martedì 24 luglio 2012

Dopo le vacanze filosofiche estive a Ostuni


Care e cari,

vi scrivo da Ostuni dove ieri si è chiusa la prima delle due edizioni di questa estate delle “vacanze filosofiche”. E’ stata un’esperienza abbastanza atipica rispetto alle nostre consuetudini e, nella sua aticipicità, davvero significativa e gratificante.
Non ci siamo trovati in strutture ‘pubbliche’ ma, quasi tutti, in quattro casette ‘private’ messe generosamente a disposizione da Bruno Vergani e Laura Palermo. In una casetta vivevano i padroni di casa; in un’altra Adriana, io e Mario Trombino; in un’altra ancora Chiara e Massimo Angelini; nella quarta infine Daniela e Luigi Salomone, Laura Mancini e Chiara Salviotti. Poco lontano hanno trovato ospitalità in una ‘lamia’ Monica e Lorenzo De Rossi e, in un albergo di Ostuni, Vito e Rosa Colonna. (Non inserisco nel novero Arianna e Nandi perché hanno partecipato solo all’ultimo seminario, quando quasi tutti gli altri erano ritornati a casa). La maggior parte delle persone non ci conoscevamo prima dell’inizio della settimana: il fatto che, dopo poche ore e per tutti i giorni, sia scattata una fitta relazione di scambi, di allegria, di inviti reciproci a cena o a pranzo, di partecipazione collettiva a feste rurali… ha costituito un piccolo, delizioso, ‘miracolo’. Su cui ci siamo interrogati a vicenda, su input di Luigi: come è possibile che ci sia tanta bella gente concentrata in un punto della Terra? Una delle tante possibili risposte su cui concordavamo: chi ama la sofìa, tende ad amare gli altri amanti.
Sapete già (anche dal resoconto sintetico e incisivo che ne ha fatto Bruno Vergani sul suo blog: www.brunovergani.it) che abbiamo riflettuto su cosa intendere per ‘politica’, per ‘etica’ e per i nessi - auspicati o contestati – fra l’una e l’altra. Sul sito www.vacanzefilosofiche.it troverete fra qualche giorno un po’ dei materiali ‘didattici’ che ci sono serviti per base di partenza delle conversazioni.
Ciò che non riesco a descrivere è qualcosa di impalpabile: il registro esistenziale in cui questi seminari si sono svolti. Essi, infatti, si sono avvicinati molto a quella ardua linea di mediazione fra due possibili atmosfere (entrambe insufficienti e problematiche): il clima cerebrale dei convegni universitari e scolastici, da una parte; l’emotività incontrollata dei gruppi di auto-aiuto, dall’altra. A uguale distanza dalle due opposte derive, i partecipanti si sono - ci siamo – messi in gioco con tutto il peso delle nostre storie personali, delle nostre sofferenze biografiche, dei nostri interrogativi sinceri: ma anche quando si è pianto o si è riso, non si è mai persa l’autenticità del timbro.
Non penso che una miscela simile (di atteggiamenti nei confronti della vita, di psicologie, di luoghi, di relazioni) si possa riprodurre per il futuro. “Ostuni 2” sarà anche, almeno per alcuni anni, il secondo e ultimo esperimento in Puglia: ognuno lo porterà nel cuore come quei rari momenti dell’esistenza in cui sembra che un altro modo di stare al mondo è possibile.
Chi non saprà resistere alla nostalgia sa già che ci attendono altri appuntamenti. Con qualcuno siamo già d’accordo per la seconda edizione di questa estate (a Pescasseroli, dal 21 al 27 agosto, per “Filosofia e sessualità”) e per la Prima festa nazionale della Filosofia di strada (a Amandola da venerdì 31 aogosto a domenica 2 settembre).

Augusto

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