mercoledì 13 luglio 2016

"DEMOCRAZIA" E' USCITO ! QUI LA PREFAZIONE

Democrazia. Analisi storico-filosofica di un modello politico controverso, a cura di Francesco Dipalo, edito da Diogene Multimedia, Bologna 2016, pp. 240, euro 20,00 è uscito. Contiene le relazioni che Elio Rindone, Giorgio Gagliano e Francesco Dipalo hanno tenuto nel corso delle "Vacanze filosofiche per non...filosofi" svoltesi in Trentino nell'agosto del 2015. 
Qui di seguito la mia prefazione all'opera che è acquistabile sia nelle librerie fisiche che on line:
http://www.libreriafilosofica.com/shop/libri-novita/dipalo-gagliani-e-rindone-democrazia.


La democrazia non è un principio “intoccabile” come lo sono invece  i “sacri” princìpi dell’Ottantanove (la libertà, l’uguaglianza, la fraternità) -  inalberati dai protagonisti, non sempre privi di contraddizioni, della Rivoluzione francese del 1789 -  e i tanti altri correlati (la giustizia, la solidarietà, il rispetto verso ogni differenza…). Ma, pur non essendo un valore in sé stesso, la democrazia è un metodo a cui si può rinunziare  - in tutto o in parte – solo quando si è certi che la sua abolizione (o soltanto la sua attenuazione) non pregiudichi i princìpi cui è intrinsecamente finalizzato. Il che, concretamente, significa  - come è stato da più parti e a più riprese asserito – che si può sostituire la democrazia solo se si ha a portata di mano un’alternativa almeno altrettanto conducente rispetto ai fini etici, politici, amministrativi che una comunità si prefigge.
  E’ solo considerando questa caratteristica della democrazia – a un tempo contingente e necessaria, relativa e assoluta, opzionale (in sé) e difficilmente sostituibile (in pratica) – che si può spiegare l’enigma di milioni (ormai direi miliardi) di esseri umani sacrificatisi nella lotta per ottenerla (spesso anche per raggiungerne una misera caricatura) o – in misura decisamente ridotta – per difenderla una volta ottenuta. Anche le cronache politiche italiane di questi anni non registrerebbero dibattiti così vivaci – talora aspri – sulla Costituzione italiana e sulle mosse per modificarla se non si cogliesse il nesso fra garanzie costituzionali ed esercizio della sovranità democratica.
  Ma dov’è nata l’idea  - se non proprio la pratica – della democrazia? E in quale epoca ? E quali interpretazioni critiche, obiezioni teoriche, apologie argomentate, proposte di correzioni e/o di integrazione ha suscitato nei venticinque secoli della sua storia? Quali gli interrogativi che oggi essa suscita, quali le sfide che è chiamata a fronteggiare se non vuole arretrare o anche solo restare nei suoi limiti attuali rifiutandosi di maturare – che sarebbe un altro modo di arretrare? A queste e analoghe domande risponde il volume che avete in mano. Un testo che, se vogliamo un po’ scherzare con le cose serie, è stato scritto in maniera democratica per parlare di democrazia. Detto altrimenti:  riproduce nella genesi, nella struttura e nella finalità l’oggetto  - il modello  democratico e le sue disavventure, appunto – di cui si occupa. Infatti nasce dalla scommessa di coniugare la pluralità (degli autori, delle rispettive età anagrafiche, formazioni culturali e prospettive di analisi) con l’unicità (dello scopo): ricostruire un’immagine calibrata, problematica, sobriamente appassionata della democrazia come idea – o, se si preferisce, come utopia. E questo stile ‘democratico’ nella costruzione del testo si riverbera nel linguaggio adottato: lontano da tecnicismi per iniziati quanto da intenti retorico-declamatori, come si addice a un discorso indirizzato a un pubblico istruito, ma non specializzato in filosofia politica,  che voglia entrare in una tematica cruciale seguendo una traccia documentata e argomentata, pur se sintetica e chiara.
Con queste caratteristiche, insomma, il libro di Elio Rindone, Francesco Dipalo e Giorgio Gagliano finisce con l’occupare un posto vuoto – o per lo meno poco affollato – nella biblioteca del cittadino desideroso di sostanziare con concetti ben temprati il proprio impegno, più o meno intenso a seconda delle circostanze storiche e delle fasi dell’esistenza di ognuno, per una convivenza sociale dignitosa.

Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com


 






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