giovedì 25 dicembre 2014

IL TEMPO SECONDO PIPPO DI VITA


PREFAZIONE AL LIBRO:
 PIPPO DI VITA, Il tempo. Riflessioni filosofiche, Mohicani, Palermo 2014

    Quando Pippo Di Vita mi ha chiesto due parole introduttive alla sua silloge di componimenti in versi sono rimasto spiazzato: che ha da dire un filosofo su un testo d’ispirazione poetica? Alla fine mi sono arreso per due motivi. Il primo, l’affetto per l’autore: una persona che dice solo cose che crede e che si sforza di vivere con coerenza ciò che dice. Il secondo, la tematica che fa da filo rosso dell’intera raccolta: il tempo, oggetto non esclusivo della filosofia ma certamente ad essa pertinente. Almeno dai tempi in cui il vescovo-filosofo Agostino di Tagaste scriveva, nelle sue Confessioni, di sapere cosa  fosse il tempo se nessuno glielo chiedeva e di non saperlo più se qualcuno lo interrogava in proposito.
    Per troppi secoli la mentalità Classica (greca, romana, cristiano-medievale) ha ignorato la dimensione temporale o l’ha considerata una copia scadente della ‘vera’ realtà (eterna, immobile). La Modernità ci ha regalato invece una forte consapevolezza storica: l’uomo e la natura che lo circonda sono in perenne divenire e questo continuo mutamento incide molto più profondamente di quanto non si ritenga abitualmente.
     La riflessione sul passaggio ininterrotto da un prima a un poi è arrivata, con la filosofia contemporanea, a uno stadio difficilmente superabile: con Hegel nell’Ottocento e con Heidegger nel Novecento, è l’Essere stesso ad essere concepito come Storia, come Tempo. E’ questa un’intuizione particolarmente profonda o il tipico esempio di un’intuizione filosofica perspicace che viene esasperata da chi l’ha sperimentata? Non è un bivio di poco. Condividere lo storicismo assoluto (per cui tutto ciò che è, è storico; e nulla può essere concepito come esistente al di fuori della storia) significa rinunziare a qualsiasi principio o valore o criterio che non sia nato storicamente e che non sia destinato a inabissarsi nel fiume della storia.  La prospettiva è di accettare non solo la relatività, ma anche il relativismo; in alcuni casi, e in alcuni sensi, persino il nichilismo.
      Intediamoci: queste considerazioni non vogliono dimostrare qualche tesi. Affermare che , se l’Essere è tempo,  non abbiamo alcuna eternità cui aspirare, non può significare: “Allora, illudiamoci che non sia così e optiamo per un’alternativa più confortante per le nostre angosce” . No: la filosofia non deve essere un sedativo delle paure umane. Deve provare ad aprire gli occhi sulla verità: quale che sia. (Tanto accettare la più amara delle verità è più dignitoso la più suggestiva delle menzogne).
      In queste composizioni liriche  - se non prendo un abbaglio – Pippo Di Vita cammina su un crinale affascinante e rischioso (affascinante perché rischioso): fra una visione del tempo come una delle dimensioni che può assumere l’Essere e un’altra visione del tempo come l’essenza più intima dell’Essere in quanto tale. Fra una prospettiva in cui ci sono enti temporali ma anche enti a-temporali (verità logiche,  matematiche, ontologiche, etiche…) ; “Perché siamo il nostro tempo/Il dopo è infinito senza corso” (da Il Tempo);  e una prospettiva in cui esistono solo enti temporali (che producono, nella storia, ‘prodotti’ illusoriamente metastorici): “Cambiare fa paura a chi è povero d’intenti/a chi resta fisso nel suo cantuccio per paura del travaglio/ eppure non si è mai uguali al giorno prima/ perché la vita è un vortice che muta in ogni istante” (da Cambiamento) .
     E poiché il suo registro linguistico, per quanto pregno di valenze teoretiche, è letterario-poetico, non ha nessun dovere di sciogliere la felice ambiguità: gli basta accompagnarci sulla linea di confine fra il tempo categoriale e il tempo trascendentale. Anche se la sua propensione, per ragioni sentimentali più che razionali,  emerge chiaramente in più luoghi: “La vita è un po’ come dormire/sogno e realtà/ si inseguono alacremente/ed al risveglio/il tempo non è più tempo/ma un tuffo placido nell’infinito” (Sonno).

Augusto Cavadi
Filosofo consulente
www.augustocavadi.com
 

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