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mercoledì 26 agosto 2026

SOLIDARIETA' A DON MASSIMO BIANCALANI, DEPOSTO DA PARROCO DI VICOFARO (PISTOIA)

 La “Casa dell’equità e della bellezza” di Palermo, sede di una decina di associazioni impegnate nella ricerca di una spiritualità laica e nella pratica sociale, apprende con sincero dispiacere che la Curia vescovile di Pistoia ha revocato l’incarico di parroco di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e di San Niccolò a Ramini a don Massimo Biancalani. Dalle informazioni raccolte risulta che la decisione del vescovo sia stata motivata essenzialmente dal fatto che una durevole e ampia accoglienza di immigrati nella chiesa e nei locali parrocchiali abbia provocato grave negligenza nella cura pastorale «fino al totale annientamento della vita comunitaria»; abbia trasformato un luogo di culto in un luogo di pernottamento; abbia provocato le forti lamentele di numerosi parrocchiani.

In quanto osservatori ‘esterni’ all’ambito ecclesiale non ci sentiamo autorizzati ad entrare nel merito teologico-pastorale della questione. Come cittadini e cittadine della Repubblica ci teniamo ad auspicare una soluzione migliore dell’attuale: se un prete, in nome degli imperativi evangelici, spezza la routine ordinaria di liturgie, catechesi e devozioni per dare accoglienza a immigrati perseguitati, le gerarchie cattoliche dovrebbero, a nostro sommesso avviso, evitare il ricorso alle armi disciplinari e giuridiche; fare di questo conflitto l’occasione per rivedere il  cristianesimo imborghesito di gran parte dei fedeli; rimandare al mittente le espressioni di solidarietà e di esultanza da parte di esponenti politici che usano l’appartenenza cattolica come alibi della loro xenofobia.

I flussi migratori sono un fenomeno complesso che non è facile regolamentare: singole testimonianze di accoglienza non possono essere assunte a modelli generali, ma vanno valorizzate come spinte profetiche per trovare soluzioni politiche molto più umane delle attuali.

 

Augusto Cavadi – Adriana Saieva (condirettori della “Casa dell’equità e della bellezza” di Palermo)

4 commenti:

  1. Grazie infinite!

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  2. Grazie Adriana, grazie Augusto

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  3. A proposito delle decisioni del vescovo di Pistoia e del Dicastero del Clero, un articolo molto duro di Critica Liberale.
    A presto, e.

    L’IPOCRISIA DEL VATICANO
    29/7/2026 Critica Liberale
    di Alessandro Giacomini

    La farsa umanitaria di Leone XIV:
    la non accoglienza è un grave peccato per gli altri.
    Per non accogliere migranti, i massimi esponenti della chiesa cattolica ricorrono sistematicamente a una difesa meschina: «Il Vaticano è troppo piccolo, non c’è spazio fisico per ospitare nessuno».
    Ma questa è una menzogna sfacciata: se i 44 ettari della Città del Vaticano sono considerati un recinto troppo stretto, che dire del colossale impero immobiliare di cui la Chiesa gode in tutta la città di Roma e sul territorio italiano?
    Un patrimonio immenso che giace sotto il regime di extraterritorialità sancito dagli articoli 13, 14, 15 e 16 dei Patti Lateranensi.
    Migliaia di palazzi patrizi, conventi immensi, basiliche, monasteri e complessi storici, molti dei quali trasformati in luoghi turistici per mera redditività, sono a tutti gli effetti porzioni di Stato vaticano in terra italiana.
    Questi immobili godono di una totale immunità dalle leggi dello Stato italiano, sono completamente esentati dalle tasse, come l’IMU, sottratta regolarmente alle casse pubbliche italiane e non possono essere sottoposti a controlli di polizia o perquisizioni, sono fortezze sovrane e inviolabili nel cuore di Roma e nello stato italiano.
    Mentre Papa Leone XIV esorta, colpevolizzandoli i sindaci le autorità politiche e i semplici cittadini italiani a “spostare i propri limiti” e ad accollarsi l’accoglienza di chiunque arrivi, i maestosi palazzi extraterritoriali vaticani rimangono sbarrati a doppia mandata, queste enormi metrature, protette dall’immunità fiscale e giuridica, vengono destinate a lucrose attività alberghiere per turisti facoltosi, uffici di rappresentanza della diplomazia ecclesiastica o appartamenti di lusso per porporati, ma per i disperati della terra, nei feudi immobiliari del Papa, non c’è una sola stanza libera.
    Il Vaticano esige l’intangibilità dei propri beni quando si tratta di accumulare ricchezza ed evadere la fiscalità dello Stato italiano, ma al tempo stesso si dichiara improvvisamente privo di spazio sovrano quando si tratta di praticare quella stessa accoglienza radicale che pretende di imporre, per via morale, agli altri Stati.

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