sabato 5 agosto 2017

I SICILIANI SPIEGATI AI TURISTI (13)


“Il Gattopardo”
Bimestrale allegato alla “Gazzetta del Sud” e al “Giornale di Sicilia”
Luglio 2017

I SICILIANI SPIEGATI AI TURISTI  (13)
     Ogni società ha una scala di valori condivisa, se non proprio da tutti, dalla maggioranza dei cittadini. Questi princìpi inspiratori, questi criteri in base ai quali realizziamo le scelte di vita quotidiane, per quanto giusti e preziosi, sono comunque esposti ad ambiguità e deformazioni.  Chi visita la Sicilia con occhi attenti può raccogliere numerosi esempi di questo rischio.
     Si va dai casi più innocui, quasi umoristici, alle situazioni più gravi. Consideriamo ciò che colpisce per primo il turista: il senso dell’ospitalità. Se egli incontra un siciliano che non conosce, e ancor più se si tratta di una vecchia conoscenza, troverà accoglienza calorosa: ma tanta cordialità non sempre è contenuta nei limiti della sobrietà, esercitata col rispetto per le preferenze e i gusti dell’ospite. Qualche volta potrà risultare invadente, ingombrante; perfino soffocante.
    Lo straniero vedrà quanto sia vivo il senso della famiglia: ma la sua ammirazione si trasformerà in delusione nei casi in cui  questo atteggiamento si abbia a manifestare come familismo (più o meno “amorale”).  Similmente apprezzerà l’atteggiamento del maschio  protettivo verso le donne e del padre verso i bambini, ma non quando la galanteria diventa maschilismo o il senso della paternità tracima in paternalismo patriarcale. Qualcosa del genere può capitare a proposito dell’amicizia: la fedeltà amicale, che è in sé un tesoro, si svilisce e si capovolge in disastro quando, in nome dell’amicizia, si è disposti a tradire la verità e a violare le  leggi. L’elenco sarebbe lungo. Come non apprezzare il gusto del Meridione per i giorni di festa, per i tempi rilassati, per la movida serale? Chi proviene da Paesi intensamente industrializzati, dove la produttività e il profitto rischiano di diventare degli scopi ossessivi, avverte  la sensazione gratificante di respirare un clima più umano e di vivere finalmente ritmi sostenibili. Ma anche questi pregi indubitabili possono capovolgersi in vizi: qualora la libertà dal mito dell’efficientismo a tutti i costi degeneri in pigrizia, in indolenza parassitaria.
  Insomma, in Sicilia come nel resto del mondo, vi sono usi e costumi tradizionali che hanno aspetti differenti, talora contrastanti: ogni siciliano, nella sua libertà, decide di viverli con saggezza costruttiva o stoltamente, a danno di sé oltre che degli altri.

Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com
(Autore anche del volumetto I siciliani spiegati ai turisti, Di Girolamo, Trapani 2010, disponibile presso l'editore italiano anche in inglese e in cinese )

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