domenica 24 gennaio 2021

OLTRE LE RELIGIONI. UNA NUOVA EPOCA PER LA SPIRITUALITA' UMANA


 “Comunicazione filosofica”

n. 37 – Novembre 2016

      

AA. VV., Oltre le religioni. Una nuova epoca per la spiritualità umanaPrefazione di M. Barros, Gabrielli, San Pietro in Cariano (Verona) 2016, pp. 239, euro 16,50

 

Ci sono libri di teologia che possono interessare soltanto i teologi. Ma quando un libro di teologia non parte dal presupposto che esista un Dio trascendente e personale; che questo Dio si sia auto-rivelato a un solo popolo della terra; che poi si sia incarnato un’unica volta nella natura umana in Gesù di Nazareth, il quale avrebbe fondato una chiesa indefettibilmente assistita dallo Spirito Santo etc. etc.; bensì mette in discussione proprio le basi della teologia ortodossa tradizionale, interessa solo i teologi? O non anche i filosofi? O i filosofi molto più che i teologi? Forse interessa esclusivamente i filosofi e per nulla i teologi ‘ufficiali’: quei filosofi, almeno,  dalla cui prospettiva teoretica il pensiero sul divino non si sia definitivamente eclissato.

     Un esempio tipico di testo teologico per… non teologi (di professione) è questa esplosiva raccolta di saggi curata da C. Fanti e F. Sudati: un libro così netto nell’impostazione e così limpido nel linguaggio che solo chi crede di sapere tutto, o ha deciso di non sapere nulla, sulla crisi attuale delle religioni monoteistiche può esonerarsi dal leggerlo. Sin dalla Prefazione il monaco benedettino Marcelo Barros offre su un piatto d’argento la chiave ermeneutica dei cinque saggi (che, con la Presentazione analitica di Claudia Fanti e la Piccola introduzione a John Shelby Spong di don Ferdinando Sudati, diventano in realtà sette) : “Fino ad oggi, la sfida di de-occidentalizzare il cristianesimo, di liberare l’islam dai condizionamenti storici della cultura araba, di completare il lavoro di Gandhi in un’India ancora segnata dalla divisione religiosa delle caste si è posta in modi diversi, ma con la stessa urgenza. E purtroppo, a quanto pare, né le Chiese né altre religioni hanno ufficialmente preso sul serio e affrontato in profondità tali sfide. (…) E’ questo il quadro che ci obbliga a parlare di “crisi delle religioni” e, ora, di paradigma post-religionale, come pure di ricerca di una spiritualità umana laica e post-religiosa. (…) Il libro Oltre le religioni può essere un ottimo strumento in questo percorso” (pp. 10 – 13).

     Di che si tratta in dettaglio? I contenuti dei saggi che costituiscono il libro vengono anticipati brillantemente nella Presentazione della Fanti, in perfetta sintonia con l’ouverture di Barros: “Riuscirà il cristianesimo nell’impresa di trasformare se stesso, reinterpretando e riconvertendo tutto il suo patrimonio simbolico in vista del futuro che lo attende? Riuscirà a liberarsi di dogmi, riti, gerarchie e norme, di tutti quei rituali religiosi che (…) hanno finito per complicare – anziché favorire – la nostra relazione con Dio, ostacolando inoltre, e soprattutto, le nostre relazioni umane?  (…) E’ un compito, questo, cui hanno rivolto le proprie riflessioni teologi come il vescovo episcopaliano Juhn Shelby Spong, il gesuita belga Roger Lenaers, il clarettiano spagnolo, naturalizzato nicaraguense, José Marìa Vigil, esponenti di punta di questo nuovo paradigma post-religionale e autori della presente opera, ma cui guardano con interesse e con passione anche quanti, pur al di fuori della ricerca teologica propriamente detta, vogliono sentirsi vicini <<alla Vita che Gesù ha difeso e a cui ha dato dignità>>, come spiega nel suo modo impareggiabile, nel secondo capitolo di questo libro, la giornalista e scrittrice cubana-nicaraguense Marìa Lòpez Vigil” (p. 18).

   Procedendo in ordine, il primo teologo che incontriamo è il vescovo Spong: prima attraverso il profilo biografico-intellettuale di don Sudati (che vede in lui “lo specchio in cui il vecchio cristianesimo riflette le proprie contraddizioni e quello nuovo le sue potenzialità”, p. 66), poi grazie alle “Dodici tesi” da lui appese, nel 1998, “alla maniera di Lutero, all’ingresso principale della cappella del Mansfield College, all’Università di Oxford, nel Regno Unito” (p. 70). Esse esortano tutte le confessioni cristiane a ripensare, profondamente, la formulazione teologica dell’unica fede evangelica in considerazione della insostenibilità del “teismo” tradizionale; della dottrina cristologica della “incarnazione di una divinità teistica”; della mitologia pre-darwiniana del “peccato originale”; della “nascita verginale” di Gesù “intesa in senso biologico letterale”; delle “storie dei miracoli del Nuovo Testamento” interpretati come “avvenimenti soprannaturali”; della “interpretazione della croce come sacrificio per i peccati” (“basata su concezioni primitive di Dio”); della risurrezione di Gesù concepita come “un risuscitare fisico all’interno della storia umana”; del “racconto dell’ascensione di Gesù” inintelligibile in una visione post-copernicana del cosmo; della morale come insieme di princìpi etici rivelati in maniera definitiva da Dio; della preghiera intesa come “petizione” a un Dio esterno alla storia umana perché agisca in essa; della dottrina del rapporto fra morale terrena e condizione post-terrena; della legittimazione di ogni discriminazione sulla base delle opinioni teologico-religiose di ciascuno. La conclusione dell’autore è icastica: “Le dodici tesi stanno ora davanti alla chiesa. Il futuro del cristianesimo dipenderà da come questa sarà capace di rispondere” (p. 120).

   Segue un articolato e argomentato intervento – provocatorio,  e insieme incoraggiante, sin dal titolo -  di Maria Lòpez Vigil: Beati gli atei perché incontreranno Dio. Sulla base della propria esperienza biografica, l’autrice racconta perché non riesce più a “credere a questo incomprensibile linguaggio dogmatico, amalgamato a una filosofia superata” (p. 122) , di cui si servono tutte le chiese cristiane; ma anche perché Gesù di Nazareth resti il suo “riferimento religioso e spirituale”, il suo “riferimento etico”, quello “più familiare per provare a percorrere il cammino che (la) apre al mistero del mondo” (p. 123).

    Sul tema dell’incompatibilità con la modernità non del cristianesimo, ma della teologia cristiana bimillenaria, insiste Lenaers; a giudizio del quale, infatti, la fede cristiana (spogliata dagli involucri culturali con cui si è storicamente impastata) e la modernità “si completano e si arricchiscono vicendevolmente. La fede cristiana arricchisce la modernità liberandola dalla sua cecità di fronte a una Realtà che ci trascende totalmente e al tempo stesso ci abbraccia. Senza questa intuizione, l’affermazione umanistica del valore assoluto della persona e dei diritti umani perde il suo indispensabile fondamento. (…) D’altro lato, la modernità arricchisce la nostra fede e la completa, liberandola dall’immagine antropomorfica di un Theos nell’alto dei cieli che è stata ricevuta in eredità dalle generazioni preistoriche e che ancora non si osa abbandonare, per quanto non sia stato altro che il frutto di pura ignoranza. Questa immagine, in realtà, è stata uno schermo fra noi e l’Amore assoluto” (p. 157).

 Il penultimo contributo al volume, di J. M. Vigil, si concentra sulla pars costruens del paradigma “post-religionale” (p. 159) : una volta che le funzioni “accidentali” (p. 171) delle religioni tradizionali  risulteranno superflue – o addirittura dannose – ad esse non resterà che tramontare o riscoprire il loro “servizio essenziale, centrale”: alimentare “la spiritualità dell’essere umano”. Con questo termine l’autore non rimanda a nessuna dimensione “a- mondana, incorporea, extracosmica” (p. 172) bensì a quanto “vi è di più profondo in noi stessi, quello che ci fa essere ciò che siamo, quello che ci rende umani, la stessa specificità umana” (p. 173). Chiaramente si tratta di “una spiritualità non religiosa, semplicemente umana, propria dell’essere umano in quanto tale, prima di qualunque adesione religiosa confessionale” (p. 188) se è vero – come è vero – che non si può essere religiosi se non si è spirituali, ma si può essere spirituali anche senza essere religiosi. 

  L’ultimo saggio, del medesimo J. M. Vigil, in qualche modo esplicita il presupposto scientifico di tutti i discorsi precedenti. Esso infatti informa sul “nuovo paradigma archeologico-biblico” (p. 201) ossia sulla vera e propria rivoluzione interdisciplinare che ha ormai indotto la stragrande maggioranza degli studiosi di storia a negare che la Bibbia racconti avvenimenti e personaggi realmente esistiti: “il nuovo paradigma archeologico c’invita a decostruire tanta sicurezza e dogmatismo edificati su basi d’argilla, mitiche, oggi messe a nudo, per rivalutare la validità del nostro patrimonio simbolico e procedere con molta più umiltà, chiedendo inoltre perdono a tutti coloro che lungo il cammino abbiamo umiliato perché la pensavano in maniera diversa” (p. 233). 

      Già: atei e agnostici, seguaci di religioni pagane o panteistiche, persino monoteisti di confessione diversa dalla propria sono stati – e in talune frange fondamentaliste continuano a essere – oggetto di vere e proprie persecuzioni morali (e, là dove possibile, materiali). Sorte non migliore è riservata a quanti, pur dichiarandosi della nostra stessa confessione monoteistica, osano contestare questa o quella interpretazione autoproclamatasi l’unica ortodossa. Per questo tutti gli autori di questi saggi, e non pochi tra i lettori che hanno vissuto e vivono fasi di transizione intellettuale e spirituale analoghe, non avranno difficoltà a condividere quanto scrive – non senza allusione agli attacchi teorici e agli attentati fisici effettivamente subiti – il vescovo Spong: “Viviamo in un momento critico della storia cristiana. Il nostro tempo esige guide eroiche che probabilmente andranno incontro al rifiuto di coloro che si considerano ‘i fedeli’. La salvezza del cristianesimo merita lo sforzo e il costo? Credo di sì. L’appello a una riforma radicale è la sfida cui la nuova generazione deve rispondere” (p. 92). 

giovedì 21 gennaio 2021

ANCHE NOI, A MAGGIOR RAGIONE QUEST'ANNO, RIPRENDIAMO A MEDITARE INSIEME SULLA "DIVINA COMMEDIA"

Sintesi per chi ha fretta e, di solito,  legge a metà e comprende un quarto:

da oggi si può meditare sul video e, se si vuole, mercoledì 27 alle 18,30 si possono condividere le proprie riflessioni esistenziali con le altre persone collegate (tra cui gli autori del video).

                                                        ***


 CASA DELL’ EQUITÀ E DELLA BELLEZZA

VIA NICOLÒ GARZILLI 43/A - PALERMO


I SETTE VIZI CAPITALI TRA DANTE, ARTE E MUSICA

Maurizio Muraglia e Laura Mollica*

 

Nell’anno in cui ricorrono in tutta Italia le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, il nostro contributo vuole fissare la sua attenzione sui sette vizi capitali che Dante esplora sia nell’Inferno che nel Purgatorio. Sostenuti dall’arte e dalla musica, proprio come nella cantica, anche noi scaleremo la montagna del Purgatorio col poeta fiorentino cercando di leggere e meditare in forme moderne e laiche queste attitudini radicali dell’animo umano.  

 

Alla luce delle riflessioni pubblicate su 

questo link

 

meditiamo insieme sulla

SUPERBIA

 

27 GENNAIO ORE 18,30-20 

                                          su piattaforma ZOOM   clicca qui per collegarti

 

Se fosse necessario ecco ID riunione: 940 494 6881 e  Passcode: A&A

 

 

 

 

*Maurizio Muraglia e Laura Mollica sono insegnanti rispettivamente di Letteratura Italiana e Storia dell’Arte nei Licei a Palermo. Lo scorso anno per la Casa hanno già tenuto un ciclo di incontri sulla Divina Commedia.

lunedì 18 gennaio 2021

DONNE DIMENTICATE (O QUASI) DALLA STORIOGRAFIA (MASCHILE)


 

LE STORIE DI DONNE DIMENTICATE

18.1.2021

 

Anche nel ‘civilissimo’ Occidente (quale amiamo rappresentarcelo) le donne sono state, e per molti versi restano, in una condizione sistemicamente sfavorita rispetto agli uomini. A causa di ciò, il loro contributo alla costruzione della nostra ‘civiltà’ è stato minore rispetto ai maschi: ma è davvero così esiguo come sembrerebbe a una valutazione superficiale? Forse risulta tale a causa del silenzio censorio sul loro ruolo perpetrato dagli storiografi (quasi sempre maschi!). A partire da questa convinzione, Carla Poncina Dalla Palma nel suo Lo sguardo femminile sul mondo. Da Diotima al #ME-Too (Diogene Multimedia, Bologna 2019, pp. 209, euro 16) ha provato a strappare dall’oblio alcune figure di donne o del tutto dimenticate o molto sottovalutate: non solo per senso di giustizia riparatrice ma anche per contribuire a quel “modello educativo radicalmente nuovo” di cui abbiamo bisogno, ancora oggi, per combattere la violenza sulle donne, “l’unico modo rimasto agli uomini per affermare la propria superiorità sul corpo delle donne, avendo perso il controllo delle loro anime”. Come sa ogni lettore – e soprattutto ogni lettrice – di media istruzione, ormai la letteratura su questa tematica è ingente. Perciò mi limiterò, un po’ arbitrariamente, a riprendere quelle informazioni che a me sono risultate nuove, distribuendole per così dire su due colonne.

Nella prima inserirei i riferimenti al maschilismo più sorprendente perché manifestato da autori per molti altri versi considerati – meritatamente – saggi: dal libro biblico del Siracide del II sec. A. C (“preferibile la cattiveria di un uomo alla bontà di una donna”) ad autori di testi attribuiti a san Paolo come la I Lettera ai Corinti (“le donne nelle assemblee tacciano, perché non è permesso loro parlare”); da Kierkegaard (“la donna non conosce il terrore del dubbio o le pene della disperazione, essa non sta al di fuori delle idee, ma le riceve di seconda mano. Ecco perché odio quelle orribili chiacchiere sull’emancipazione della donna”) a Nietzsche (“L’uomo deve essere addestrato alla guerra, la donna al riposo del Guerriero. Tutto il resto è stupidità”). Indubbiamente – come ha notato Virginia Woolf – “per secoli le donne sono state gli specchi magici e deliziosi in cui si rifletteva la figura dell’uomo, raddoppiata”, ma – aggiunge Dalla Palma – “questa postura mentale, per cui ci si riflette in chi viene considerato inferiore per sentirsi forti, è alla base di ogni forma di razzismo che spinge anche i più deboli, i meno dotati, a infilarsi in qualsivoglia partito o gruppo che si autodefinisca superiore perché bianco, ariano, cristiano, induista o altro ancora. Accolto al suo interno ogni poveraccio può sentirsi più in alto di chi sta fuori del magico cerchio”.

In una seconda colonna ideale elencherei  i riferimenti a donne rilevanti ma abitualmente trascurate nelle ricostruzioni storiche:...


PER COMPLETARE LA LETTURA, BASTA UN CLICK:

https://www.zerozeronews.it/la-storia-taciuta-delle-donne-ignorate-dagli-storiografi/

sabato 16 gennaio 2021

PER CHI NON C'ERA, MA AVREBBE VOLUTO ESSERCI: IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SULLA MAFIA SPIEGATA AI RAGAZZINI

 

Alla presentazione on line del libro di Adriana Saieva (Cos'è la mafia? Tre giovani in cerca di risposte, Buk Buk, Trapani 2020), organizzata dalla "Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone" di Palermo, hanno partecipato più di un centinaio di persone (alcune delle quali collegate in coppia). Purtroppo la piattaforma "zoom" prevede l'accesso gratuito solo sino a 100 richieste e, francamente, non speravamo di raggiungere un numero così alto: per questo molte persone ci hanno comunicato il disappunto per non essere riuscite a entrare durante la diretta. 

Per ottemperare al desiderio di queste amiche e di questi amici, nonché per conservare memoria di questo bell'incontro che ha coinvolto persone da Parigi ad Atene, da Lugano a Licata, da Pinerolo a Lercara Friddi, abbiamo aperto un canale YouTube (Casa dell'equità e della bellezza) dove abbiamo inserito la registrazione filmata:

https://casadellaequitaebellezza.blogspot.com/2021/01/video-presentazione-cose-la-mafia-tre.html

Chi desidera tenersi informato sulle iniziative, a distanza o in presenza, organizzate nell'ambito della Casa dell'equità e della bellezza può inscriversi agli aggiornamenti automatici degli avvisi via e-mail mediante l'apposito tasto "Iscriviti" (in alto a destra, accanto al titolo della pagine):

www.casadellaequitaebellezza.blogspot.it

Il libro è disponibile su tutte le principali librerie fisiche e on line. 

Se la vostra libreria non ne fosse attualmente fornito, prenotateglielo (Buk Buk è distribuito in tutto il territorio nazionale dalla San Paolo di Milano).

Se volete acquistare via internet, basta un click qua:

https://www.amazon.it/gp/aws/cart/add.html?ASIN.1=8898065515&Quantity.1=1&AWSAccessKeyId=AKIAJMTKQY4X7XIQD36A&AssociateTag=sicilybybooks-21


venerdì 15 gennaio 2021

LA DIMENSIONE FEMMINILE DEL MASCHIO INTEGRALE


 "La via libera" è il bimestrale (on line e cartaceo) del Gruppo Abele di Torino che è subentrato a "Narcomafie". Per il numero settembre - ottobre 2020 mi è stato chiesto un intervento che restituisse alcune idee esposte in L'arte di essere maschi libera/mente: