lunedì 5 febbraio 2007

GLI AVVOCATI DEL SINDACO POSSONO AIUTARE LA CITTA’


Il sindaco Cammarata assume un avvocato per querelare quanti offuscano l’immagine dell’amministrazione comunale: e l’opposizione che fa? Lo invita a revocare l’incarico. C’è da restare disorientati. A me, cittadino ingenuo, sembrava invece una buona – anzi ottima – notizia. Dal momento che Cammarata è egli stesso un uomo di legge, e di idee liberali, non può certo avere in mente - anzi: nel mirino - i giornalisti che, con indagini accurate, lo possono aiutare a conoscere meglio i drammi della città dandogli spunto per perfezionare la sua azione politica. Né può, certo, riferirsi a quegli opinionisti che - basandosi su dati oggettivi – esercitano il loro diritto, anzi dovere, di critica con interventi che, se convincenti, possono suggerire alla maggioranza che governa delle scelte opportune e, se faziosi, possono rafforzare nell’opinione pubblica i meriti di chi amministra

A chi, dunque, può indirizzarsi lo strano provvedimento cammaratesco? Confesso di immaginare scenari innovatori che potrebbero incoronare Palermo a modello internazionale. Intere zone della città sommerse da auto in doppia e tripla fila, con livelli di inquinamento atmosferico ed acustico molto al di sopra dei massimi consentiti? Ecco che l’avvocato Giovanni Rizzuti prende carta e penna e manda un ultimatum al comando dei vigili urbani: o fate rispettare il codice della strada o vi denunzierò per offuscamento dell’immagine dell’amministrazione cittadina. Uffici comunali e para-comunali (vedi ex- municipalizzate) con alto tasso di disservizi, causati soprattutto dall’assenteismo dei dirigenti e dalla scarsa professionalità degli impiegati , per altro talora assunti essi stessi in base a criteri clientelari? Ecco che il solerte avvocato lancia l’ultimatum: o ripristinate legalità, trasparenza ed efficienza o vi denunzio per palese lesione dell’onore della città. Scuole elementari senza impianti sportivi, senza mense, senza impianti di riscaldamento? Ed ecco che il procuratore legale con licenza di querela si fionda nell’assessorato alla Pubblica Istruzione e intima di eliminare, entro sessanta giorni, le ragioni di tanto cattiva pubblicità per la città più ‘cool’ d’Italia. E se per caso - ma sto per fare un’ipotesi del tutto fantastica e slegata dall’esperienza effettiva degli ultimi cinquant’anni – gli stessi consiglieri comunali (di maggioranza o di opposizione) marinassero le sedute e ritardassero l’approvazione di provvedimenti urgenti a favore della popolazione (mettiamo, dei senza-casa), l’avvocato di cui sopra non ricorrerebbe a ogni possibile strumento di pressione sui consiglieri per evitare che, delle vicende di Piazza Pretoria, si possano occupare programmi televisivi nazionali? Non parliamo, poi, della situazione in strutture sanitarie (a cominciare dall’Ospedale Civico) più o meno direttamente sottoposte al controllo del primo cittadino: se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto, rischiando che i Nas gettino discredito sull’immagine dell’amministrazione, il legale del sindaco non interverrebbe con solerzia ? Questo scenario del tutto roseo sarebbe intaccato solo dalla macchiolina di un piccolo, trascurabile rischio di autogol o, se si preferisce, di effetto-boomerang. Come quando, una dozzina di anni fa, i vigili urbani intervennero con fermezza a far sgombrare da una casa fatiscente dell’Albergheria una famiglia che vi si trovava da molto tempo in locazione. Animati da sacra fame di legalità, chiesero nome e cognome del proprietario di casa colpevole di aver lasciato gli inquilini in tali miserevoli e precarie condizioni abitative. Ma furono gelati dalla risposta che fece cadere dalle loro mani i taccuini: “Veramente la mensilità dell’affitto la paghiamo al Comune”. P.S.: Qualora queste mie ipotesi interpretative della decisione dell’avvocato Cammarata dovessero risultare infondate e lesive dell’onore dell’attuale amministrazione municipale, mi dichiaro sin d’ora colpevole di eccesso di fantasia e disposto a spostarmi – con le mani in alto e senza fare movimenti bruschi - su prospettive ermeneutiche più realistiche e più rispettose delle autorità legittimamente costituite. Augusto Cavadi

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