Si sono espresse pubblicamente numerose persone più competenti di me. Ma non voglio sottrarmi alla richiesta pervenutami da più parti di esprimere un parere. Che sintetizzo in 3 punti:
a) non approvo il ricorso frequente al referendum, ma questo non è opzionale: è previsto dalla Costituzione quando è in gioco un cambiamento della medesima. A differenza dei referendum precedenti qui non c'è un minimo (un "quorum"): se vanno a votare solo tre persone, vincono due su uno;
b) sul merito della riforma si possono trovare aspetti positivi e aspetti negativi: la maggior parte dei sostenitori del "NO" sono magistrati, avvocati, professori di diritto stimatissimi, ma anche nel fronte del "SI" ci sono (sia pure in numero considerevolmente minore) persone esperte e oneste;
c) sul metodo della riforma il giudizio non può che essere negativo. La Carta costituzionale è stata concordata dopo la Seconda guerra mondiale dai rappresentanti di tutte le ideologie e di tutti i partiti politici presenti in assemblea: ogni cambiamento che avvenga senza un accordo altrettanto ampio mira evidentemente a scopi di parte, non a migliorare le regole del gioco;
d) sul contesto storico in cui è stata approvata la riforma su cui siamo chiamati a votare (approvandola con un SI' o bocciandola con un NO) non ci sono dubbi: è assolutamente preoccupante. Infatti è stata varata dalla maggioranza di un Parlamento eletto con un sistema più volte dichiarato incostituzionale: prima di "migliorare" l'ordine giudiziario, il Parlamento dovrebbe mettere in regola sé stesso. Perché questa fretta? Perché, se vincesse il "SI'", questo Parlamento potrebbe, con le norme attuative sinora indeterminate, piegare la Magistratura ai suoi ordini e non avere più limiti. (Questa la ragione principale per cui un magistrato non certo di Sinistra come Gratteri ha previsto che tutti i massoni e i mafiosi voteranno per il "SI'", il che ovviamente non significa che tutti quelli che voteranno per il "SI'" saranno o massoni o mafiosi).
In conclusione: se un Governo che toglie finanziamenti alla Sanità, alla Scuola, ai Servizi sociali (perché li dirotta a combattere nel mondo guerre volute da Trump o dall'Unione Europea o da entrambi) propone di investire milioni di euro per moltiplicare gli organismi giudiziari (due Consigli superiori della magistratura al posto di uno + un'Alta corte che attualmente non esiste), in memoria riparativa di Silvio Berlusconi (uno dei politici più volte condannato in via definitiva dalla Magistratura), io - che non sono un esperto di diritto ma neppure uno stupido - voterò "NO" e mi auguro che facciano altrettanto quante più persone.
Augusto Cavadi
PS: Tra i molti, validissimi, interventi analitici per approfondire alcuni passaggi della mia troppo rapida sintesi segnalo questo del mio amico Elio Rindone (che ha integrato con decenni di studi filosofici la sua formazione giuridica giovanile):

