venerdì 14 dicembre 2007

LA PRIMA AGENDA ANTIMAFIA


Centonove 14.12.2007
Augusto Cavadi

L’AGENDA DELLA MEMORIA

Nel periodo natalizio piovono calendari, agende e strenne varie. Ce n’è per tutti i gusti: dalle donnine poco vestite che ammiccano invitandoti a goderti un po’ più la vita che scorre inesorabile ai padripii che ti indirizzano uno sguardo di malinconico rimprovero per tutti i tuoi peccati, reali o presunti. In tanto pullulare di proposte, quest’anno è possibile sceglierne una davvero originale: “l’agenda dell’antimafia” preparata dal Centro “Giuseppe Impastato” ed edita con la partecipazione di “Addiopizzo”, del Consorzio “Ulisse”, del “Centro servizi per il Volontariato” di Palermo e del Comune di Gela (una copia 10 euro, per acquisti tf. 091.6259789 o scrivere a csdgi@tin.it).

A prima vista, la struttura dell’agenda può dare un’impressione di tristezza: per ogni giorno dell’anno, si evoca in una didascalia a piè di pagina un anniversario luttuoso riguardante caduti nella lotta contro le mafie oppure vittime innocenti di stragi mafiose o anche vittime del banditismo. Alcune note sono dedicate, inoltre, a caduti nelle lotte per la democrazia o a vittime di stragi terroristiche in cui risultino coinvolte organizzazioni mafiose. Rileggere storie note e meno note, accompagnate spesso dalle foto di volti familiari o del tutto sconosciuti, non può che rinnovare l’amarezza per una guerra civile persistente che si combatte nel Sud d’Italia dal 1860 ai nostri giorni. Ma l’agenda non è stato pensata per diffondere scoramento. E’ stata piuttosto ideata e realizzata per spronare all’impegno concreto: come scrive Umberto Santino in una delle brevi e incisive note di presentazione pubblicate nelle prime pagine, “per legare memoria storica e impegni e scadenze del fare quotidiano”.
Mai come in questa fase - in cui i successi repressivi da parte di magistratura e forze dell’ordine s’intrecciano con coraggiose opzioni di rivolta da parte di commercianti e imprenditori tartassati dal pizzo - un moderato ottimismo è giustificabile: ma, affinché non si capovolga in cocente delusione, è indispensabile non allentare la morsa e moltiplicare i focolai di resistenza. Lo dobbiamo a quanti ci hanno preceduto e si sono spesi, senza riserve, per una società un po’ meno ingiusta; lo dobbiamo ai nostri figli, dal cui orizzonte dovremmo eliminare almeno alcune delle numerose e minacciose nubi che lo oscurano; lo dobbiamo a noi stessi, o per lo meno a quelli di noi (che non sono tanti, ma neppure pochissimi) che - con difetti e inadempienze e incoerenze e ritardi - da anni permaniamo nelle nostre terre per seminare consapevolezza e speranza, convinti di meritare un po’ più di democrazia e di libertà.
Avere questa agenda sul tavolo di lavoro o sul furgone che ci serve per trasportare disabili, spulciarla ogni giorno, regalarla e farla conoscere ai concittadini più disattenti è un modo - limitato ma concreto - di contribuire a rendere il 2008 un anno decisivo nella storia dell’antimafia.

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