mercoledì 20 febbraio 2013

La mia Prefazione al libro di Elio Rindone che presentiamo...


...alle 18,45 di giovedì 20 febbraio presso il Salone della Chiesa valdese di via Spezio a Palermo.

Da: E. Rindone, Da Gesù a Ratzinger. Ideale evangelico e cattolicesimo reale, www.ilmiolibro.it, Roma 2013, pp. 7 - 11.


PRESENTAZIONE


“Se essere credente significa apprezzare il messaggio evangelico e cercare, con tante contraddizioni, provare a viverlo, posso dichiararmi credente; ma se significa anche obbedire all’insegnamento del papa e dei vescovi, e seguirne l’esempio, non posso proprio considerarmi tale”. Quante volte ci capita di ascoltare dichiarazioni del genere fra i nostri familiari, amici e colleghi? “Cristo sì, chiesa no” è diventato quasi uno slogan trito.
Questa la situazione di fatto. Molte – e contrastanti – le interpretazioni. Conosciamo quella clericale: la gente è pigra, assetata di piaceri, orgogliosa e non vuole più stare, con l’umiltà necessaria, sotto la paterna vigilanza dei pastori. Tra le altre possibili letture: la gente non ha perduto la nostalgia dell’appartenenza comunitaria e vivrebbe quasi con un senso di sollievo la docilità a un magistero autorevole in un’epoca planetaria di disorientamento etico ed esistenziale. E, in effetti, uomini e donne che non si pongono troppe domande, restano volentieri al calduccio dell’ovile. Ma altri uomini e altre donne non ce la fanno proprio: glielo impediscono il senso critico e la consapevolezza della propria dignità di persone. Vedono nella struttura organizzata della Chiesa cattolica non una casa familiare, ma un palazzo padronale; non un ponte per risalire al vangelo, ma un muro che lo rende inaccessibile; non una comunità di fratelli e sorelle che incoraggiano chi procede nel cammino della vita, ma un tribunale di dottori e di giudici che distribuiscono sentenze (in senso dottrinale e giudiziario).
Tralasciamo altre possibili interpretazioni dello iato fra fiducia nel Maestro di Narareth e sospetto – se non proprio rigetto – nella Chiesa che si presenta come suo segno visibile ed efficace nella storia: di queste due, appena tratteggiate, quale la più convincente perché più aderente alla realtà?
Per rispondere, con qualche cognizione dei termini oggettivi, la lettura del libro di Elio Rindone che avete in mano è estremamente istruttiva. Se non addirittura indispensabile. I testi da lui scritti in varie occasioni, e qui raccolti organicamente, mostrano  - con limpidezza di linguaggio, acutezza argomentativa e soprattutto abbondanza di documentazione – quali siano, in concreto, i punti principali in cui le gerarchie cattoliche rivelano la tenace tendenza ad attenuare, quando non a stravolgere del tutto, la portata originariamente rivoluzionaria del messaggio di colui che pur professano come Signore e Salvatore: la libertà di coscienza, il ripudio della guerra, la valutazione del pluralismo culturale, la difesa della democrazia, il conformismo intellettuale, la laicità delle istituzioni pubbliche, la dimensione affettiva e sessuale, il ruolo delle donne…
Qualcuno trarrà dall’esame di questi brevi, intensi, saggi  - sconsolato -  la conclusione che la Chiesa cattolica sia ormai irredimibile perché, al di là dei limiti soggettivi, essa regge su un impianto teologico e organizzativo inaccettabile (inaccettabile per la ragione umana, ma anche per la fede cristiana). Qualche altro sarà indotto, invece, a rimboccarsi le maniche della camicia e a dedicarsi, con lena raddoppiata, all’ardua impresa di riformare dall’interno la grande comunità di cui fa parte per destino o per scelta. In ogni ipotesi, comunque, sarà difficile restare indifferenti e inerti. Scopo dell’autore  - se vedo bene– non è comunque né scoraggiare i  riformatori  né chiamare alla crociata i delusi, bensì capire e aiutare a capire. Rindone, pur avendo compeltato la sua formazione giovanile con studi teologici, non ha smesso gli abiti del filosofo. E, come tale, non ha smesso di cercare un po’ di luce dovunque il buio si riveli più oscuro e più pericoloso. Prima di tutto, se ci riusciamo, la verità: il resto ci sarà dato in sovrappiù. Non è scritto anche nel vangelo secondo Giovanni chela verità ci farà liberi?

Augusto Cavadi

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