giovedì 25 marzo 2010

LA PAROLA LAICO


Ci facciamo una bella ragionata?
“La Cittadella”
Marzo 2010

UNA BELLA RAGIONATA ?

Da bambino non sapevo di cosa si occupasse effettivamente il ragioniere Giovanni Camilleri, ma il titolo con cui veniva appellato mi spingeva (più d’una volta, a quanto poi mi raccontò negli anni successivi) a chiedergli: “Ragioniere, ce la facciamo una bella ragionata?”.
Quando gli amici della redazione de “La cittadella” mi hanno invitato ad aprire una rubrica per i lettori, il ricordo infantile mi è riemerso. Non so bene il motivo. So solo che ho pensato di trarne il titolo del nostro spazio di dialogo: che vorrebbe essere, appunto, l’angolo in cui chiunque voglia - adolescente o adulto, istruito o meno - possa provare a ragionare su fatti, eventi e personaggi.
Ma cosa intendo per “ragionare”? Semplice: preoccuparsi non solo di affermare una propria opinione, ma anche di argomentare - di portare ragioni - a sostegno della propria opinione (e, se necessario, di mostrare la fragilità delle opinioni contrarie alla propria).

Di che cosa mi piacerebbe che i lettori - in questo cantuccio del periodico di Capaci - ragionassero (con me e fra di loro)? Di tutto ciò che sta davvero a cuore a ciascuno di loro. Per uno sarà un dilemma etico (”è giusto accettare una raccomandazione se è l’unico modo per ottenere un posto?”), per un altro una questione internazionale (”continuare a spedire truppe italiane in Afghanistan o richiamarle in patria?”); per una sarà un interrogativo sentimentale (”amare una persona che non ti ricambia per nulla è vero amore?”), per un’altra una domanda suggerita dal contesto locale (”come si può contrastare l’abusivismo edilizio sulle coste del palermitano?”).
I messaggi - con i vostri interrogativi, le vostre tesi, i vostri commenti, le vostre critiche rivolte a quanto scriverò io stesso o scriveranno gli altri lettori - potranno essere spediti o via internet (acavadi@alice.it) o per posta (Augusto Cavadi, presso associazione “La Cittadella”, E.L.I.O.S - via Risorgimento 35 - Capaci: ovviamente a questo indirizzo potranno anche essere imbucati a mano direttamente).
Cercheremo di discutere, senza tabù, di qualsiasi argomento: ad una sola condizione. Che da ciascun intervento traspaia un atteggiamento di ricerca, un desiderio di confronto, uno stile di rispetto per chi la pensa diversamente: in una parola - che spero non scoraggerà nessuno - un animo filosofico. Già, perché la filosofia non è solo una materia scolastica che si studia in alcune scuole medie superiori e in alcune facoltà universitarie: anzi, quasi sempre, purtroppo, la “filosofia” come disciplina di studio si riduce a “storia della filosofia” (cioè ad imparare che cosa hanno pensato uomini illustri nei secoli precedenti). Ma la filosofia è anche e soprattutto pensiero personale, critico, aperto alla pluralità dei punti di vista. E’ pensiero curioso di sottoporre le proprie idee all’esame degli altri, senza dogmatismi e senza fanatismi. Così intesa, la filosofia può abitare nella stanza di studio di un intellettuale; ma può anche esserne scacciata e ritrovarsi a suo agio, invece, nella bottega di un ciabattino o nel salone di un barbiere. Non tutti siamo filosofi di professione, ma tutti e tutte possiamo svegliare il filosofo che dorme nel nostro animo e dargli l’opportunità di manifestarsi. Vogliamo provarci? A nuotare non si impara sui manuali di nuoto, ma nuotando; così, a filosofare, non si impara sui libri, ma filosofando. Per cominciare, non è necessaria la laurea o il diploma: necessario è solo il gusto di farsi “una bella ragionata”.

Augusto Cavadi

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