sabato 30 luglio 2016

POKEMON ? UN CONSIGLIO SU DOVE "TO GO"


“Repubblica – Palermo”
27.7.2016

I   VERI POKEMON  DA CATTURARE

Con tanti giochi cretini e dannosi che si praticano in giro per il mondo (dalla sberla improvvisa per l’ignaro passante alla lotta fra cani appositamente aizzati) la moda della caccia ai pokémon è quasi una notizia confortante. Interrogarsi sulle ricadute sociali positive del gioco è fuori luogo proprio perché un gioco, in quanto tale, non ha scopi vantaggiosi calcolabili: il suo fascino è proprio nello spezzare la logica utilitaristica quotidiana e nell’esaltare la dimensione “inutile” dell’esperienza umana. Qualcuno – leggiamo sui giornali  – ci sta pure guadagnando, ma la stragrande maggioranza dei partecipanti no: sta sperimentando che la vita non avrebbe sapore se si agisse sempre e solo per produrre, consumare, arricchirsi. Che, insomma, c’è anche il gusto del gratuito.
  Ciò premesso a scanso di accuse (fondate) di moralismo, sarebbe ipocrita tacere un senso – piuttosto vago, confuso - di amarezza. E’ un po’ come quando si constata che milioni di italiani, normalmente annoiati e passivi, grazie a un campionato internazionale di calcio si svegliano, si appassionano, diventano vivacemente critici e (almeno nelle intenzioni) propositivi, sino al punto da lasciare la poltrona di casa per scendere in piazza a manifestare. Difficile non chiedersi se la caccia ai fantasmi telematici o il tifo per la propria squadra di football siano davvero delle cause meritevoli di mobilitazione animata più di tante altre che ci lasciano, abitualmente, in sovrana indifferenza. Difficile proibirsi di sognare che un giorno il mondo si capovolga e la scala dei valori si ristabilisca. Sognare, ad esempio, che decine di migliaia di siciliani si dedichino in questi mesi estivi alla caccia (fotografica !) di piromani nei boschi; di costruzioni abusive in città e fuori dai centri abitati; di campeggiatori abusivi nelle spiagge; di camionisti e automobilisti che digitano sms mentre guidano in autostrada; di cittadini incivili che scaricano rifiuti ingombranti agli angoli delle strade in tutte le ore del giorno e della notte; di operatori ecologici che scaricano i contenitori dell’immondizia dentro i loro  camion ma non si preoccupano né dei rifiuti che cadono per terra accidentalmente durante l’operazione né tanto meno del percolato puzzolente che scivola dai loro automezzi; di poliziotti e carabinieri che si accostano davanti ai bar – invece che per multare chi ha lasciato l’auto in zona rimozione – per posteggiare, a propria volta,  in seconda fila per consumare con comodo il proprio cappuccino mattutino…Proprio in queste ore su facebook circola la foto di un vigile urbano palermitano che posteggia l’auto di servizio tra la strada e il marciapiede e, nell’atto di abbandonarla, a suggello, getta per terra una cartaccia che non gli serve più.
    Insomma non si tratta di contrapporre la leggerezza del gioco alla gravità del quotidiano, ma di ricordarci che il virtuale non può sostituirsi al reale. Deve, se mai, integrarlo, ampliarlo, aprirlo all’ulteriorità della fantasia creatrice. Ogni area del pianeta ha i suoi fantasmi da scovare e “colpire” al cuore: la Sicilia non ne è certo immune. Alla fine della moda sarebbe davvero triste se la nostra isola fosse del tutto bonificata da creature immaginarie e restasse desolantemente affollata da mostriciattoli in carne e ossa che la infestano per davvero.

Augusto Cavadi

1 commento:

  1. Caro Augusto, lessi una volta su un poster – con un linguaggio più efficace – che se qualcuno sogna, nulla di straordinario, è soltanto un sogno; ma se molti fanno lo stesso sogno, allora è l’inizio di qualcosa di nuovo. Ecco, tu pubblicamente hai mostrato di sognare una Palermo diversa, più pulita ecc. Mi associo al tuo sogno. E chi sa che tanti altri palermitani non si associno al tuo sogno. Sarebbe davvero l’inizio di qualcosa di buono. Oltre che di nuovo. Vittorio Riera

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