mercoledì 29 aprile 2026

UNA PROPOSTA AI SINDACI ITALIANI (E A OGNI GENERAZIONE CHE COMPIE 17 ANNI)

Nell’ambito della campagna nazionale di obiezione alla guerra del Movimento Nonviolento 

(https://www.movimentononviolento.it/campagne/obiezione-alla-guerra)

e della campagna “Un’altra difesa è possibile”

(https://www.difesacivilenonviolenta.org/)

il 16 aprile 2026 ha segnato una data di notevole rilevanza. Infatti il Centro territoriale di Palermo, in stretta sinergia con la Comunità dell’Arca - Nonviolenza e Spiritualità, ha co-organizzato con l’Amministrazione comunale di Capaci (Palermo) un’assemblea cittadina su “Venti di guerra. Conflitti e prospettive di pace”, cui ha partecipato anche un’esponente del “Presidio donne per la pace”, nel corso della quale il Sindaco di Capaci, Pietro Puccio, ha annunziato una decisione destinata a fare storia. Ma procediamo con ordine.

A differenza di ciò che si suppone generalmente, la leva obbligatoria al servizio militare in Italia non è stata abolita, ma solo sospesa. Ciò significa che, in caso di emergenze, basterebbe un decreto governativo per riattivarla (senza nessun passaggio parlamentare).

A riprova di questa situazione, ogni anno i Comuni sono obbligati a trasmettere al Ministero della Difesa i nominativi dei giovani maschi che, compiendo i 17 anni di età, sono d’ufficio iscritti nella lista dei richiamabili all’obbligo di leva. Secondo la normativa vigente (sinora ignorata) le amministrazioni locali devono recepire e segnalare le osservazioni degli interessati che, in caso di chiamata, siano intenzionati a dichiararsi sin d’ora obiettori di coscienza al servizio militare e disponibili alle forme di difesa nonviolenta previste dal nostro ordinamento.

In ottemperanza alla legislazione, la Giunta municipale di Capaci, prima in Italia, ha assunto pubblicamente un duplice impegno: nell’immediato, protocollare e trasmettere le eventuali dichiarazioni in tale senso da parte dei giovani cittadini interessati. Inoltre, dal prossimo anno, informare a tappeto i giovani che andranno maturando l’età anagrafica prevista sia della loro iscrizione automatica alle liste di leva sia della possibilità di esprimere volontà di obiezione di coscienza per motivi personali o morali.

Evidentemente queste dichiarazioni, in assenza di una vera e propria cartolina di precetto, hanno valore etico e politico, non giuridico. Sulla base dell’attuale normativa si accede, infatti, allo status di “obiettore di coscienza” solo se - in caso di guerra o di grave crisi internazionale - si formalizzi la propria obiezione di coscienza entro quindici giorni dalla effettiva chiamata alle armi.

Questa proposta – che, se accolta da tanti altri Comuni italiani, potrebbe costituire un fortissimo messaggio di concreta avversione al paradigma bellicistico – trova il suo completamento in un disegno di legge di iniziativa popolare che chiede l’istituzione di un Dipartimento governativo per la difesa civile non armata e nonviolenta. Infatti già nella giurisprudenza in vigore la Repubblica italiana prevede che il dovere costituzionale di “difendere la Patria” (articolo 52) può essere adempiuto sia militarmente che mediante strategie e tecniche di lotta nonviolenta.

Ma mentre esiste un esercito che addestra chi sceglie le armi, lo Stato democratico non ha ancora predisposto una struttura che formi cittadini e cittadine per la seconda opzione (nonostante sia più compatibile con l’articolo 11 della Costituzione, secondo cui “l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti” e con le sentenze della Corte Costituzionale che ha riconosciuto pari dignità alla difesa armata e a quella non armata). Per raggiungere entro settembre 2026 le 50.000 firme necessarie si può firmare il relativo modulo in presenza di un’autorità municipale o, in alternativa, accedendo al link del Ministero  della Giustizia:

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008

Augusto Cavadi

(Referente Centro territoriale di Palermo del Movimento Nonviolento)

su www.girodivite.it del 29. 4. 2026.

La notizia è stata ripresa e variamente rilanciata da varie mezzi di stampa locali e nazionali, fra cui "Repubblica/Palermo" e "Avvenire":

                                

https://www.avvenire.it/attualita/il-sindaco-pacifista-tutti-i-giovani-di-capaci-nelle-liste-di-leva-potranno-dichiararsi-obiettori_107614



domenica 26 aprile 2026

LA TRIPLICE EMARGINAZIONE DELLE DONNE CHE NASCONO E VIVONO IN CONTESTO MAFIOSO

Nell'ottica di una riflessione sulla violenza sistemica ai danni delle donne (riflessione che appartiene da decenni al Movimento nazionale "Maschile plurale" e, qui da noi, al "Gruppo noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne") trovo - come al solito - interessanti le analisi di Alessandra Dino cui si può accedere liberamente cliccando qui:

https://www.girodivite.it/Donne-di-Cosa-nostra-Alessandra.html

Si può notare che la sociologa palermitana destruttura molti luoghi comuni sul tema, ma conferma anche l'idea che esse "sperimentano una tripla assenza, una tripla emarginazione, intanto come donne in generale, poi come donne del Sud e, infine, come di donne di mafia".


giovedì 23 aprile 2026

VERSO LA CONCLUSIONE IL CICLO DI LABORATORI PER LICEALI "LA BELLEZZA DELLA POLITICA"

Grazie alla mia splendida ex-alunna, e da anni amica e collega, Simona Rampulla ho potuto incontrare 5 volte una sua classe di ultimo anno di Liceo (e il ciclo si concluderà con un sesto incontro).

Le ragazze hanno letto il mio libretto La bellezza della politica. Attraverso e oltre le ideologie del Novecento (Edizioni Di Girolamo), a turno hanno esposto i vari progetti politici e insieme ne abbiamo discusso in assetto idealmente circolare.

Una studentessa di un'altra scuola, su invito di un'altra cara collega, Rosaria Cascio, ha voluto intervistarmi brevemente sul senso di questa ennesima bella esperienza che realizzo anche a nome dell'associazione di volontario culturale "Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone" di Palermo.

Qui il link all'intervista (per chi ha qualche minuto libero da impegni...più produttivi):

https://sites.google.com/view/lo-strillone-anno-xii---1/202526/arte-storia-e-cultura/incontro-con-augusto-cavadi?authuser=1

martedì 21 aprile 2026

I "PIZZINI DELLA NOMAFIA" al prossimo Salone del Libro di Torino e già adesso nelle migliori librerie


Sono usciti i primi due libretti della Collana "I pizzini dell'antimafia" dell'editore Di Girolamo di Trapani. Si possono avere in tutte le librerie d'Italia fisiche e on line.

(A Palermo si trovano a colpo sicuro presso la Libreria Zacco, via Vittorio Emanuele - davanti all'Auditorium del  SS. Salvatore).

Al Salone internazionale del libro di Torino saranno presentati da Elena Ciccarello (direttrice del periodico "La via libera" del Gruppo Abele) nello stand della Regione Sicilia alle ore 11,00 (esatte!) di giovedì 14 maggio 2026.




mercoledì 15 aprile 2026

LE CENETTE FILOSOFICHE PER NON... FILOSOFI (DI PROFESSIONE)

Sul numero di febbraio 2026 del bimestrale "Il Gattopardo" (edizione Sicilia) ho pubblicato, nella mia rubrica "Siciliani spiegati ai turisti", un pezzo sulle Cenette filosofiche che si svolgono on line due volte al mese con il coordinamento tecnico di Pietro Spalla (al quale ci si può rivolgere per essere iscritti alla mailing list dei cenacolanti virtuali): spalla.pietro@gmail.com

***

UN LIBRO AL MESE PER FILOSOFARE A CENA

La Sicilia, da Empedocle a Gentile e Sgalambro, è stata una terra feconda di filosofi. Ma anche letterati come Pirandello e musicisti come Battiato hanno impregnato di pensiero le loro opere: perché la filosofia non è solo una disciplina tecnica, ma prima e più ancora un modo interrogante di vivere nel mondo. Ne è convinto, tra tanti altri, l’avvocato Pietro Spalla che da più di vent’anni organizza le “cenette filosofiche per non…filosofi”. Il gruppetto di “cenacolanti” sceglie un libro (non solo Platone o Marx, ma anche Jung o Rovelli), ciascuno si impegna a leggerlo nei quindici giorni fra una sera e la successiva e poi ci si incontra per discuterne (dal Covid in poi solo on line per non tagliare fuori le persone che, in quel periodo, si sono aggregate da varie regioni italiane, ma anche dalla Francia e dalla Germania).

Riflettere su sé stessi e sulla storia in corso è un dovere, ma almeno altrettanto un diritto e un piacere.

Augusto Cavadi

“Il Gattopardo” / Sicilia

Febbraio 2026