martedì 26 aprile 2011

Simonetta Rinaldi su “In verità ci disse altro”


Salve prof. Cavadi,
ho appena finito di leggere il Suo libro “ In verità ci disse altro” e Le scrivo per esprimere il mio apprezzamento oltre che la mia riconoscenza per averlo voluto scrivere.
Io ritengo di far parte di quelle persone che Lei definisce “in ricerca, intenzionati a perseverare nella doppia fedeltà all’intelligenza ed al vangelo” e che, proprio per questo motivo, spesso si sentono “pesci fuor d’acqua” o meglio, come ha bene indicato nella Sua prefazione, “appartenenti ad una famiglia disfunzionale”.
Io non ho studiato teologia o filosofia e non sono biblista. Sono semplicemente una persona che cerca di pensare e di agire nel modo più maturo e consapevole possibile e che è affascinata da questi temi.
Ritengo che una delle vie per aumentare la consapevolezza nelle persone, per consentire alla gente di fare un salto verso una dimensione di vita più matura e più adulta, sia costituita dallo scambio, dalla reciproca contaminazione e dalla collaborazione tra chi si dedica principalmente al fare e chi si dedica principalmente alla ricerca ed allo studio.
Per questo considero che il suo libro abbia un grande valore: rappresenta, secondo me, uno dei preziosi agganci (purtroppo troppo pochi o troppo poco conosciuti) tra chi cerca principalmente di “operare” ma ha bisogno dell’apporto di chi fa ricerca di senso, allo stesso modo in cui lo studioso ha bisogno di riscontri e confronti con chi si dedica principalmente alla prassi (mi piacciono e trovo molto interessanti i concetti di “ricerca-azione” e “con-ricerca”).
Non penso che ci sia per forza una divisione netta tra chi opera e chi studia. Molto spesso però questi due mondi rimangono basilarmente separati.
Per questo Le sono grata di aver scritto questo Suo libro, accessibile a tutti pur rimanendo ad un livello alto, allo stesso modo in cui sono grata ad esempio a Raimon Panikkar per aver deciso ad un certo punto della sua vita di rivolgersi anche a chi non è uno studioso, rendendo i suoi concetti e la sua ricerca accessibile (almeno in parte) anche alle persone sprovviste del suo grande bagaglio culturale ed intellettuale.
Mi auguro che le donne e gli uomini di buona volontà che vogliono aprire gli occhi (o che già li hanno aperti ma passano per coloro che ci vedono male…) possano intravedere davvero nuovi orizzonti e nuove prospettive di vita personale e sociale e respirare a pieni polmoni aria nuova e rigenerante per avere l’entusiasmo e la speranza di riuscire a dare il proprio seppur piccolo contributo a questo nostro mondo.
….il suo libro per me è stato veramente come una boccata di ossigeno e ne trarrò sicuramente beneficio nella mia esperienza di cittadina, di moglie e madre di quattro figlie adolescenti, di figlia e sorella e naturalmente di cristiana nel senso più ampio e profondo che questa parola ha.
Con grande stima e cordialità
Simonetta Rinaldi
Albino (BG)

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