mercoledì 14 ottobre 2009

Le mie scuse al sindaco Cammarata


“Repubblica - Palermo”
14.10.09

QUANTO E’ COOL QUESTA PALERMO
SOMMERSA DALL’IMMONDIZIA

Che ci fa Attilio Romita, noto conduttore di TG 1 Rai, in diverse TV private siciliane? Intervista il sindaco Cammarata. Gratis? Non propriamente. Si tratta di un servizio all’interno di uno spazio autogestito (e autofinanziato) dal Comune di Palermo che rientra nel piano di comunicazione promozionale per il 2009. Il costo del progetto pubblicitario ammonta a 323 mila euro - equamente distribuiti fra 9 emittenti - ed è stato determinato senza passare né dalla giunta né tanto meno dal consiglio comunale. La notizia evoca alla memoria i pannelli (un po’ costosi, ma eleganti) con cui Cammarata proclamava, qualche anno fa, Palermo una città “cool”. Allora in tanti ironizzammo (scettici sulla possibilità che Palermo diventasse “alla moda”); ma oggi non ce la sentiamo di rifare lo stesso errore. Dobbiamo ammettere, con lealtà, che avevamo torto. Lo slogan non era la registrazione di un dato di fatto, bensì un programma per il futuro: e, finalmente, il sogno si è realizzato. Siamo una città à la page, trendy.

Qualcuno si lamenta dei cumuli di immondizia sparsi per le strade della città, soprattutto nei quartieri periferici e nelle borgate marinare: ma lo fa perché ignaro del fatto che l’Associazione nazionale per la protezione degli animali randagi organizza visite guidate a Palermo per studiare questa modalità, davvero rivoluzionaria, di soccorrere i nostri fratelli minori. Dappertutto un cane o un gattino senza padroni deve faticare molto, vagabondare per chilometri, prima di trovare una pattumiera aperta (in qualche regione, come il Trentino-Alto Adige non ne trova neppure una): dalle nostre parti il pranzo è apparecchiato dappertutto. E con lauta generosità nel menù. Per non parlare delle gite d’istruzione a Palermo organizzate dalle scuole e dalle università brasiliane: ormai, nell’America Latina, si era persa memoria della genesi delle enormi discariche a cielo aperto dove centinaia, migliaia di sottoproletari scavano, giorno e notte, a mani nude per recuperare e riciclare i rifiuti utilizzabili. Grazie a ciò che accade nel capoluogo dell’isola privilegiata dagli dei (un po’ meno dalla saggezza degli elettori), i giovani brasiliani possono venire ad osservare le loro montagne di immondizia allo stato nascente, imparando come si sono formate allora e come si sono potute accumulare nei decenni.
I club, lombardi e veneti, degli amanti di “giochi di sopravvivenza” non sono più costretti a volare verso la giungla africana per le loro simulazioni: con notevole risparmio per le loro tasche, ed altrettanto guadagno degli operatori turistici siciliani, preferiscono puntare su Palermo. Altro che sabbie mobili e liane! Riuscire a sopravvivere tre giorni di seguito fra colline di immondizia, pozzanghere di fango e crolli di edifici storici è molto più arduo. E, in caso di successo, gratificante.
Ma Palermo non è “cool” solo per animalisti, studiosi di archeologia urbana e amanti di sport estremi: lo sta diventando sempre più per politici di ogni colore. Comitive di amministratori campani del centro-sinistra sbarcano ogni settimana dalla nave che parte la sera dal porto di Napoli per ammirare, con sollievo, ciò che sta diventando la città sorella: presto si smetterà di citare la metropoli partenopea come esempio insuperabilmente vergognoso di cattiva gestione dei rifiuti. Che diamine! Concentrarsi sul caso Campania e dimenticare emuli più bravi degli stessi precursori è davvero un’ingiustizia che sfiora il razzismo.
Ma non è solo lo schieramento progressista a rallegrarsi per la novità palermitana. Altrettanto, ancor di più, lo è il governo nazionale di centro-destra. Grazie alla (non)gestione della raccolta dei rifiuti, Palermo tornerà al centro dell’attenzione dei media: Berlusconi potrà organizzarvi un consiglio di ministri straordinario (merito di questa giunta municipale: persino Bossi e Maroni dovranno trascorrere qualche ora di vacanza nell’odiato Meridione!), proclamare lo stato d’assedio, riportare la città in quattro settimane a livelli accettabili di pulizia e aggiungere l’ennesimo “miracolo” al suo medagliere. Gesù si limitava a trasformare l’acqua in vino: una bazzecola. Lui farà certo di meglio: pur dopo anni di amministrazione di esponenti del suo partito, trasformerà la sporcizia in voti.

Augusto Cavadi

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