martedì 3 novembre 2015

IN VISTA DELLE PRESENTAZIONI DI MERCOLEDI' 4 E DI MARTEDI' 10 NOVEMBRE 2015

Continuano le presentazioni di Mosaici di saggezze. Filosofia come nuova antichissima spiritualità. Mercoledì 4 novembre appuntamento alle 20.15 presso la comunità di ricerca cristiana “El Shaddai” (via Cesare Beccaria 9, Palermo) per parlare insieme ad Augusto Cavadi del senso di una “spiritualità laica” oggi. Il 10 novembre alle 18.00 l’appuntamento sarà invece presso la Feltrinelli di Palermo (via Cavour 133): Maria D’Asaro e Marcello Benfante presenteranno il volume insieme all’autore, cui abbiamo rivolto in anticipo qualche domanda.
Come mai "Mosaici di saggezze"?Come avviene di solito, la scelta è stata dell'editore. Fotografa il futuro dell'umanità come lo immagino, come lo spero, come vorrei contribuire a realizzarlo mediante questo libro. Un futuro nel quale, come le tessere di un mosaico, le grandi tradizioni sapienziali dell'umanità (la greca, la biblica, l'islamica, l'indiana, la cinese…) si integrino armoniosamente in modo da offrire una guida ampia e articolata all'uomo in ricerca di un senso nella vita. Affinché il mosaico riesca, però, ogni tradizione deve liberarsi dalle proprie scorie e offrire - il disegno comune - il meglio di sé. Anche la filosofia occidentale ha molto da cui liberarsi e molto da offrire.
Il sottotitolo - "Filosofia come nuova antichissima spiritualità" - lascia intendere che la filosofia è stata a stretto contatto con la spiritualità e che ora questo aspetto andrebbe riscoperto. Qual è, quindi, il rapporto tra filosofia e spiritualità? E di che tipo di filosofia e di spiritualità si tratta nel volume?Dire che la filosofia è stata "a stretto contatto con la spiritualità" è riduttivo. Se per spiritualità intendiamo il nostro modo di vivere e di relazionarci a uomini e cose, dobbiamo dire (dopo gli studi di Pierre Hadot) che la filosofia è nata come una spiritualità, come un modo per coltivare il meglio di sé e di rapportarci alla società e al cosmo. Poi, dal Medioevo e con qualche eccezione sino ai nostri giorni, si è verificata una divaricazione disastrosa: le chiese cristiane si sono assunte il monopolio della dimensione spirituale e i filosofi si sono concentrati sulla dimensione intellettuale. Con il risultato di credenti devoti, ma poco critici, e di pensatori lucidi, ma poco attenti a vivere ciò che pensano. La proposta centrale del mio testo è di riconciliare la dimensione spirituale (gusto del silenzio, senso della bellezza, passione per la giustizia…) con la dimensione razionale (che accetta solo ciò che è evidente o per lo meno ragionevole): solo insieme, queste due dimensioni, fanno il vero filosofo. Ovviamente questa spiritualità filosofica è una spiritualità laica, naturale, basica. Non è in competizione con le spiritualità religiose o di matrice psicologica, ma si autointerpreta come il fondamento - la condizione di possibilità - di ogni altra eventuale spiritualità specifica (per esempio, confessionale).
Notevole importanza sembra data al dialogo e alla pratica "in comune" della filosofia. In che termini? Quali sono le modalità concrete, al giorno d’oggi, tramite cui ciò può avvenire? E che aspetti positivi può apportare nella vita del singolo così come in quella della società?Ogni spiritualità è un intreccio di idee e di azioni, di princìpi ispiratori e di esperienze pratiche. Per questo, prima di pubblicare il libro, ho voluto sperimentare per alcuni decenni (più precisamente dal 1983) delle pratiche filosofico-spirituali di cui racconto nella parte finale del libro: le vacanze filosofiche per non… filosofi; i week-end filosofici; le cenette filosofiche per non… filosofi; le domeniche di chi non ha chiesa e così via. Sono state coinvolte, in questo trentennio e più, centinaia - forse sarebbe più preciso dire migliaia - di persone di ogni età, professione, orientamento politico. Molti arrivano e vanno via per sempre; alcuni vanno via per anni ma poi tornano; altri ancora cercando di essere presenti più che possono perché hanno intuito che la vita spirituale è anche vita comunitaria. Si parte dall'intimo, dall'io, ma se si resta nella sfera individuale si rischia l'autismo: solo il noi ci garantisce una (sia pur relativa) oggettività.
A chi è rivolto il volume?A chi cerca una strada spirituale e, sinora, non l'ha trovata. A chi ha sperimentato le proposte spirituali oggi più diffuse (ebraica, cattolica, protestante, islamica, induista, buddhista, junghiana, new age…) e, pur apprezzandone alcuni aspetti, nel complesso è rimasto deluso. A chi crede che spiritualità laica non sia un ossimoro perché la laicità non è assenza di valori, ma costellazione di valori umanamente decisivi.
Redazione Diogene Magazine
03/10/2015

Immagine: Mosaici di saggezze esposto in Feltrinelli a Palermo.

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