mercoledì 20 gennaio 2010

Le donne nella Bibbia e le donne lettrici della Bibbia


LE DONNE DELLA BIBBIA RACCONTATE IN 22 VOLUMI

“Repubblica” — 16 gennaio 2010 pagina 14 sezione: PALERMO
Come è vista la donna nella Bibbia? E come le donne hanno letto, lungo due millenni, la Bibbia? Le due domande - intrecciate - vengono sempre più spesso formulate da esperti, anche fuori dal circuito degli interessi confessionali. Se le sono poste anche alcune prestigiose esponenti della “Società europea delle donne per la ricerca teologica» (fondata in Svizzera nel 1986) che raccoglie circa seicento studiose di tutto il mondo e, per rispondervi, hanno ideato un’ impresa editoriale titanica: 22 corposi volumi pubblicati contemporaneamente in inglese, tedesco, spagnoloe italiano. Obiettivo: «presentare una storia della ricezione della Bibbia, focalizzata su temi che hanno avuto un rilievo nelle questioni di genere, sulle figure femminili presenti nel testo sacro». Per il comitato internazionale promotore non è stato facile trovare quattro editori (uno per ogni area linguistica) disposti a imbarcarsi nell’ impresa: ed è motivo di soddisfazione apprendere che la sfida per l’ edizione in lingua italiana sia stata raccolta da “Il pozzo di Giacobbe” del trapanese Crispino Di Girolamo. Per i suoi tipi è stato stampato il primo dei 22 volumi progettati (”La Torah”, a cura di Fischer, Navarro Puerto con la collaborazione di Taschl-Erber, 446 pagine, 38 euro) dedicato, come si evince dal titolo, al così detto Pentateuco (dunque ai primi cinque libri della Bibbia: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuterenomio).

In questi testi si ritrovano pagine che hanno inciso ed incidono nel bene e nel male nell’ immaginario della civiltà occidentale: dalle narrazioni della creazione in Genesi (che hanno condizionato fortemente il modo di intendere la relazione fra maschioe femmina) al ruolo delle donne nelle genealogie, significativo in quanto definisce l’ origine del popolo di Israele in un’ ottica in cui «l’ eredità è trasmessa dal padre al figlio maggiore». Notevole la presenza di dodici donne «nell’ esperienza di liberazione narrata nell’ Esodo e la funzione esercitata da Miriam - unica profetessa presente nella Torah - che, con Mosé ed Aronne, assume la guida dal momento dell’ esodo fino all’ arrivo nella Terra Promessa». Non si tratta di testi agevoli, ma neppure di un pagine esoteriche riservate agli specialisti: quasi tutti i saggi contenuti, infatti, sono leggibili con un po’ di concentrazione da chi possieda una istruzione di livello medio. Con il risultato di poter abbracciare le complicate vicende della lettura della Bibbia dal punto di vista femminile alla luce di differenti approcci disciplinari: teologia, archeologia, filosofia, storia dell’ arte, letteratura, antropologia culturale. In un momento di provincialismo regressivo - in cui alcuni sbraitano per fare dell’ insegnamento della religione a scuola un pretesto di catechizzazione e altri reagiscono proponendo la cancellazione di ogni tematica teologica nella scuole pubbliche - iniziative editoriali come questa possono costituire un’ occasione di rinsavimento. Sono infatti un’ esemplificazione concreta di dell’ approccio a un testo sacro con atteggiamento laico: dunque ugualmente distante dall’ apologetica quanto dall’ aggressività polemica. Come scrivono le responsabili del progetto nell’ introduzione, sino ad oggi la Scrittura «ha segnato non solo la formazione dei rapporti sociali, ma anche la legislazione, la formulazione delle norme morali e le questioni filosofiche di gran parte della cultura occidentale». Più in particolare è stata adoperata come «pretesto per sostenere la repressione o la marginalizzazione delle donne». E’ venuto finalmente il momento di togliere alla «preminenza del genere maschile» ogni «legittimazione biblica»: ma per farlo bisogna, appunto, saper usare gli strumenti scientifici adeguati, per porsi «in modo critico nei confronti della Scrittura e della Tradizione». L’ ignoranza non è stata pre-condizione di nessuna rivoluzione di rilevanza planetaria: la rivoluzione femminista non ha fatto né può fare eccezione. - AUGUSTO CAVADI

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