lunedì 13 dicembre 2010

Sulla teologia trinitaria di Abelardo


“Repubblica – Palermo” 12.12.2010

ABELARDO SENZA ELOISA

Augusto Cavadi

Giuseppe Allegro
TEOLOGIA E METODO
IN PIETRO ABELARDO

Officina di studi medievali
pagine 342
euro 32

Di Abelardo, fine dialettico del XII secolo, il pubblico colto ricordo soprattutto le disavventure amorose con Eloisa e, soprattutto, la severa punizione subita nelle parti pudende dai familiari della ragazza. Chi volesse andare oltre il gossip storiografico ha ora a disposizione un corposo, ma leggibile, studio di Giuseppe Allegro (Teologia e metodo in Pietro Abelardo) edito dall’Officina di studi medievali di Palermo. Certo, non è il libro che si porta dal barbiere per ingannare l’attesa del proprio turno: ma chi abbia un po’ d’interesse per la storia della cultura occidentale troverà intrigante conoscere questo pensatore formidabile a cui si deve nulla di meno che la fondazione della theologia come nuova disciplina accademica. Egli ha avuto il coraggio, o l’impudenza, di tuffarsi dritto nell’enigma trinitario con le armi della logica (suo il celebre metodo di evocare, per ogni questione, il “così” e il “non”): pur avendo letto, in Agostino, proprio a proposito della trinità, che “non c’è altro argomento a proposito del quale l’errore sia più pericoloso, la ricerca più ardua, la scoperta più feconda”. E, come scrive nella Presentazione Constant J. Mews, Abelardo lo ha fatto in modo tanto geniale da “aprire una nuova maniera di pensare che Dante proseguirà nella prima metà del XIV secolo e che ancora provoca il pensiero nel nostro proprio tempo”.

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