mercoledì 21 settembre 2011

Il messaggio etico in politica di S.E. Angelino Alfano


“Repubblica – Palermo”
21. 9. 2001

LA CANDIDATURA DI LAGALLA E IL “MESSAGGIO ETICO” DI ALFANO

Il rettore Lagalla candidato del Pdl a sindaco di Palermo? Non sarebbe una cattiva idea. Da governatore dell’università non è stato né inerte né corrotto: si può sperare molto di meglio dalle nostre parti? Le elezioni amministrative si svolgerebbero dunque in una condizione molto vicina alla normalità: se vincessero i candidati alternativi al centrodestra (è sperabile che ce ne siano, ma non una pletora), si volterebbe pagina rispetto al non-governo degli ultimi dieci anni; se perdessero, non sarebbe necessariamente un ripiombare nel nulla.
Ciò chiarito, dispiace sinceramente che la gratitudine abbia giocato al Magnifico un brutto scherzo. In dovere di ringraziare il proprio autorevole sponsor, Angelino Alfano, avrebbe potuto lodarlo (o come si preferisca dire per evitare l’antipatica assonanza con il sostantivo giuridico ‘lodo’) per cento qualità: che è studioso (e, a differenza di un suo omologo tedesco, non ha avuto bisogno di copiare interi capitoli della tesi di laurea); che è sveglio (in pochi anni è riuscito, lui neofita del profondo Sud, a diventare il capo del partito più filo-settentrionale della storia repubblicana); che sa parlare bene in pubblico; che sa coltivare con attenzione le relazioni umane; che è un abile traghettatore (è riuscito a spostare una fetta ipercattolica dell’elettorato democristiano di famiglia a supporto di un leader smaccatamente edonista); che (a giudicare dalla fronte perennemente corrucciata) mostra di affrontare le questioni con piglio, o almeno con cipiglio; che è alto (più alto di Berlusconi e per giunta senza tacchi occulti)…
E, invece, su cosa va ad attrarre l’attenzione del suo mentore politico il professor Lagalla? “Angelino Alfano porta un messaggio etico in politica”. Qui però tocchiamo tasti delicati. Tutti i politici testimoniano, incarnano, diffondono una visione etica: un’idea di bene e di male, di giusto e di ingiusto, di lecito e di illecito. L’hanno testimoniata Churchill, Gandhi, Kennedy, Gorbaciov così come Mussolini, Hitler, Stalin, Reagan. Il problema è dunque: quale etica ogni politico introduce nella sua pratica?
C’è un’etica del bene pubblico e un’etica dell’interesse privato; c’è un’etica del senso critico e un’etica dell’obbedienza cieca a un padrone-benefattore da cui si è stati miracolati; c’è un’etica della libertà di coscienza e un’etica del conformismo agli ordini della ristretta dirigenza di un partito; c’è un’etica del dialogo democratico e un’etica della negoziazione da mercante medio-orientale; c’è un’etica della schiena dritta e un’etica delle spalle incurvate; c’è un’etica del rinnovamento nella continuità con le conquiste migliori del passato e un’etica della conservazione mascherata da modernismi demagogici; c’è un’etica della solidarietà internazionale e un’etica dei rapporti privati con i dittatori del pianeta (che per altro non esclude clamorosi voltafaccia); c’è un’etica delle regole uguali per tutte e un’etica delle regole cucite addosso ai potenti del momento; c’è un’etica delle opportunità di lavoro per i più meritevoli e un’etica del clientelismo metodico a favore di parenti e amici fedelissimi; c’è un’etica che persegue la giustizia a qualsiasi costo e un’etica che la persegue a condizione di non interferire con le trame oscure del malaffare; c’è un’etica che impone ai ricchi di privarsi di un po’ di ricchezza a favore dei ceti deboli e un’etica che impone ai ceti deboli di privarsi ulteriormente del necessario per non urtare la suscettibilità degli straricchi.
Sarebbe interessante che Lagalla spiegasse meglio di quale etica, a suo parere, è paladino il segretario nazionale del partito che lo intende candidare a sindaco di Palermo: così, noi elettori, potremmo iniziare a farci un’idea dell’etica a cui Lagalla stesso intende ispirarsi nell’eventuale governo della città.

Augusto Cavadi

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