lunedì 28 luglio 2014

I PECCATI DEI PRETI E L'IMPEGNO DELL'ASSOCIAZIONISMO SICILIANO


“Repubblica – Palermo”
25. 7. 2014

GLI AIUTI A CHI SOFFRE E I PECCATI DEI PRETI

   Le prestazioni sessuali estorte fanno sempre ribrezzo. Ma se a operare la concussione in natura è un cittadino con responsabilità sociali  - un medico o un insegnante, un politico o un prete – l’abuso risulta particolarmente odioso. Fatta salva la presunzione d’innocenza, è dunque comprensibile che in internet girino in queste ore parodie amaramente sarcastiche: “L’8 per mille alla Chiesa cattolica? Chiedilo a don Librizzi”.

    Che la giustizia faccia il suo corso, efficacemente e rapidamente, è interesse di tutti ma, in modo particolare, di quelle centinaia  - anzi migliaia – di siciliani che da anni si impegnano a supplire le carenze della politica governativa sul fronte degli sbarchi dall’Africa. Un’altra mela marcia (non è la prima, non sarà presumibilmente l’ultima) rischia, infatti, di gettare il discredito su un mondo variegato e ammirevole di cui si tace quando non c’è da lamentarsene.  Penso, innanzitutto, per associazione di idee più immediate, agli operatori della Caritas della stessa diocesi di Trapani che, in queste stesse ore, continua una splendida opera di accoglienza dei migranti. Penso a don Francesco Fiorino, direttore della caritas della limitrofa diocesi di Mazara del Vallo, che da decenni ha costruito – con i suoi collaboratori – una rete efficiente di solidarietà, realizzando un esempio di integrazione degli immigrati. Penso a ciò che l’intesa fra il sindaco e l’arcivesco di Messina sta rendendo possibile per 500 profughi salvati dal naufragio. Ma anche le chiese protestanti sono da anni mobilitate. Il centro diaconale valdese-metodista della Noce, di Palermo, ha in carico diversi minori senza genitori ai quali insegna i rudimenti della lingua italiana e che avvia a forme di lavoro adeguate. Il direttore del centro, il giovane pastore Ciccio Sciotto, è in partenza per Scicli dove si trasferisce per dirigere un altro punto di accoglienza per chi riesce ad attraversare indenne il canale di Sicilia, ma si trova poi senza riferimenti di parenti o amici in Italia. E da poche settimane, nell’ambito del medesimo progetto Mediterranean Hope,    la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), ha aperto proprio a Lampedusa un “osservatorio” delle migrazioni (dove si sono trasferiti stabilmente due operatori, Francesco Piobbichi e Marta Bernardini). Accanto all’associazionismo di ispirazione religiosa, e spesso in felice cooperazione con esso, è molto attivo l’associazionismo laico. A Palermo e Catania le due sedi del Ciss (Cooperazione internazionale sud sud), ad esempio; senza contare l’opera inestimabile  - di carattere sia scientifico che operativo – dei giuristi come Fulvio Vassallo Paleologo e i suoi più giovani collaboratori che, da molti anni, assistono chi sbarca nella nostra isola non solo nell’immediato (per esempio assicurando um servizio di traduzione e di informazione legale), ma anche nel faticoso iter burocratico del riconoscimento dello status di profugo. 

 

Augusto Cavadi

www.augustocavadi.com

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