venerdì 30 gennaio 2009

Seminario sul mio libro “In verità ci disse altro” sabato 7/2/09


Cara amica, caro amico,
il mio ultimo libro (In verità ci disse altro. Oltre i fondamentalismi cristiani, Falzea, Reggio Calabria 2008) è stato già presentato pubblicamente sia a Palermo che a Trento.
E’ maturata, in me e in altre persone che hanno preso parte alle presentazioni ‘generali’, l’esigenza di un confronto critico più dettagliato che si basi non solo sull’impressione globale ma su un esame analitico dei passaggi cruciali.
Grazie alla cordiale disponibilità di Alessandra Trotta, sto dunque organizzando presso il Centro diaconale valdese “La Noce” (via Evangelista Di Blasi 12, quasi all’angolo con piazza Noce) un seminario di approfondimento scientifico dei temi da me affrontati (in primis: Dio, Gesù Cristo, una ’spiritualità‘ oltrecristiana).
L’appuntamento è per sabato 7 febbraio alle ore 17,15 in modo che, dopo una rapida presentazione informale tra i partecipanti, si possa iniziare puntualmente alle 17,30.
Il dibattito sarà aperto da due teologi: Elisabetta Ribet (pastora della chiesa valdo-metodista) e Cosimo Scordato (docente della facoltà teologica cattolica di Sicilia) che avranno, ciascuno, mezz’ora a disposizione. Seguiranno altri 5 interventi programmati (di circa 15 minuti ciascuno): Luciano Sesta, Giorgio Palumbo, Franco Micela, Sergio Masi e Maria D’Asaro. Poi Scordato e Ribet avranno a disposizione altri 10 minuti ciascuno per considerazioni conclusive.
Altri interventi estemporanei saranno possibili, se ci sarà tempo, solo entro le ore 20 (ora di chiusura dei lavori).

Augusto Cavadi
091.6377018 - 338.4907853

sabato 24 gennaio 2009

LE COMUNITA’ MISSIONARIE


Repubblica – Palermo 24.1.09

AFFAMATI DI PANE E DI AFFETTI

“Svegliati, o tu che dormi!”: l’invito - che san Paolo rivolgeva alla chiesa di Efeso nel I secolo - non ha perso di attualità neppure per le chiese cristiane del XXI secolo. Questa, almeno, la convinzione di quelle Comunità Missionarie del Vangelo siciliane che ogni anno convocano a Cefalù centinaia di simpatizzanti per tre giorni di studio, discussione e preghiera (con teologi e testimoni da ogni parte d’Italia) e, poi, puntualmente, pubblicano gli Atti. Così è stato anche per l’edizione del novembre 2007 ed è così in libreria da pochi giorni un volume davvero interessante (Autori vari, Quando la coscienza è addormentata, Cittadella, Assisi 2008, pp. 294, euro 15.90) non solo per i credenti in cerca di consapevolezza critica (che, troppo spesso, “vanno a messa la domenica con la stessa faccia di quando vanno a fare la denuncia dei redditi”) ma, più ampiamente, per un pubblico sensibile alla “terrificante ingiustizia invalsa come comune denominatore nelle situazioni di povertà, violenza, solitudine che attanagliano tutti i settori della società, della politica e, con doloroso rammarico, anche della vita ecclesiale”. Come precisa l’arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, “mentre noi ci abbeveriamo di una cronaca che non fa altro che destare terrore, sconcerto, seminare rabbia, si creano le premesse per le quali i poveri saranno sempre più poveri, ed aumenta il numero di chi vive nella miseria”.

Nino Trentacoste, curatore del volume, spiega nell’introduzione che i vari interventi pubblicati si snondano su tre piste principali: “il mondo degli affamati non solo di pane, ma anche di affetti”; “la violenza che direttamente o indirettamente tutti subiamo”; “la solitudine come situazione pesante e drammatica nella quale si può trovare chi è abbandonato e privato del sostegno affettivo, ma anche come segno ed espressione di una scelta libera e responsabile di vita, non come chiusura egoistica ma apertura sconvolgente verso tutti”.
Sul primo tema molto bello - tra gli altri - l’intervento di don Cosimo Scordato che, anche alla luce del suo ormai pluridecennale impegno all’Albergheria, ha fatto “appello al servizio specifico della Chiesa, spingendola verso l’assunzione piena dei problemi della gente a partire dagli ultimi e verso la sperimentazione di forme di ecclesialità che prendano ispirazione anche dalle forme laiche della partecipazione (democratica)”.
Sul secondo tema, accanto ad interventi intriganti (di Tonino Dell’Olio, Vittorio Teresi e Rita Borsellino) sulla questione dell’atteggiamento dei credenti nei confronti della mafia e della ‘ndrangheta, sono state riportate delle relazioni su cui è meno facile concordare: per esempio quando il medico e bioetico Salvino Leone tratta della eutanasia come caso di “violenza contro l’estrema debolezza”, dimenticando di rilevare che l’eutanasia presuppone sempre e comunque una volontà (attuale o anticipata) del morente.
Sul terzo tema merita d’essere segnalata almeno la relazione dello psicologo nisseno Piero Cavaleri che, a proposito di persone che vivono separate dal coniuge, ha denunziato nel giro dei loro conoscenti “il meccanismo diabolico per cui l’altro viene in qualche modo emarginato, escluso”, mentre sarebbe “importante creare una congiura ‘in positivo’ attorno a chi è solo”. Il biblista, padre Alberto Maggi, ha da par suo concluso con una omelia in cui, senza peli sulla lingua, ha lamentato il “meccanismo perverso inventato dalla religione: ci sono persone alle quali si fa credere di essere impure per la loro situazione morale, religiosa, sessuale. Chi li può salvare sarebbe solo il Signore. Ma siccome sono impure, non possono avvicinarsi al Signore”. Risultato: la religione produce l’inverso di ciò che promette: “persone senza speranza”.

RIQUADRO:
Dal 2002 i convegni di Cefalù - cui partecipano attivamente biblisti, teologi, filosofi, psicologi, sociologi, monaci, vescovi, docenti liceali e universitari, politici - sono ormai diventati un appuntamento tradizionale. Sono organizzati, in collaborazione con un centro di spiritualità di Assisi (la Pro Civitate Christiana) che è anche titolare di un’antica e vivace attività editoriale (sotto la sigla Cittadella), da un’associazione cattolica (Comunità Missionarie del Vangelo) sorta a Palermo “nel fervore postconciliare come risposta operativa al ruolo e alla responsabilità del laicato”. Ogni anno si avvicendano sul podio relatori diversi, a seconda degli argomenti in agenda, ma il filo rosso di ogni convegno - e, sinora, di tutta la sequenza dei convegni - è affidato ad un presbitero marchigiano dell’Ordine dei Servi di Maria: Alberto Maggi, infatti, che è fondatore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci» a Montefano (Macerata) e fecondissimo autore di best-sellers, è diventato di fatto il leader intellettuale e morale di questo movimento che, in clima di generale restaurazione, intende mantenere vive le istanze critiche e progressive nell’ambito della Chiesa cattolica.

domenica 11 gennaio 2009

DISPOSITIVI SEMANTICI


“Repubblica - Palermo”
11.1.09

ALBERTO G. BIUSO
Dispositivi semantici
Villaggio Maori Edizioni
Pagine 74
Euro 8

Come spiega il sottotitolo di questo agile volumetto di Alberto G. Biuso (Introduzione fenomenologica alla filosofia della mente), edito da una giovane casa editrice catanese, si tratta di uno strumento per chi voglia iniziare a curiosare nell’arcipelago delle attuali ricerche sulla mente umana. Ricerche che ruotano intorno ad una domanda cruciale (che rapporto c’è fra la nostra mente e la nostra corporeità?) e che si snodano lungo tre direttive principali: “l’eliminazione di una delle due dimensioni, il sostenere la loro reciproca e completa autonomia, il cercare elementi di raccordo che le colleghino”. L’autore propende verso una quarta direzione: mente e corpo non hanno bisogno di essere unificati, ma di non essere separati. Infatti, a suo avviso, si tratta di “due aspetti della stessa realtà” (diveniente) e l’unità, più che “un risultato da conseguire”, è piuttosto “il semplice fatto da cui partire”. Gli uomini siamo infatti corpi pensanti o - se si preferisce - macchine che fabbricano significati: come dice appunto il titolo un po’ enigmatico, dispositivi semantici.

martedì 6 gennaio 2009

TASSE E FESTE NATALIZIE


“Repubblica - Palermo”
6.1.2009

ALLO SPORTELLO DELLE TASSE ALLA VIGILIA DELLA FESTA

Chi è favorevole allo statalismo nazionalista di destra, dovrebbe pagare con fervore le tasse. Anche chi, a sinistra, è socialista dovrebbe essere lieto di sovvenzionare con le proprie tasche il Welfare State. E, a ben pensarci, anche i cattolici centristi dovrebbero contribuire con francescana letizia al Bene comune. Insomma, tranne gli anarco-capitalisti (che hanno per ora illustri esponenti al governo), un po’ tutti i cittadini avremmo motivi sufficienti per non disattendere il meno divertente degli obblighi sociali.
Mi sono trovato a ruminare tra me e me queste considerazioni edificanti, alcuni giorni fa, subito dopo aver aperto la busta delle Agenzie delle entrate: mi si ingiungeva di pagare la registrazione di un contratto di affitto del 2005 che, per la verità, avevo già regolarmente pagato. Volevo auto-convincermi di non aver commesso un errore, in una città dove il tasso d’evasione nel settore pare viaggiare intorno al 75% , a pagare la prima volta: non sarei stato disturbato una seconda per dimostrare di essere in regola.

Mentre la mia mente era invasa da queste insidiose tentazioni, lo sguardo mi cadde su una nota della lettera in cui mi si comunicava che potevo chiedere chiarimenti per telefono. Ci provo per ore, per giorni interi: invano. Il numero chiamato è sempre occupato. Ma non mi scoraggio: la stessa lettera mi informa provvidenzialmente che c’è la possibilità, per evitare inutili code, di prenotare via internet un appuntamento. Mi sposto al computer, senza troppa convinzione (non siamo mica a Stoccolma o a Tokio…), ma devo ricredermi: sia con un meccanismo di risposta immediata sia con una e-mail successiva di conferma, mi vengono assegnati un orario (12 e trenta) e un giorno (24 dicembre) per l’appuntamento. Certo l’ora e la data non sono proprio delle più comode, ma non mi pare il caso di fare il difficile. Rinvio, dunque, la partenza per le brevi ferie natalizie in modo da potermi presentare puntualmente allo strano appuntamento all’Agenzia Palermo 3, numero civico 5 di piazza Francesco Napoli.
Vi lascio immaginare lo sconcerto che mi si stampa sul volto quando l’unica persona presente, la dirigente dell’ufficio, mi accoglie allargando le braccia: qui oggi non c’è nessuno; è strano che lei non sia stato avvisato dello spostamento dell’incontro; compili un modulo e faccia istanza di annullamento della nostra richiesta corredata dalla fotocopia delle ricevute di versamento. Siamo alla vigilia di natale: non è normale che funzionari ed impiegati siano in ferie? Già, è normale. Forse lo un po’ meno dare un appuntamento, non preoccuparsi di disdirlo e lasciare in asso chi avrebbe esattamente lo stesso diritto - o lo stesso desiderio - di tregua natalizia dagli impicci burocratici.
Tornando a casa mestamente mi si sono andate configurando due domande impertinenti: ma se bastava un modulo e una fotocopia di ricevuta, perché non scriverlo nella lettera in cui mi si invitava a fissare un appuntamento - e per giunta con quattordici scrivanie vuote ? E, comunque fossero andate le cose, la lettera parlava chiaro: se avevo commesso l’errore di non pagare tre anni prima, mi spettava pagare interessi e multa. Benissimo: ogni democrazia si basa sul principio di responsabilità. Ma ciò vale a senso unico? Se l’errore lo commette l’amministrazione pubblica, perché nessun burocrate è obbligato a risarcire il cittadino del tempo e delle spese necessari a dimostrare di essere dalla parte del giusto?