In un incontro occasionale di qualche giorno fa, presso la "Casa di Paolo", ho avuto il piacere di regalare a Salvatore Borsellino una copia del mio libro dedicato alla "inquietante eredità" di suo fratello e di Giovanni Falcone. Un piccolo segno di sincera solidarietà a uno dei tanti familiari di vittime di mafia in attesa di verità e di giustizia. (Ringrazio per la foto a mia...insaputa il carissimo Isidoro Guida).
Il blog di Augusto Cavadi, filosofo-in-pratica di Palermo, con i suoi appuntamenti pubblici in Italia e i suoi articoli.
mercoledì 23 luglio 2025
UN PICCOLO SEGNO DI SOLIDARIETA' A UN GRANDE ITALIANO CHE LOTTA PER LA GIUSTIZIA E LA VERITA'
In un incontro occasionale di qualche giorno fa, presso la "Casa di Paolo", ho avuto il piacere di regalare a Salvatore Borsellino una copia del mio libro dedicato alla "inquietante eredità" di suo fratello e di Giovanni Falcone. Un piccolo segno di sincera solidarietà a uno dei tanti familiari di vittime di mafia in attesa di verità e di giustizia. (Ringrazio per la foto a mia...insaputa il carissimo Isidoro Guida).
venerdì 19 luglio 2024
PIETRO DI PASQUALE, CARDIOLOGO DI FIDUCIA DI PAOLO BORSELLINO, RACCONTA...
Quella
maledetta domenica del 19 luglio 1992 Paolo Borsellino aveva un accordo di
massima con il suo cardiologo di fiducia: lo avrebbe prelevato con la scorta e
accompagnato in via D’Amelio per una visita medica alla madre anziana. Per
motivi che nessuno ormai saprà, il giudice non segue il programma concordato e
– senza saperlo – salva la vita dell’amico Pietro Di Pasquale. Il quale, dopo
trent’anni e più di silenzio pudico, ha deciso di mettere nero su bianco (nel
volume Medico in terra di mafia. Il cardiologo di Paolo Borsellino si
racconta, Di Girolamo, Trapani 2024) il racconto non solo dei rapporti
personali con alcuni magistrati del pool antimafia fondato da Rocco Chinnici e
poi diretto da Antonino Caponnetto, ma anche della sua pluridecennale carriera
di Consulente Tecnico d’Ufficio. Egli infatti, inizialmente su invito di
Borsellino, poi di altri magistrati come Giovanni Falcone, accetta di svolgere
un incarico delicatissimo: periziare le condizioni di salute di detenuti
mafiosi per offrire ai giudici i dati, per quanto possibile oggettivi, per
decidere se i soggetti in esame potessero o meno rimanere in carcere. Quanto
pericoloso fosse, e sia tutt’ora, questo compito basterebbe ad attestarlo il
nome di Paolo Giaccone, trucidato da mafiosi per non aver voluto falsificare
una perizia medica, cui è intitolato il Policlinico universitario di Palermo.
Di
Pasquale racconta vicende romanzesche, con condannati ristretti in istituti di
pena o agli arresti domiciliari, in giro per tutto il Meridione: boicottaggi,
minacce, tentativi di corruzione, denunce, rivelazioni di segreti d’ufficio… ad
opera non solo di criminali ‘ufficiali’ ma anche di avvocati spregiudicati,
medici superpagati come periti di parte, direttori di carceri, politici e alti
burocrati al loro servizio, perfino in qualche caso magistrati. Lo scenario è impressionante: si tocca, per
così dire con mano, l’intreccio fra Cosa nostra e la borghesia delle
professioni, il cui risultato è un sistema di potere al quale piegarsi o da cui
essere stritolato. Soprattutto nel settore della medicina dove clientelismi e
favoritismi sono evidenti – secondo l’esperienza dell’autore – sin dal percorso
di formazione universitario e di specializzazione dopo la laurea.
Di Pasquale evita il facile scandalismo di elencare nomi e cognomi dei protagonisti dei suoi racconti, ma dalla precisione dei dettagli storici si intuisce che sta riferendo vicende effettivamente svoltesi e dunque potenzialmente documentabili nel caso che ciò dovesse risultare necessario. Né assume pose da eroe donchisciottesco: con sincerità ammette debolezze, sconfitte, stati d’animo sconfortati. Ma non nasconde la soddisfazione morale di aver perseverato nel servizio della verità, della giustizia e soprattutto della salute dei suoi pazienti (a prescindere dalle loro responsabilità penali), rinunziando ad alternative più remunerate e meno gratificanti dal punto di vista deontologico. Uno dei suoi pazienti (estraneo a vicende giudiziarie) ha voluto ringraziarlo, per una prestazione clinica d’avanguardia, chiedendo e ottenendo che le autorità accademiche gli dedicassero un asteroide; caso sinora unico al mondo che mi ha evocato il passo biblico di Daniele 12,3: “I saggi risplenderanno di luce come la volta del cielo, e quelli che avranno aiutato gli altri a essere giusti brilleranno per sempre come le stelle”. Già, la Sicilia è anche questo: persone per bene che, lontanissime dai riflettori di certa antimafia da sfilata, rischiano la vita pur di difendere la convivenza democratica dagli attacchi di vecchi e nuovi totalitarismi.
Augusto
Cavadi
* Per la versione originale illustrata cliccare qui:
https://www.zerozeronews.it/lappuntamento-rinviato-da-borsellino-che-salvo-la-vita-allamico/
* Al punto 1 ora, 17 minuti, intervista a Pietro Di Pasquale:
Paolo Borsellino e il mistero dell'agenda rossa - la Repubblica
lunedì 8 maggio 2023
INCONTRO PUBBLICO A MERANO (BOLZANO) SULLO STATO ATTUALE DI "COSA NOSTRA"
L’eredità etica delle stragi del 1992 e i nostri comportamenti quotidiani allo scopo di attuare una vera “antimafia” del fare a scapito delle sole parole: questi gli argomenti al centro dell’incontro di lunedì 8 maggio 2023 con il filosofo-in-pratica palermitano Augusto Cavadi. La serata si terrà presso il Centro per la Cultura di Merano (ore 20.00, entrata libera) ed è organizzata da Fondazione Upad, Mairania 857 e Libera, uomini e numeri contro le mafie.
Ripercorrendo le note vicende, ormai storiche, di inizio estate 1992, i giorni feroci delle bombe che segnarono la morte dei giudici Falcone e Borsellino e i membri delle loro scorte, Cavadi sottolinea nel suo volume “Quel maledetto 1992”, quanto oggi] “la situazione sia per certi versi identica ma anche, per fortuna, incomparabilmente diversa”.
L’impegno di Cavadi, attraverso quest’opera, è quello di mostrare al lettore quanto efficaci siano alcune predisposizioni dell’animo umano, come l’indignazione personale, capace di mettere in moto tutta una serie di meccanismi che possono essere l’arma vincente nella strada del cambiamento sociale. È anche il caso del dolore e della relativa indignazione, che può fungere da molla per una maggiore consapevolezza del proprio diritto/dovere di essere cittadini. Tutto ciò senza dimenticare cosa è cambiato e cosa invece è, per certi aspetti, addirittura peggiorato nel contrasto alle mafie. Pur sottolineando come la situazione attuale sia profondamente diversa rispetto al periodo delle stragi, Cavadi ci spiega che, nonostante la sconfitta dell’apparato militare di Cosa Nostra, il rapporto politico tra mafie e istituzioni non soltanto non è morto, ma è rigoglioso; all’ala militare, insomma, si è sostituita, in termini di importanza, l’ala politica delle mafie. Sul piano del cambiamento, invece, si sottolinea come la mancata vittoria di Cosa Nostra non sia da attribuire esclusivamente ai martiri civili più noti, di cui dobbiamo certamente custodire la memoria, ma anche a tutti quegli eroi silenziosi, che fortunatamente non sono morti e di cui spesso non conosciamo il volto, “che hanno perseverato nel fare, molto semplicemente, il proprio mestiere”. Ciò non può che stimolare la costruzione di una proposta civica che tenga in considerazione sia la celebrazione dei martiri laici in senso stretto, attraverso la commemorazione, pur sempre necessaria, sia le azioni che quotidianamente debbono poterci distinguere in questo senso. Come fattore primario Cavadi evidenzia la conoscenza del fenomeno, un fine a cui vuole contribuire anche questa serata meranese.
L’iniziativa gode del sostegno della Provincia di Bolzano, del Comune di Merano, di Alperia, della Dr. Schär e della Cassa di Risparmio di Bolzano
A cara della Redazione di:
giovedì 22 settembre 2022
CI VEDIAMO A TRAPANI VENERDI' 23 SETTEMBRE ALLE 18.30 E/O SABATO 24 SETTEMBRE ALLE 22.00 ?
Nell'ambito della I Fiera dell'editoria trapanese, venerdì 23 alle 18.30 discuterò con Sara Favarò dei suoi libri sulle tradizioni siciliane. Il giorno dopo, sabato 24, alle 22.00, sarà Giacomo Pilati ad affiancarmi nella presentazione del mio libro sul trentennale delle stragi del '92.






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