domenica 10 luglio 2011

PERCHE’ NON TRASFERIRE IL MINISTERO DELLA GELMINI A PALERMO?


“Repubblica – Palermo”
9.7.2011

SE TRASFERISSERO LA GELMINI A PALERMO
I leghisti vorrebbero la delocalizzazione di quattro ministeri , per ora almeno neppure Berlusconi li può accontentare. Ma domani, o dopodomani, chi sa? Nell’attesa Giuseppe Valenti – medico e imprenditore della sanità, promotore del movimento civico “Per Palermo” – ha lanciato la raccolta delle firme: “A Palermo il Ministero della Pubblica Istruzione”. La proposta, chiaramente provocatoria, presenta delle ragioni non più bislacche delle motivazioni addotte per il trasferimento a Nord di altri dicasteri.
Prima di tutto: non è il Sud il maggiore produttore di insegnanti precari? Non è dal Sud che partono i professori persecutori dei figli dei leghisti per bloccarli due volte agli esami di maturità? Non è al Sud che si riescono a organizzare i concorsi abilitanti didatticamente più avanzati per consentire anche ai soggetti deboli di diventare procuratori legali, prima di essere nominati ministri della Pubblica Istruzione e dell’Università?
Si potrebbe obiettare che è anche vero, però, che il Sud registra le maggiori deficienze didattiche negli alunni (specie per le discipline scientifiche) e strutturali negli edifici scolastici (quasi mai in regola con le norme di sicurezza e di vivibilità). Ma i ministeri servono prima di tutto a promuovere, sollecitare (l’ho imparato tre decenni fa. Un amico svizzero mi aveva informato dell’esistenza di un Ministero della marina della Confederazione elvetica, io risposi ironizzando sulle poche navi ancorate al porto di Genova, ma lui mi gettò al tappeto con una sola, sarcastica, domanda: “E voi, in Italia, non avete forse un Ministero del tesoro?”). Ministro – etimologicamente - non significa forse servitore, cameriere? Dunque se in un’area del Paese c’è bisogno di incrementare il versamento delle imposte e di contrastare l’evasione fiscale, è bene che ci si trasferisca il Ministero delle Finanze (per esempio in Padania); se in un’altra c’è bisogno di migliorare le attrezzature didattiche e di contrastare l’evasione scolastica, è bene che ci si trasferisca il Ministero della P.I. (per esempio, appunto, in Sicilia). E’ la logica stringente con cui qualcuno ha, opportunamente, suggerito di mandare La Russa (Difesa) a Lampedusa e Maroni (Interni) a Corleone. O con la quale si potrebbe suggerire di trasferire la Brambilla (Turismo) da Roma a Niscemi, la cittadina fra Mazzarino e Gela dove mia madre è nata ma, più che ottantenne, non può ritornare in visita perché non esistono né alberghetti né b & b.
Quante probabilità di successo avrebbe la raccolta delle firme del movimento “Per Palermo”, se non fosse soprattutto un’iniziativa dimostrativa? Con il governo attuale - il cui superministro dell’economia ha lapidariamente assicurato che “con la cultura non si mangia” - suppongo alte. I soldi al Settentrione, le chiacchiere al Meridione: non è una buona divisione dei compiti? E poi sarebbe anche un modo concreto di combattere la disoccupazione al Sud: potremmo sfornare traduttori e traduttrici per accompagnare i politici leghisti e facilitarne la comunicazione verbale con il pubblico e con la stampa. In giro per il Bel Paese.
Augusto Cavadi

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