sabato 27 giugno 2015

CI VEDIAMO A PALERMO, MARTEDI' 30 GIUGNO, ALLE 18,30 ?

Approfittando di una delle rare apparizioni palermitane di Elio Rindone, discuteremo con lui dell'attuale papa Francesco I in confronto critico con il suo immediato predecessore Benedetto XVI. L'occasione è data dal suo recente libro Da Raztinger a Bergoglio, www.ilmiolibro.it, Roma 2015 (che si può acquistare sia via internet che ordinandolo in qualsiasi libreria Feltrinelli).
L'incontro avverrà alle 18,30 presso la Chiesa di S. Francesco Saverio all'Albergheria.
Per avere un'idea del volume riproduco la mia introduzione:

 
PRESENTAZIONE
 
   Non è che oggi si legga meno di ieri, se mai è vero il contrario. Cambia il supporto della scrittura: l’altro ieri la pergamena segnata a mano, ieri sino a oggi la carta su cui si sono impressi i caratteri mobili di Gutenberg, oggi e domani computer e tablet in continua interazione reciproca. Le opinioni di Elio Rindone non sfuggono a questo destino: dapprima, e innanzitutto, vengono diffusi e letti via internet. Pur se suggeriti da eventi di cronaca, non si tratta tuttavia  di scritti di valenza effimera: da qui il desiderio di alcuni lettori  - il cui numero va, lentamente ma gradatamente, crescendo – di vederli raccolti in un libro (all’…antica !) sia per averli sott’occhio in maniera organica sia per facilitare quanti non abbiano abbastanza familiarità con la  telematica.
   Ecco, allora, un’altra raccolta di interventi editi su vari siti il cui filo rosso è l’attenzione critica alla struttura istituzionale della Chiesa cattolica e alla teologia che la legittima. Un’attenzione che ha certamente valore per gli storici del cattolicesimo ma almeno altrettanto per gli osservatori  - credenti o meno – di ciò che sta avvenendo in questi anni, in questi mesi di “bergoglismo” galoppante.
     L’opinione pubblica è comprensibilmente affascinata dallo stile diretto, affabile, autentico di questo “vescovo di Roma” che i cardinali hanno ripescato dalla “fine del mondo”, anche per contrasto con la figura e il carattere del suo immediato predecessore Benedetto XVI.   Ma – ci avverte sostanzialmente l’autore – è solo per un errore di prospettiva che ci si può concentrare sui papi trascurando il papato: e, soprattutto, quel complesso dottrinario e organizzativo di cui il papato è da una parte espressione somma e, dall’altra, garanzia assicurativa.
     Allo stato attuale (secondo semestre del 2014)  sembra di essere a un bivio. Una direzione, la più auspicabile e la meno probabile, è che papa Francesco I avvii una riforma radicale dell’ortodossia cattolica che consisterebbe non nella revisione di questo o quel dogma biblicamente poco fondato, quanto nel ridimensionamento del punto di vista dottrinario rispetto al punto di vista operativo. Insomma, un po’ paradossalmente, nella riscoperta della prospettiva evangelica originaria per cui l’unica ortodossia che conta è…l’ortoprassi.
    Una seconda direzione, meno entusiasmante e secondo Rindone più probabile, è che il papa argentino continui a offrire una bella testimonianza personale di fede, di sincerità, di sobrietà e di preoccupazione per gli ultimi della Terra, ma lasci così come li ha trovati i capisaldi teologici e organizzativi della Chiesa, senza recidere nessuna delle radici da cui, con estrema consequenzialità logica, derivano i mali che egli pur denunzia: carrierismo all’interno delle gerarchie, collateralismo con i poteri politici ed economici forti (a prescindere da ogni valutazione etica), gregarismo passivo dei fedeli-laici rispetto al clero, marginalizzazione delle donne nella vita ecclesiale, tiepido o del tutto assente impegno del corpo ecclesiale nella sua interezza per una globalizzazione dei diritti.
    Francesco I ha firmato e diffusa l’enciclica quasi del tutto vergata da Ratzinger Lumen fidei    : però qualcuno ha osservato che la sua prima vera enciclica è stata il viaggio a Lampedusa per gridare la solidarietà agli immigrati africani che rischiano tutto pur di scommettere su una vita dignitosa. Forse questa duplicità  - la fredda chiarezza concettuale ereditata dal predecessore, la calda sensibilità per chi soffre alimentata dalla lunga esperienza in America Meridionale – è come la cifra enigmatica del papato attuale, il primo nella storia di un figlio di sant’Ignazio di Loyola.
   In una storiella umoristica, che gira da decenni negli ambienti cattolici, si sostiene che sfuggano all’onniscienza di Dio solo tre dati: quante siano davvero le congregazioni di suore; da dove ricevano tanti soldi i salesiani; che cosa pensi davvero un gesuita.  Tra una decina di anni al massimo Rindone ci spiegherà, in un'altra raccolta simile a questa, come si sarà sciolto il terzo enigma.

Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com






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