venerdì 14 luglio 2017

GIOVANNI FRANZONI E' SPIRATO A ROMA

Ai giovani il nome di Giovanni Franzoni non dice nulla, ma per la mia generazione è stato un faro nella tempesta (civile ed ecclesiale). In quanto abate dell'abbazia benedettina di S. Paolo fuori le mura di Roma ha partecipato - più giovane fra i vescovi - al Concilio ecumenico Vaticano II (1963-1965). Ma le sue posizioni pubbliche con la ricchezza straripante della Chiesa cattolica a Roma, nonostante la povertà e la mancanza di case di tanti cittadini, hanno disturbato i vertici gerarchici e, dopo vari ammonimenti, è stato degradato ed espulso dall'ordine benedettino. Ma ciò ha moltiplicato il suo impegno attraverso una delle "Comunità di base" (Cdb) più attive d'Italia: la comunità di San Paolo, appunto. Come Scuola di formazione etico-politica "G. Falcone" invitammo a Palermo dom (non è un errore: i benedettini si chiamano così e non "don" come i preti) Franzoni per aiutarci a capire il Giubileo dell'anno 2000. Egli accettò, venne e, in sostanza, ci disse: "Volete celebrarlo davvero? Non venite a fare turismo religioso a Roma, restate nella vostra terra e per un anno impegnatevi a renderla più giusta, più fraterna, più libera dalle mafie e dalla corruzione". Il giorno dopo il Rettore dell'Istituto gesuita "Gonzaga" che ci ospitava per le riunioni mi convocò e mi comunicò che la nostra iniziativa non era piaciuta in Curia arcivescovile e che, comunque, la sala che ci era stata concessa ogni giovedì dalle 18 alle 20 da quel momento sarebbe servita per altri incontri...
 Il mio caro amico Salvatore Menna, responsabile per la Sicilia del movimento riformatore internazionale  "Noi siamo Chiesa", mi prega di ospitare sul blog il comunicato del coordinatore nazionale sulla morte di Franzoni. Ottempero, prontamente anche se non senza tristezza, al suo desiderio.

     
      

Giovanni Franzoni è in Paradiso

Il nostro fratello e padre Giovanni Franzoni, a 88 anni,  è andato in Paradiso questa mattina dopo una vita densa di fede nell’Evangelo e di opere. Giovane abate dell’abbazia benedettina di  S.Paolo a Roma,  ha cercato di dare attuazione al nuovo corso della Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano II , a cui aveva partecipato. Si scontrò però con la pesantezza del sistema ecclesiastico  che resisteva al cambiamento. Negli anni settanta la sua forzata separazione dalle strutture canoniche ha coinciso con un suo accresciuto impegno perché la comunità dei credenti fosse sempre più fondata sulla centralità della Parola di Dio, sul protagonismo dei suoi membri e su un rapporto laico con le istituzioni e con la società civile.

Franzoni ha così partecipato da protagonista ai vari percorsi che nella Chiesa si sono impegnati per il rinnovamento del modo di vivere l’Evangelo, dal movimento delle Comunità cristiane di base, ai Cristiani per il Socialismo fino alla Teologia della Liberazione. In particolare, è stato il fondatore e l’animatore fino ad oggi della Comunità di base di S.Paolo di Roma. La sua libertà ed indipendenza di giudizio si sono manifestate , in particolare, quando si è espresso, in modo molto argomentato, contro la canonizzazione di papa Wojtyla, facendosi portavoce di un’opinione diffusa ma senza risonanza mediatica.   .

I difficili rapporti tra Franzoni e la sua abbazia di un tempo si sono normalizzati quando il 10 ottobre dell’anno scorso  l’attuale abate di S.Paolo dom Roberto Dotta e il Card. James Michael Harvey , arciprete della basilica, hanno visitato la sede della Cdb di S.Paolo, ascoltando informazioni sulle opere sociali che vi sono svolte e leggendo insieme brani della  prima lettera ai Corinzi (12, 4-14, 26-27) dove si dice che “vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito. Vi è diversità di ministeri, ma non v’è che un medesimo Signore”. Questo incontro non ha però significato una piena “riabilitazione” di Giovanni da parte delle massime autorità della Chiesa, come era stato ripetutamente richiesto.

Giovanni ha sopportato, con  cristiana pazienza e con l’aiuto dei membri della sua comunità, la perdita della vista negli ultimi anni, fatto che gli ha reso faticosa una maggiore partecipazione ai  fermenti che si muovono ora nella Chiesa con papa Francesco. Tutte e tutti di Noi Siamo Chiesa partecipiamo con grande emozione, amicizia e preghiera alla salita al padre di Giovanni.

Roma, 13 luglio 2017                         NOI SIAMO CHIESA
 
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