODERNITA’ E PROGRESSO


Repubblica – Palermo 21.9.04

Augusto Cavadi 


L’ambivalenza della macchina

Gli ultimi due secoli, non solo in Occidente, possono essere sintetizzati nell’immagine della “macchina”. Nella sua ambivalenza  - liberazione dalle fatiche manuali, idolo cui sacrificare le energie umane – è condensata l’ambivalenza della categoria di “progresso” e, in ultima analisi, della stessa “modernità”. Ciò spiega il titolo (“La macchina”) e il sottotitolo (“Il tema della modernità e del progresso nell’Ottocento e nel Novecento”) dell’agile volume antologico.

Paola Fertitta raccoglie intorno a questa tematica testimonianze e scritti appartenenti a discipline diverse: dalla letteratura alla storia, dall’arte alla filosofia, dall’economia alla sociologia. Forse l’apporto più penetrante –e, purtroppo, più attuale – viene da un grande cineasta. Rispondendo ad una giornalista, Clarlie Chaplin sosteneva nel 1931: “Il paese parla di proibizionismo, ma questo non serve a nutrire gli affamati. La disoccupazione è la questione vitale, non il proibizionismo. La macchina dovrebbe essere al servizio dell’umanità. Non dovrebbe causare tragedie e togliere lavoro alla gente”.

P.   FERTITTA

La macchina

Palumbo

Pagine 184

Euro 9

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