martedì 24 febbraio 2015

VIVERE CON UN PROGETTO: LA TESTIMONIANZA DI BRUNO VERGANI


“MONITOR”
20.2.2015

 UN  PROGETTO PER VIVERE SENSATAMENTE

Un lettore, Bruno Vergani, mi scrive in riferimento alle considerazioni della scorsa settimana su quanto sia il caso di soffrire per raggiungere una méta che ci siamo prefissati nella vita. Un suo primo contributo alla riflessione è di ordine più generale (e gli è stato suggerito dall’età del ragazzo da cui avevamo preso lo spunto per la tematica): “Un aspetto della problematica di numerosi giovani è che, aizzati dalla propaganda massmediatica degli ultimi due decenni, talvolta dicono obiettivo e pensano ‘sogno’. Lemma ambiguo e insidiosissimo, confuso e gonfio d’implicita dismisura”.
In una seconda parte del messaggio, sulla scia di alcune mie ‘confessioni’ autobiografiche esposte, Bruno passa a parlare di sé: a radicare  - come è necessario in ogni dialogo di consulenza filosofica – il libero fluttuare del pensiero nella concretezza della propria, individuale, esperienza esistenziale. Per intendere meglio le sue righe sarà opportuno premettere che scrive da una zona vicino ad Ostuni, la “città bianca” pugliese circondata dai tipici “trulli”.
“Colgo l’occasione” – si legge dunque nella sua email – “per uno stringato bilancio del mio obiettivo professionale. Oltre tre decenni fa, tra gli innumerevoli modi di produzione, avevo optato per quello del piccolo produttore indipendente. Così oggi, artigiano erborista, vivo e lavoro in mezzo agli ulivi lontano dal paese, raccolgo le piante, le trasformo e vendo nell’erboristeria contigua al laboratorio di produzione. Obiettivo raggiunto? Indipendente per davvero? Un bel po’ si: non tengo padrone, faccio e vendo il mio prodotto e invece di sottostare alla richieste del cliente, quasi sempre, lo consiglio.
Un po’ no: dipendo da un paio di fornitori, quello che mi vende i flaconi vuoti e l’altro che mi procura qualche pianta che non cresce dalle mie parti. Obbedisco inoltre a centinaia di normativa onerose e asfittiche -chissà com’è che su questo pianeta ognuno incontra una qualche testa di c...zzo che dal bar s’intrattiene nel tentativo di esautorare la sovranità altrui- normative tanto contraddittorie tra loro al punto che è praticamente impossibile ottemperarle tutte: metà artigiano erborista, metà burocrate. Tale secondo impegno non era il mio obiettivo, eppure mi ha offerto l’inaspettata opportunità di vivere oltre all’etica del libero implementare anche quella della resistenza. Qualche filosofo afferma che è tra le più nobili. Grazie a tutti i testa di c...zzo del mondo per le opportunità che loro malgrado ci elargiscono!”.
Come si vede, Bruno sa incastonare i contenuti seri in registri comunicativi leggeri, ironici. Chi volesse conoscere la sua storia di vita – e soprattutto le riflessioni che egli produce continuamente a partire dalle sue vicende passate e presenti – può accedere al suo blog (www.brunovergani.it) e, se vuole, iscriversi agli aggiornamenti automatici dei suoi post.  Poiché non ha mai studiato filosofia, né a scuola né nei suoi successivi percorsi di specializzazione professionale, costituisce un prezioso esempio di ciò che  - anche in questa rubrica – intendo per “filosofia-in-pratica”: l’esercizio della propria ragione in risposta alle sfide della vita e in cordiale confronto con quanti sono animati dalla stessa passione.

Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com

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