mercoledì 23 maggio 2018

LETTURA FILOSOFICA DEI TAROCCHI: UN'ANTEPRIMA DEL FESTIVAL IMMINENTE

Ormai siamo vicini alla quinta edizione del Festival della Filosofia d'a-Mare nella splendida cornice di Castellammare del Golfo (Trapani), previsto da venerdì 1 giugno a domenica 3 giugno 2018 (vedi, più sotto, il programma dettagliato completo).
Come è ormai noto, si tratta di una pluralità di eventi - fra cui scegliere liberamente a cosa partecipare - che hanno come scopo far entrare in dialogo filosofi di mestiere (appassionati) e filosofi per passione (impegnati in altri mestieri).
Anticipiamo qui la tematica di uno dei laboratori di con-filosofia che sarà introdotto e moderato (o animato, secondo i casi...😆) da Giorgio Gagliano:

                                   I Tarocchi e la Fenomenologia della Spirito
Una delle principali costanti della vita umana in spazi e tempi diversi è il simbolo (dal greco συμβάλλω, “mettere insieme, congiungere”). Già da un punto di vista semantico, il simbolo si configura dunque come punto dinamico di intersezione tra significante e significato, soggetto e oggetto, conscio e inconscio. Probabilmente, questa costituisce una delle ragioni per cui i Tarocchi ci affascinano tanto: ogni Arcano è un simbolo che funge da elemento mediatore tra differenti soggettività.
La lettura dei Tarocchi è un processo di rispecchiamento tra cartomante e consultante. Gli Arcani possono favorire l’abbattimento di muri psicologici individuali e intersoggettivi; la conoscenza che ne deriva è simultaneamente particolare e universale. È universale, in quanto i Tarocchi sono un prodotto dell’uomo che scaturisce dalle profondità dell’inconscio; particolare, in quanto il  consultante collega spontaneamente il significato tradizionale della carta con i vissuti personali sedimentati nella sua memoria; da questa interazione scaturisce la conoscenza del Sé.
Come insegna Jodorowsky, i Tarocchi non vanno dunque concepiti come un semplice mazzo di carte, ma come unTutto-organico formato da parti interrelate, simbolo dell’Uno-Tutto. Se nella Fenomenologia dello Spirito il fluire della vita della coscienza si condensa in figure (dal tedesco Gestalt), così negli Arcani maggiori si assiste a una rappresentazione dinamica del cammino spirituale dell’uomo.
***
                                      
IL GRUPPO EDITORIALE “DI GIROLAMO” DI TRAPANI
LA SCUOLA DI FORMAZIONE ETICO-POLITICA “G. FALCONE” DI PALERMO
LA FATTORIA SOCIALE “MARTINA E SARA” DI BRUCA (TP)

con il patrocinio del Comune di Castellammare del Golfo (Trapani)

                                                organizzano

la quinta edizione del 

 FESTIVAL NAZIONALE DELLA FILOSOFIA D’A-MARE
La festa della filosofia di strada per  non…filosofi (di professione)
Castellammare del Golfo (Trapani) 
 Venerdì 1 giugno –  Domenica 3 giugno 2018


Venerdì  1 giugno

14 - 18: Accoglienza e registrazione dei partecipanti presso hotel Al Madarig

18, 30 – 19, 30 : Passeggiata filosofica(condotta da Augusto Cavadi): partenza dall’hotel Al Madarig

21,45:  La taranta tra filosofia, musica e danza  (video di Antonino Prestigiacomo, commento filosofico di Alberto Giovanni Biuso, violino di Giorgio Gagliano, canto di Federica Mantero, danza di Linda Mongelli): presso  il Teatro Comunale “Apollo”.


Sabato  2 giugno

8 – 9:         Colazione con i filosofi(momento informale presso l’Hotel Al Madarig)

9, 30 – 12,00:            Laboratori di con-filosofia(uno a scelta secondo prenotazione, tutti presso Hotel Al Madarig): 

1.     Alberto Giovanni Biuso:              Che cosa significa essere pagani, oggi                                                             
2.     Orlando Franceschelli:                “ Il messaggio etico di Charles Darwin”
3.     Giorgio Gagliano:                          “ Chiedere a Dio di liberarci da Dio”
4.     Chiara Zanella:                               "Il silenzio come virtù politica"
5.     Marta Mancini:                               Il fascismo oggi: quale diagnosi? quale terapia?”

                                        
16 – 17,30      Disputa a due(Al Castello della città)
                     “La volontà di potenza in Nietzsche: cosa mi convince, cosa non mi convince”
                     Dibattito pubblico fra Alberto Giovanni Biuso
                     e Orlando Franceschelli .
                     Introduce Chiara Zanella, modera Marta Mancini

18 – 20       Tavola rotonda su “Si può essere felici in un mondo infelice?”  (Al Castello della città)

La riflessione dialogata, aperta a tutti gli iscritti al Festival, sarà introdotta da brevi interventi di tutti i filosofi presenti: Alberto Giovanni Biuso, Augusto Cavadi, Orlando Franceschelli, Giorgio Gagliano, Marta Mancini, Chiara Zanella.

21,45         Concerto di musica classicaper pianoforte e per violino (Giorgio Gagliano) presso il Teatro comunale “Apollo”


Domenica 3 giugno

8 – 9:                          Colazione con i filosofi(momento informale presso l’albergo Al Madarig)

9, 30 – 12,00:            Laboratori di con-filosofia(uno a scelta secondo prenotazione, tutti presso Hotel Al Madarig): 

1.     Alberto Giovanni Biuso:   XXI. Il secolo della dismisura                                                                                                                  
2.     Orlando Franceschelli:     “ Dopo Hiroshima e Nagasaki: alle soglie della terza atomica?”
3.     Giorgio Gagliano:                L’agonia della democrazia”
4.     Chiara Zanella:                    Il coraggio e la tenerezza: due opposti?"
5.    Marta Mancini:                    Denaro e autoinganno: ambiguità e paradossi di un servo-padrone
                                        


12,15 -  19,30:Escursione turistica(Il pullman parte davanti all’Hotel Al Madarig, passa dalla Riserva dello Zingaro, prosegue per Trapani; alle 17,30 riparte da Trapani e alle 18,30 ripassa dallo Zingaro per tornare a Castellammare del Golfo)


NOTIZIE TECNICHE

l La partecipazione a tutti gli eventi è riservata ai possessori di un pass rilasciato dalla segreteria organizzativa del Festival (euro 15,00; per i cittadini residenti ufficialmente a Castellammare del Golfo euro 5,00)
l Eccezionalmente sarà possibile partecipare senza pass, gratuitamente,  alle manifestazioni culturali offerte, nelle due sere, alla città di Castellammare del Golfo nel Teatro comunale
l La partecipazione alla gita in pullman  di domenica 3 giugno sarà riservata a quanti avranno prenotato e versato la quota aggiuntiva di euro 20,00 (non più tardi del 20 maggio 2018)
l Tranne dove diversamente indicato, le sessioni di con-filosofia si svolgeranno presso l’Hotel Al-Madarig (con accesso ai possessori di pass)

Ovviamente si è liberi di pernottare in qualsiasi struttura alberghiera. Convenzioni speciali (sino a esaurimento posti) sono state stipulate con l’Hotel Al-Madarig  (0924 33533o per e-mail  info@almadarig.com), Hotel La Piazzetta (info@lapiazzettahotel.com; tf.  0924 35559), B & B Rosanna (filosofiadamare@virgilio.it    o cellulare 328.3369985). Qualche posto, fuori convenzione, presso Hotel Punta Nord Est  (0924/30511  o per e-mail info@puntanordest.com).
 Per i pasti si suggerisce di prenotare sul posto a seconda dei gusti e delle esigenze alimentari. Ristoranti, trattorie, tavole calde e fredde con cibi di strada non mancano certo…


IMPORTANTE: E’ opportuno prenotare la propria iscrizione al Festival (a prescindere dalla sistemazione alberghiera che si sceglie autonomamente).A tale scopo  compilare il modulo predisposto contattando la segreteria di accoglienza (filosofiadamare@virgilio.it    o cellulare 328.3369985).  Con questo stesso modulo  si può prenotare il servizio transfertdall’aeroporto e per l’aeroporto nonché la gita di domenica 3 giugno.

Per fruire agevolmente degli eventi, si consiglia vivamente di arrivare a Castellammare del Golfo già entro la sera di giovedì 31 maggio e di ripartire lunedì 4 giugno.

martedì 22 maggio 2018

CHIESA CATTOLICA E MAFIA: IN CONVERSAZIONE CON LUCA KOCCI

DOCUMENTO ANTIMAFIA DEI VESCOVI SICILIANI. L’ANALISI DI AUGUSTO CAVADI E ALESSANDRA DINO

Adista page2image5817712
26 MAGGIO 2018 • N. 19 
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    S’intitola “Convertitevi!” la lettera che la Conferenza episcopale siciliana (Cesi) ha reso nota lo scorso 9 maggio, in occasione del venticinquesimo anniversario dell’ormai storica invettiva antimafia di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento («Dio ha detto una volta: “Non uccidere”: non può uomo, qualsiasi, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio!... Convertitevi! Una volta ver- rà il giudizio di Dio!»). 
«Tutti i mafiosi sono peccatori, quelli con la pistola e quelli che si mimetizzano tra i cosiddetti colletti bianchi», si legge nella lettera della Cesi (pubblicata anche da Il Pozzo di Giacobbe). Le mafie sono «strutture di peccato» e, scrivono i vescovi, sono peccati non solo omicidi, stragi e traffici illeciti, grandi e piccoli, dentro e fuori la Sicilia (o l’Italia), ma anche «l’omertà» (il «silenzio» di chi diventa «complice») e la «la mentalità mafiosa», che «si esprime nei gesti quotidiani di prevaricazione». 
La lettera affronta in termini autocritici anche il nodo dei legami fra Chiesa cattolica e mafia. «La mafia – scrivono i vescovi – è un problema che tocca la Chiesa, la sua consistenza storica e la sua presenza sociale in determinati territori e ambienti, il vissuto dei suoi membri, di quelli che resistono all’invadenza mafiosa e di quelli che invece se ne lasciano dominare». Per molto tempo la Chiesa è restata in «silenzio» davanti al fenomeno mafioso. Ora la «comunità credente, nel suo complesso», ne ha «preso le distanze». Però, notano i vescovi, «rischiamo di passare dal silenzio alle sole parole», e «il discorso ecclesiale riguardante le mafie» di essere «più descrittivo che pro- fetico». Vanno bene le «scomuniche», ma hanno «eco brevissima». Invece devono entrare nelle «parrocchie» (con una «catechesi interattiva, pratica e contestuale»), attraversare «le strade delle nostre città e dei nostri paesi», «scuotere davvero i mafiosi» ad una «conversione sincera» («chi si affilia alle organizzazioni mafiose pur continuando a farsi il segno della croce»). 
«In questo messaggio si riconosce l’impronta di un episcopato giovane che ha avuto modo di analizzare, negli anni della sua formazione al ministero, il fenomeno mafioso (anche sulla scia di docenti come don Francesco Michele Stabile, don Pino Ruggeri e mons. Cataldo Naro), un episcopato rappresentato da presuli come don Corrado Lorefice che, nel discorso di insediamento alla guida della diocesi di Palermo, cita Peppino Impastato accanto a don Pino Puglisi», spiega ad Adista Augusto Cavadi, fondatore della “Casa dell’equità e della bellezza” di Palermo e autore, fra l’altro, de Il Dio dei mafiosi (San Paolo, 2009). «In questo messaggio – prosegue – i vescovi cercano di rimediare a un grosso limite della lettura della mafia da parte di Giovanni Paolo II che vi vedeva esclusivamente l'aspetto criminoso-militare e non anche la valenza corruttivo-politica. Né il papa allora né vescovi oggi, però, accennano alla portata “mafiogena” della dottrina teologica cattolica: invocano infatti un recupero della religiosità come antidoto alla mafia senza sospettare che il cattolicesimo meridionale, per certi versi antidoto alla mentalità mafiosa, per altri versi ne è una riserva di idee, pregiudizi, simboli... Basti pensare soltanto alla concezione di un Padre-padrino che si placa solo al cospetto del sangue del Figlio o alla convinzione che Egli conceda grazia e favori terreni solo per la raccomandazione di mediatori celesti come la Madonna e i santi del calendario». 
Coglie luci e ombre del documento anche Alessandra Dino, docente di Sociologia della devianza, studiosa dei rapporti fra Chiesa cattolica e mafie, e autrice fra l’altro de La Mafia devota (Laterza, 2008). «Dopo il Concilio Vaticano II e dopo la strage  di Ciaculli del 1963 – spiega ad Adista –, anche la Chiesa siciliana comincia a porsi
esplicitamente il problema mafia dopo decenni caratterizzati da silenzi, forme di “coabitazione” ed episodi di compromissione con esponenti mafiosi. In particolare tra il 1973 e il 1982, la Cesi parla più volte delle moderne forme di gangsterismo mafioso, dell’accumulazione parassitaria, della violenza che affligge la Sicilia, esortando le comunità ecclesiali a un ruolo attivo di educatori, soprattutto nei confronti dei giovani. Il tema però, pur evocato a parole, resta perlopiù confinato nei documenti, non ha ricadute diffuse e univoche nella prassi ecclesiale e pastorale di vescovi e parroci, anche se non mancano decise prese di posizione, come l’iniziativa promossa, nell’agosto del 1982, dai parroci del cosiddetto triangolo della morte (Bagheria, Altavilla Milicia, Casteldaccia) o le dure e accorate omelie del card. Pappalardo, o la Nota della Cesi del 1994 Nuova Evangelizzazione e Pastorale in cui la mafia è inequivocabilmente definita come “struttura di peccato”». Tuttavia, prosegue Alessandra Dino, si assiste ad un procedere ondivago con avanzamenti, in occasione di eventi eclatanti, arretramenti e spaccature profonde, quando a essere chiamati in causa sono questioni cruciali (pentimento/collaborazione, giustizia divina/giustizia terrena) o soggetti interni alla Chiesa stessa (si pensi, per fare solo un esempio, all’effetto prodotto sulla comunità religiosa dall’arresto di padre Mario Frittitta e alle critiche seguite alla pubblicazione del documento dei saggi che definiva il comportamento del carmelitano una “indebita cappellania”)». Quanto all’oggi, conclude, «la nuova lettera dei vescovi di Sicilia presenta indubbie novità sia nel corredo di immagini che accompagna il testo (e che, pur senza nominarle, mostra i volti di alcune importanti “vittime laiche” di mafia) sia nel lessico e nello stile volutamente incentrato sul registro dell’annuncio evangelico, risoluto contro il fenomeno mafioso ma ugualmente deciso a preservare la “propria identità”, riconoscendo nella mafia “un problema che ha dei contraccolpi anche sull’autoconsapevolezza della Chiesa e sull’immagine che di sé essa offre”. Meno attento però è il documento nell’analisi del fenomeno mafioso che viene prevalentemente presentato nelle sue dimensioni e ricadute culturali (“deficit culturale” contrapposto ad “impegno pedagogico”), rischiando di sottovalutare le sue radici economiche, politiche e sociali e il suo intreccio, non occasionale ma strutturale, con i luoghi del potere. Un potere criminale in grado di dialogare e colludere anche con ambienti religiosi, con effetti che vanno oltre il comportamento di “qualche ministro di Dio, pavido e infedele,” indotto a “dimenticare il diritto di resistere a ogni costo a ciò che è contrario al Vangelo”. Insieme allora ai pur importanti pronunciamenti, penso che il punto di svolta siano le prassi concrete, quell’ “efficacia performativa” cui il nuovo documento della Cesi fa rifermento e che dovrebbe, non solo “interpellare i mafiosi”, ma anche portare gli uomini di Chiesa a riflettere sulle scelte concrete da intraprendere nel quotidiano esercizio del loro ministero». (luca kocci) 

domenica 20 maggio 2018

CASA DELL'EQUITA' E DELLA BELLEZZA: NUOVO CALENDARIO (23 maggio - 3 giugno 2018)

CASA DELL'EQUITA' E DELLA BELLEZZA
Via Nicolò Garzilli 43/a - Palermo

Care amiche e cari amici della “Casa dell’equità e della bellezza” di Palermo,
     eccovi il nono calendario del 2018 (riguarda le iniziative dal 23 maggio  al 3 giugno 2018).
     Chi è veramente interessato a un evento ha la possibilità di segnarlo in anticipo nella propria agenda.

* mercoledì 23  maggio: Le attività sono sospese per permettere ai partecipanti abituali di presenziare alle cerimonie di commemorazione della strage di Capaci (1992). Anche la prevista presentazione, alla Libreria Feltrinelli di Palermo, dei testi di Augusto Cavadi, Peppino Impastato martire civile. Contro la mafia e contro i mafiosi (per adulti) e di Adriana Saieva e Melania Federico, Tutti in campo. E tu, conosci Peppino Impastato ? (per i ragazzini tra 10 e 14 anni), è stata rimandata a giovedì 31 maggio alle ore 18,30.

·      giovedì 24  maggio dalle 20,15  alle 21,30Carmine Palmeri tiene una conversazione su “Dalle religioni tradizionali alla spiritualità laica”. Organizza la “Comunità di libera ricerca spirituale Albert Schweitzer” (con possibilità di proseguire la serata in pizzeria).

·     domenica 27 maggio: Maria Wismeth terrà un workshop di Viniyoga dalle ore 11,00 alle ore 15,00 (costo euro 35,00). Per informazioni contattare mwismeth@t-online.de oppure Enzo Musso (331.7940364)

·      mercoledì 30 maggio dalle 18,00 alle 19,30: Spazio filosofico aperto a cura dello “Studio di consulenza filosofica” di Augusto Cavadi. Tematica del giorno: “La felicità per i Greci: e noi che ne pensiamo?”. Quota di partecipazione: euro 5,00 (esentati i sostenitori annuali della “Casa dell'Equità e della Bellezza”).

·      venerdì 1 giugno – domenica 3 giugnotrasferta a Castellammare del Golfo per la V edizione del Festival della filosofia d’a-Mare (l’unico festival al mondo di pratiche filosofiche destinate principalmente a chi NON è filosofo di professione).

Manderemo inviti più dettagliati per alcuni di questi appuntamenti. Ma, intanto, scrivetemi pure per chiarimenti e ulteriori dettagli. Con un affettuoso arrivederci da


Augusto Cavadi
(a.cavadi@libero.it)

sabato 19 maggio 2018

L'ETICA PLAUSIBILE DI ORLANDO FRANCESCHELLI: UNA RECENSIONE IN VISTA DEL FESTIVAL

Ormai manca solo qualche settimana alla Quinta edizione del Festival della filosofia d'a-Mare (Castellammare del Golfo 1 - 3 giugno 2018), l'unico festival al mondo dedicato a chi, pur non avendo nessuna preparazione in storia della filosofia, è appassionato di tematiche filosofiche e vuole partecipare attivamente alla ricerca collettiva.
Tra gli ospiti di quest'anno Orlando Franceschelli sul cui ultimo libro riportiamo qui di seguito una recensione di   Michele Martelli, apparsa in questi giorni su "Micromega".
In calce, dopo la recensione, il programma aggiornato del Festival.

                                                       ***
Aureo volumetto questo di Orlando Franceschelli, In nome del bene e del male. Filosofia, laicità e ricerca di senso, appena uscito per i tipi di Donzelli, Roma, 2018, ultimo di una serie di brevi saggi del medesimo autore a cominciare dal primo su Dio e Darwin, pubblicati sempre dallo stesso editore, e impostati sull’antitesi tra «principio-creazione» e «principio-natura», cioè tra creazionismo e naturalismo, il quale ultimo, dopo Darwin, sarebbe l’unica filosofia possibile in coerenza con la scienza. 

/var/folders/b_/6kl24rn12k18bq8j0mb35bj40000gn/T/com.microsoft.Word/WebArchiveCopyPasteTempFiles/orlando-franceschelli-in-nome-del-bene-e-del-male-recensione.jpgIl tema qui affrontato da Franceschelli è quello classico della teodicea, ossia della giustificazione di Dio di fronte al male. Il termine fu adoperato per la prima volta, come noto, da Gottfried W. Leibniz, che nel 1710 mandò alle stampe per l’appunto i celebri Saggi di Teodicea sulla bontà di Dio, la libertà dell’uomo e l’origine del male. Forse a questo titolo allude quello (dell’editore) di Franceschelli, che si potrebbe leibnizianamente leggere: In nome (di Dio origine) del bene e del male. Ma l’implicita allusione, se ha forse una ragione, è solo commerciale, non certo filosofica. 

L’autore sostiene infatti una tesi filosofica opposta alla teodicea leibniziana e in genere giudaico-cristiana, che ha nel greco Platone la sua prima origine e nel trinomio Dio-uomo-mondo la sua formulazione metafisico-religiosa (Karl Löwith). E che, tradizionalmente, si può riassumere nelle due angosciose insolubili domande formulate da Severino Boezio: «Si quidem deus est, unde malum? bona vero unde, si non est?». 

Per il pensatore cristiano tardo-romano, se c’è Dio, che è il Sommo Bene, donde deriva il male? E se all’opposto Dio non c’è, donde il bene? La supposta esistenza di Dio non spiega l’origine del male: a meno che il male non derivi da Satana, che in tal caso sarebbe un anti-Dio manicheo. La sua inesistenza non spiega quella del bene: se Dio, che è fonte del bene, non c’è, «tutto è permesso» (Dostoevskij) e si apre quindi il baratro del nichilismo etico (Nietzsche: la «morte di Dio»). 

Ma l’aporia è superata, se al creazionismo teologico, razionalmente indimostrabile (Kant), e spesso antiscientifico (il «Disegno Intelligente»), si sostituisce l’idea filosofico-scientifica dell’autarchia sia della natura (Democrito e fisica moderna), sia dei suoi processi bio-evolutivi (Darwin e neodarwiniani), compreso quello che porta alla comparsa di Homo sapiens

Sorge però il problema del «male naturale» (morte, malattie, terremoti, tsunami, ecc.): se si addita nella natura, nella «natura matrigna» (Leopardi), la causa responsabile del male, non ci troviamo di fronte alle difficoltà altrettanto insormontabili di una sorta di «fisio- o cosmo-dicea», che sancirebbe in altre forme l’ineluttabilità sovrumana del male? Ma il problema ha un vizio d’origine: la caduta dal teismo nel panteismo, che divinizza, assolutizza la natura. 

Se ne esce in due modi, sostiene Franceschelli, con «due formule-segnavia imprescindibili», ma opposte e non convertibili: 1) quella dell’«al di là del bene e del male soprannaturali e naturali», cioè un’etica senza Dio-Spirito e senza Dio-Natura, e quindi l’«extramoralità della realtà fisica»; 2) quella del «bonum et malum retinenda sunt» (Spinoza), cioè che senza Dio bene e male restano, spetta a noi identificarli, definirli e discernerli. 

Ma con quale criterio? L’autore avanza due proposte, d’ascendenza humiana, anch’esse opposte, che si basano sulla doppia natura dell’uomo, Homo sapiens e civilizzato compreso, altruistica e «samaritana», o egoistica e violenta, ovvero: 1) il «bene come ricerca della felicità possibile» per sé e per gli altri, che non dimentichi la nostra inclusione nella natura, la nostra «eco-appartenenza»; 2) il «male come indifferenza egoistica verso la sofferenza degli esseri senzienti», di cui noi siamo parte. 

Siffatto criterio di discernimento tra bene e male si innesta, secondo l’autore, su quello che egli definisce il «relativismo della plausibilità», che ha diverse implicazioni. Innanzitutto «il pluralismo» delle visioni del mondo e dei valori, da intendere soltanto come «prodotti storico-culturali», «relativi» a noi, alle nostre scelte. Dal che consegue «la virtù della laicità» e della tolleranza, per cui nessun valore è «sacro» e indiscutibile. Infine l’opportunità della preferenza per i valori «plausibili» (libertà, solidarietà, diritti umani, bene comune, ecc.), conquistati a fatica dal processo dell’umana civilizzazione. 

Dunque un relativismo storico e costruttivo, non distruttivo e nichilistico, opposto non solo alla teologia dogmatica dei fanatici del «Dio lo comanda» (da cui violenze terroristiche, stragi e guerre sante), ma anche e ancor di più, se possibile, alle sue reincarnazioni secolari (a cominciare dalla divinizzazione, aperta o surrettizia, del potere politico, della tecnica e delle biotecnologie). 

Su questo punto, l’autore, travestito quasi da detective filosofico, va alla caccia dei filosofi moderni in cui le tracce di quella teologia si possono scovare, dall’anticlericale illuminista Voltaire (che professa il deismo, cioè la fede in un «Essere supremo, creatore, reggitore ecc.», e quindi l’intolleranza per gli atei) al trascendalista Kant (la cui etica rigorista del dovere postula l’immortalità dell’anima e l’esistenza di Dio) fino a Nietzsche (la cui «Volontà di Potenza» si risolve nell’assolutizzazione dei «valori aristocratici» e dell’egoismo sfrenato degli «Übermenschen») e al sociologo delle religioni Max Weber (il cui «politeismo dei valori» suppone una molteplicità di Valori-Dio in insanabile conflitto, per cui ciò che è divino per me è demoniaco per te). 

Sulla ricerca di tali tracce potrebbe essere costruito, quasi come un giallo filosofico, un nuovo prossimo e intricante volume. Che nulla però toglierebbe al pregio non comune di questo libro appena uscito e alla proposta etico-filosofica in esso contenuta, riccamente e rigorosamente documentata e argomentata. 

      
Michele Martelli


                                                ***
IL GRUPPO EDITORIALE “DI GIROLAMO” DI TRAPANI
LA SCUOLA DI FORMAZIONE ETICO-POLITICA “G. FALCONE” DI PALERMO
LA FATTORIA SOCIALE “MARTINA E SARA” DI BRUCA (TP)

con il patrocinio del Comune di Castellammare del Golfo (Trapani)

                                                       organizzano

la quinta edizione del 

 FESTIVAL NAZIONALE DELLA FILOSOFIA D’A-MARE
La festa della filosofia di strada per  non…filosofi (di professione)
Castellammare del Golfo (Trapani) 
 Venerdì 1 giugno –  Domenica 3 giugno 2018


Venerdì  1 giugno

14 - 18: Accoglienza e registrazione dei partecipanti presso hotel Al Madarig

18, 30 – 19, 30 : Passeggiata filosofica(condotta da Augusto Cavadi): partenza dall’hotel Al Madarig

21,45:  La taranta tra filosofia, musica e danza  (video di Antonino Prestigiacomo, commento filosofico di Alberto Giovanni Biuso, violino di Giorgio Gagliano, canto di Federica Mantero, danza di Linda Mongelli): presso  il Teatro Comunale “Apollo”.


Sabato  2 giugno

8 – 9:         Colazione con i filosofi(momento informale presso l’Hotel Al Madarig)

9, 30 – 12,00:            Laboratori di con-filosofia(uno a scelta secondo prenotazione, tutti presso Hotel Al Madarig): 

1.     Alberto Giovanni Biuso:             “Che cosa significa essere pagani, oggi”                                                             
2.     Orlando Franceschelli:                “ Il messaggio etico di Charles Darwin”
3.     Giorgio Gagliano:                          “ Chiedere a Dio di liberarci da Dio”
4.     Chiara Zanella:                               "Il silenzio come virtù politica"
5.     Marta Mancini:            Il fascismo oggi: quale diagnosi? quale terapia?”

                                        
16 – 17,30      Disputa a due (Al Castello della città)
                     “La volontà di potenza in Nietzsche: cosa mi convince, cosa non mi convince”
                     Dibattito pubblico fra Alberto Giovanni Biuso
                     e Orlando Franceschelli .
                     Introduce Chiara Zanella, modera Marta Mancini

18 – 20       Tavola rotonda su “Si può essere felici in un mondo infelice?”  (Al Castello della città)

La riflessione dialogata, aperta a tutti gli iscritti al Festival, sarà introdotta da brevi interventi di tutti i filosofi presenti: Alberto Giovanni Biuso, Augusto Cavadi, Orlando Franceschelli, Giorgio Gagliano, Marta Mancini, Chiara Zanella.

21,45         Concerto di musica classica per violino e pianoforte (Giorgio Gagliano e Claudia Costanzo ) presso il Teatro comunale “Apollo”


Domenica 3 giugno

8 – 9:                          Colazione con i filosofi (momento informale presso l’albergo Al Madarig)

9, 30 – 12,00:            Laboratori di con-filosofia(uno a scelta secondo prenotazione, tutti presso Hotel Al Madarig): 

1.     Alberto Giovanni Biuso:   “XXI. Il secolo della dismisura”                                                                                                                  
2.     Orlando Franceschelli:     “ Dopo Hiroshima e Nagasaki: alle soglie della
                                                terza atomica?”
3.     Giorgio Gagliano:                I tarocchi: una lettura filosofica
4.     Chiara Zanella:                    Il coraggio e la tenerezza: due opposti?"
5.     Marta Mancini:                    Denaro e autoinganno: ambiguità e
                                                  paradossi di un servo-padrone
                                        


12,15 -  19,30:Escursione turistica (Il pullman parte davanti all’Hotel Al Madarig, passa dalla Riserva dello Zingaro, prosegue per Trapani; alle 17,30 riparte da Trapani e alle 18,30 ripassa dallo Zingaro per tornare a Castellammare del Golfo)


NOTIZIE TECNICHE

La partecipazione a tutti gli eventi è riservata ai possessori di un pass rilasciato dalla segreteria organizzativa del Festival (euro 15,00; per i cittadini residenti ufficialmente a Castellammare del Golfo euro 5,00)
* Eccezionalmente sarà possibile partecipare senza pass, gratuitamente,  alle manifestazioni culturali offerte, nelle due sere, alla città di Castellammare del Golfo nel Teatro comunale
La partecipazione alla gita in pullman  di domenica 3 giugno sarà riservata a quanti avranno prenotato e versato la quota aggiuntiva di euro 20,00 (non più tardi del 20 maggio 2018)
* Tranne dove diversamente indicato, le sessioni di con-filosofia si svolgeranno presso l’Hotel Al-Madarig (con accesso ai possessori di pass)

Ovviamente si è liberi di pernottare in qualsiasi struttura alberghiera. Convenzioni speciali (sino a esaurimento posti) sono state stipulate con l’Hotel Al-Madarig  (0924 33533o per e-mail  info@almadarig.com), Hotel La Piazzetta (info@lapiazzettahotel.com; tf.  0924 35559), B & B Rosanna (filosofiadamare@virgilio.it    o cellulare 328.3369985). Qualche posto, fuori convenzione, presso Hotel Punta Nord Est  (0924/30511  o per e-mail info@puntanordest.com), Per i pasti si suggerisce di prenotare sul posto a seconda dei gusti e delle esigenze alimentari. Ristoranti, trattorie, tavole calde e fredde con cibi di strada non mancano certo…


IMPORTANTE: E’ opportuno prenotare la propria iscrizione al Festival (a prescindere dalla sistemazione alberghiera che si sceglie autonomamente). A tale scopo  compilare il modulo predisposto contattando la segreteria di accoglienza (filosofiadamare@virgilio.it    o cellulare 328.3369985).  Con questo stesso modulo  si può prenotare il servizio transfert dall’aeroporto e per l’aeroporto nonché la gita di domenica 3 giugno.
Per fruire agevolmente degli eventi, si consiglia vivamente di arrivare a Castellammare del Golfo già entro la sera di giovedì 31 maggio e di ripartire lunedì 4 giugno.