domenica 27 settembre 2009

Un testo delirante su “Il Giornale” di Feltri


Molto probabilmente ne avete già avuto (e magari dato) notizia, ma a scanso di omissioni vi segnalo nella “Stanza di Mario Cervi” de “Il giornale” del 15 settembre 2009 (accessibile in internet) questo testo delirante:
“Non riesco a capacitarmi del fatto che si tolleri con tanta leggerezza il proliferare di giornali nuovi, vedi quello di Marco Travaglio, l’uomo più viscido della sinistra disfattista e sempre alla ricerca di nuovi modi per indebolire il premier, vista la continua ascesa dello stesso nel consenso degli italiani. Possibile che l’avvocato Ghedini non riesca a trovare un reato plausibile per la chiusura di queste «vipere» che strisciano con il continuo intento di mordere il premier e causarne la morte politica? Un giornale che palesemente offende e denigra il capo del governo va subito chiuso. Lasciamo poi le critiche a chi è nato per criticare tutti gli avversari politici. Una volta creato l’esempio gli altri giornali di sinistra si guarderanno dal continuare ad offendere il premier e la sua coalizione. Possibile che non si riesca a trovare una norma che preveda l’attentato morale al capo del governo? Io credo che l’unica soluzione a questo continuo stillicidio di calunnie sia quello di rispondere con i sistemi usati (che io non approvo) da Putin nei confronti della Georgia, e della Cina nei confronti dei monaci tibetani: «La forza». Dopo una serie di bastonate inflitte a Franceschini, D’Alema, Travaglio, Santoro e Maurizio Mannoni, si vedrebbero subito i risultati, si vedrebbe il ritorno del rispetto nei confronti di Berlusconi”.
Quando mi è stato segnalato il testo, ho provato a mandare un mio commento, ma non è stato pubblicato (nonostante siano passate 48 ore). In sostanza sostenevo che fosse impossibile che l’autore di queste righe dicesse sul serio e che era stata una sua finissima finzione per denunziare la mancanza di libertà di stampa in Italia. Poiché non può esistere nessun coglione che pensi davvero delle tesi così allucinanti, mi complimentavo con l’autore per l’umorismo di cui aveva dato prova e che gli aveva consentito di farsi pubblicare ‘dentro’ la fortezza nemica. Che non fosse stato lo stesso Travaglio ad avere una genialità simile?

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