domenica 18 marzo 2012

Leontine Regine intervista Adriana su “Mezzocielo”


Non è facile comunicare, a chi non la vive, l’atmosfera che si respira nella casetta di Adriana sulla spiaggietta sotto casa nostra (vedi in facebook: Casa Rotolina): laboratorio artigianale di riciclo; luogo di incontro con i bambini del quartiere, con le loro madri, con i loro padri; covo di rivoluzionari disarmati e nonviolenti dove si preparano i manifesti, i cartelloni, gli striscioni per le manifestazioni di protesta o di solidarietà…Non è facile rappresentare tutto questo, ma Leontina Regine c’è riuscita egregiamente sull’ultimo numero di “Mezzocielo” (febbraio 2012).
Con gratitudine verso il trimestrale di donne siciliane, e con la comprensibile fierezza di chi ormai da dieci anni condivide la vita con Adriana, ho la gioia di socializzare con “i venticinque lettori” del mio blog il pezzo giornalistico.

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“Mezzocielo”, febbraio 2012

Quando gli oggetti e gli spazi si trasformano

Per molte persone gli oggetti di scarto hanno un potenziale estetico infinito, una di queste è Adriana Saieva. Cerniere rotte, cartoni, mollette, vecchi elettrodomestici, cose ormai inservibili e abbandonate sono pronte, tra le sue mani, a riacquistare nuova vita e a trasformarsi in giochi, collane, piccole sculture.
L’attenzione verso un nuovo uso dei tanti oggetti destinati a finire nella pattumiera nasce, per Adriana, nella scuola dove insegna, l’Istituto Arenella a Vergine Maria. Ha iniziato a creare i primi oggetti con gli alunni della sua classe, un modo per avvicinare i piccoli studenti, oltre che al significato, anche all’applicazione pratica delle “3R”: Ridurre, Riusare Riciclare. A poco a poco, però, l’armadio della scuola non è stato più sufficiente a contenere i materiali raccolti e il luogo in cui dare spazio alla creatività collettiva non era sempre disponibile, i laboratori scolastici, si sa, hanno degli orari oltre i quali non è consentito fermarsi. Tra l’altro, nella borgata, così come in tanti altri luoghi della città, non esistono spazi aggregativi per i ragazzi, centri in cui incontrarsi, creare, leggere insieme.
E così Adriana ne inventa uno. Si chiama Spazio Rotolina, nome che trova ispirazione dalla via in cui si trova ubicato l’appartamento che ha preso in affitto l’anno scorso: “Via Nostra Donna del rotolo”. Per tutta l’estate i bambini, tre a volte a settimana, hanno partecipato ai laboratori del riciclo sperimentando e inventando, sollecitati dalla loro maestra impegnata a scoprire, insieme a loro, le potenzialità degli oggetti considerati inservibili.
Giocando con loro al gioco del riuso creativo è cominciata per Adriana anche una sua ricerca personale, la voglia di tirare fuori oggetti da indossare: collane sculture, anelli, spille e anche pannelli composti dai materiali più svariati. Tutte creazioni ancora in divenire che rendono le mille cose raccolte e ammonticchiate nelle stanze del piccolo appartamento, tanti piccoli tasselli che aspettano soltanto di trovare il posto giusto in cui essere collocati per riacquistare un nuovo splendore. E così, appoggiati alla rinfusa, trasformano la stanza in una miniera da cui estrarre la gemma giusta da incastonare nel posto che le spetta.
Nello Spazio Rotolina , nella terrazza di fronte al mare, ad un passo dalla tonnara, Adriana non è mai sola. Quando non ci sono i bambini arrivano le mamme del quartiere, donne piene di voglia di fare e di sperimentare. Oppure si svolgono riunioni per parlare insieme di quello che si può fare per migliorare la qualità della vita della comunità di questo piccolo borgo vicino Palermo.
Una bella, piccola ma importante realtà, nata da una persona appassionata del suo lavoro e delle tante nuove esistenze nascoste dentro oggetti a prima vista insignificanti, trasformate dalla creatività di chi osserva con altri occhi. Un piccolo spazio privato che Adriana trasforma in qualcosa di grande e prezioso: in un dono per la collettività, in un regalo per le persone e il posto in cui vive e lavora.

Leontine Regine

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