martedì 23 novembre 2010

Un invito per lunedì
29 novembre alle 18,30 a Palermo
(e uno scambio... fraterno con un padre domenicano)


Lunedi 29 novembre 2010

Sala della Chiesa Evangelica Valdese di Via dello Spezio 43
(dietro il Teatro Politeama)
ore 18.30

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
DI
AUGUSTO CAVADI

NON LASCIATE CHE I BAMBINI VADANO A LORO
CHIESA CATTOLICA E ABUSI SU MINORI
(Falzea editore, Reggio Calabria 2010)

NE DISCUTERANNO CON L’AUTORE

COSIMO SCORDATO (teologo)
GIOVANNI SALONIA (psicoterapeuta Gestalt)
GIORGIO CAVADI (dirigente scolastico)

MODERA IL DIBATTITO
MAURIZIO MURAGLIA (presidente CIDI Palermo)

L’INGRESSO E’ LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI

PER INFORMAZIONI TELEFONARE A:
347.1863420 vodafone 339.1956128 tim 3895548292 wind

Scambio di messaggi telematici
con il padre domenicano Marcello Di Tora o.p.
del Convento San Domenico di Palermo

Quanto delicati siano i ‘nervi’ che tocca questa problematica, in sé circoscritta, lo testimonia, fra l’altro, lo scambio di messaggi intercorsi fra me e un teologo domenicano.

All’invito di cui sopra, egli ha così risposto a mia sorella Rosalba (che mi ha girato l’e-mail):

“….sono indignato per il fatto che si dia risalto a libri di questo genere, tesi solo a gettare discredito; e che l’operazione abbia trovato il consenso dei Valdesi che hanno offerto i loro spazi per quella che può essere definita propaganda anticattolica. Alla faccia dell’ecumenismo….Che poi il cosiddetto teologo cattolico Mancuso faccia la prefazione non mi stupisce affatto.
Cordialmente,
Marcello Di Tora o.p.”

Questa la mia risposta:

“Reverendo padre,
“libri di questo genere”, come questo che ho scritto io, Lei l’ha già letto?
Se non lo ha fatto, la sua “indignazione” non è giustificabile né evangelicamente né secondo la lezione del grande Dottore Angelico.
Se lo ha fatto, perché non viene “in partes infidelium” per portare le Sue ragioni?
Per una condanna ‘a priori’, senza processo e senza possibilità di difesa dell’imputato, ha scelto l’Ordine religioso più adatto, ma ha sbagliato secolo: è dal XVIII che a Palazzo Steri hanno chiuso l’Inquisizione e da allora non si celebrano più ‘auto da fé’.
Forse don Cosimo Scordato (uno dei teologi più stimati in Italia) e frate Giovanni Salonia (padre cappuccino e psicoterapeuta stimatissimo in tutto il Paese), come la coraggiosa e ospitale Chiesa dei fratelli Valdesi, accettando di leggere e di discutere pubblicamente le mie povere paginette tese a capire l’incomprensibile, stanno offrendo alla comunità cristiana e alla società civile una testimonianza molto più efficace del suo sfogo un po’ troppo …preventivo (e, temo, prevenuto).
Con i migliori auguri per il Suo lavoro a favore dell’ecumenismo, invoco su di noi la luce dello Spirito illuminatore.
Augusto Cavadi”

Risposta che, evidentemente, non è piaciuta al Reverendo padre:

“Gentile Sig. Cavadi,
la sua risposta non fa altro che confermare quanto avevo già segnalato. Anziché offrire rassicurazioni sul fatto che il libro non è anticattolico (e non ci si poteva aspettare diversamente, se il titolo del libro esprime anche le convinzioni dell’Autore), lei di fatto le riconferma, dandomi, irridendo la mia persona. E questa è una delle tante differenze: io mi soffermo su un testo, lei attacca le persone…
Che poi vi siano presenti dei cattolici come Scordato e Salonia non cambia nulla. Non aggiunge e non toglie nulla.
Sappiamo che alle presentazioni dei libri si va solo con l’intento di compiacere l’Autore e il pubblico. Anche quando è stato presentato il libro di Mancuso (guarda caso sempre dai Valdesi…) i teologi presenti non hanno mosso un solo rilievo critico….
Infine, che i Valdesi offrano i loro locali per presentare un libro anticattolico, ma ammantando tutto con lo spirito (laico) della discussione del dibattito e del confronto, non può che fare il loro gioco. Ma hanno perso l’occasione per mostrare un pio’ di dignità. Infatti, se al posto loro, mi avessero chiesto i locali del mio convento per presentare un libro dal titolo “Lutero l’eretico e il giustiziere”, ebbene, per una questione di dignità li avrei negati. Proprio secondo quello spirito di distensione e di rispetto a cui lei fa riferimento, ironicamente, nella conclusione della sua email. Ma ovviamente, non tutti sono animati da nobili ideali…
Cordialmente
Marcello Di Tora o.p.”

Poiché abbiamo organizzato, allora, la presentazione del libro di Mancuso perché nessuna struttura cattolica ci ha voluto ospitare (e la diocesi di Cefalù, che tempo dopo ha dato l’assenso, se lo è rimangiato in 48 ore) e poiché nel salone del centro culturale valdese, allora, Vito ricevette critiche molto aspre da cattolici intransigenti (Marcello Briguglia, Giuseppe Savagnone), da valdesi infastiditi dal suo riduzionismo biblico (Elisabetta Ribet) e persino da ‘laici’ non cristiani (Gianni Rigamonti), ho capito che il buon frate o parla di cose che non sa o, peggio, mente sapendo di mentire. Perciò ho ritenuto evitare di sprecare altro tempo: la vita è breve e le iniziative più belle, e più utili all’umanità, sono tante.

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