sabato 17 agosto 2013

Il liceo acchiappavoti pagato dai contribuenti


“Repubblica – Palermo”
17.7.2013


IL LICEO ACCHIAPPAVOTI PAGATO DAI CONTRIBUENTI

         Con la chiusura delle amministrazioni provinciali entrano in bilico delle istituzioni a esse collegate. Per esempio, nella provincia di Palermo,  le sei sedi del Liceo linguistico: cinque (tra Palermo, Cefalù e Terrasini) passeranno sotto la giurisdizione dello Stato – come per altro tutte le scuole italiane – mentre una sesta, ad Alimena, pare destinata a scomparire. Cento docenti precari sono dunque a rischio di disoccupazione e ciò non può rallegrare nessuno. Ma, per un giudizio più oggettivo, bisognerebbe contestualizzare i dati: si potrebbe arrivare alla conclusione che, riciclati in qualche maniera i precari attuali, la dismissione degli istituti scolastici dipendenti dalla Provincia sia un passo avanti verso la legalità democratica.
    Nel 1973, infatti, l’amministrazione provinciale (saldamente in mano agli andreottiani) bandì un concorso per esami e titoli allo scopo di selezionare gli insegnanti del neonato Liceo linguistico. Centinaia di laureati, non tutti giovanissimi, spesero tempo e soldi per i documenti necessari a corredare la domanda di partecipazione al concorso pubblico, ma quindici giorni prima della data fissata furono raggiunti a casa da un lapidario telegramma: “Data degli esami rimandata. Seguirà avviso col  nuovo calendario”.  Poiché dopo molti mesi questo avviso non arrivava, il quotidiano della sera palermitano uscì con un titolo in prima pagina (cito a memoria): “L’imbroglio del Liceo linguistico: assunti gli insegnanti per chiamata diretta”. Dal giorno dopo, però, lo stesso “L’Ora” silenziò lo scandalo. Alcuni candidati allora si rivolsero  - ci rivolgemmo – alla magistratura, ma uno dei vertici del Palazzo di giustizia ci spiegò in via amichevole che “non era possibile avviare delle indagini perché sarebbe esploso un terremoto politico”. Infatti gli andreottiani avevano seguito il saggio criterio di Salvo Lima (“Quando la pentola bolle, deve bollire per tutti”) e, con in mano il “Manuale Cencelli”, aveva distribuito le cattedre rispettando puntualmente la scala dei risultati elettorali (dal PCI al MSI, senza dimenticare nessuno).
      Dopo alcuni anni di questo regime di  prorogatio indefinita, qualche docente in servizio chiese pubblicamente – per ragioni deontologiche -  che si regolarizzassero le assunzioni mediante il concorso invano promesso: inutile dire che colleghi precari e sindacati di ogni colore insorssero verso il docente troppo scrupoloso: o era folle o aveva in mente chi sa quali piani diabolicamente eversivi…Che uno volesse occupare un posto di lavoro non per raccomandazione, ma per merito, veniva considerato (veniva ?)  un evidente segno di inaffidabilità pedagogica: cosa avrebbe potuto insegnare ai suoi alunni un tipaccio del genere?
      Ma  - qui il  nodo della questione – perché la Provincia ha potuto gestire in maniera clientelare  (oggettivamente clientelare, il che non implica nessun giudizio sulla professionalità dei singoli insegnanti) , per ben cinquant’anni, una rete di scuole? Perché esse hanno costituito un monstrum giuridico: istituti privati finanziati da soldi pubblici. In quanto interni al regime privatistico, non sono stati obbligati a seguire nessuna graduatoria (né per i bidelli né per il personale amministrativo né per i docenti né per i presidi), esattamente come qualsiasi altra scuola privata (religiosa o aconfessionale). Ma, dal momento che nessun assessore o consigliere provinciale investiva denaro di tasca sua, tutte le spese  - comprese quelle per gli stipendi, comparativamente più elevati rispetto agli omologhi statali, e per molti viaggi d’istruzione degli alunni – sono state a carico del patrimonio pubblico. Insomma, al solito: guadagni dei privati (in questo caso in termini di consenso elettorale) e perdite (finanziarie) da parte della collettività. Forse mi sbaglio (e sarei contento che qualcuno mi correggesse con argomenti convincenti), ma la notizia che la Provincia di Palermo (come, per altro, altri enti locali in tutto il Paese) smetta la carriera troppo comoda di imprenditore di cultura   - sulle spalle di ignari contribuenti – non mi sembra tra le più dolorose di questo periodo.

Augusto Cavadi

11 commenti:

  1. Valentina Amico, rappresentante dei precari dei Licei lingusitici provinciali, mi ha scritto su FB il seguente messaggio: "Non è forse un merito aver intercettato un bando pubblico come l'ultimo pubblicato dalla provincia, secondo le regole della normativa statale? In piena estate tra il sudore e la necessità di impegnarsi al massimo per trovare un'occupazione dopo anni di laurea, concorsi, sissis e spesso pure di dottorato?"

    RispondiElimina
  2. Alla nota della giovane collega ho risposto testualmente (e, mi pare, cortesemente).
    Gentilissima Valentina, sono felice che la Provincia abbia assunto un gruppo di colleghi mediante un "bando pubblico" che nel 1973 (e per moltissimi anni dopo) fu disatteso platealmente. Lo scriva pure al giornale perché è giusto che si sia tutti più informati. Comunque ho esplicitamente notato che la professionalità degli attuali insegnanti era fuori discussione ed ho anche auspicato che gli attuali precari abbiano una sistemazione.

    RispondiElimina
  3. Con un tono (mi pare) un po' meno cortese, ecco il testo della replica dell'interlocutrice:
    "Gentilissimo Augusto, spiacente, non è certo con un riconoscimento di professionalità e con un auspicio di una sistemazione che possiamo sorvolare sulle gravi falsità da Lei affermate:

    1) Comincio dal titolo "Il liceo acchiappavoti pagato dai contribuenti": io sono nata nel 1975 e non so se in passato era realmente tale, so solo che i 100 precari circa, siamo entrati nelle graduatorie di suddetto istituto in seguito ad un bando pubblico emanato dalla provincia che, grazie alle nostre battaglie sindacali, è stato riaggiornato nel 2010. Non ho mai votato nessuno in cambio di un cantratto quindi la invito a correggere presto almeno il riferimento temporale del suo titolo, visto che da anni non è affatto "acchiappavoti"

    2) lei scrive anche "si potrebbe arrivare alla conclusione che, riciclati in qualche maniera i precari attuali, la dismissione degli istituti scolastici dipendenti dalla Provincia sia un passo avanti verso la legalità democratica": questo passo avanti è già stato compiuto anni fa quando noi docenti precari abbbiamo costretto l'allora presidente della provincia ad adeguare il liceo alla normativa statale? Ma non ha letto gli allegati "bando" e "regolamento"? Bene, è pregato di correggere anche questo punto. Quanto ai tempi precedenti all' inserimento nelle graduatorie del provinciale dei 100 circa precari, saranno le colleghe/i colleghi che sono arrivati prima di noi a risponderle. ma faccia almeno un distinguo fra gli anni '70 e gli anni 2000 che hanno visto l'applicazione di veri e prorpi bandi pubblici e l'adeguamento alla normativa statale. Lei usa il tempo presente a sproposito per i motivi che ho cominciato ad elencare.

    3) continua il suo pezzo affermando "qui il nodo della questione - perchè la provincia ha potuto gestire in maniera clientelare (oggetivamente clientelare, il che non implica alcun giudizio sulla professionalità dei singoli insegnanti) per ben cinquant'anni, una rete di scuole?". Le ho già spiegato come siamo entrati in graduatorie, ovvero per BANDO PUBBLICO, non ho mai venduto il mio voto, non so cosa sia accaduto in passato ma di certo non sono trascorsi 50 anni prima che venisse imposta (grazie a noi) la legalità. Quindi si auspica la correzione anche su questo punto.

    4) conclude con le seguenti falsità: "In quanto interni al regime privatistico, non sono obbligati a seguire alcuna graduatoria (...) esattamente come qualsiasi altra scuola privata". Anche qui sono costretta a invitarla a ricredersi perchè il presidente giovanni avanti, anni or sono, in seguito alle nostre proteste e sit-in, ha dovuto emettere bandi di concorso pubblico per l'inserimento nelle graduatorie con criteri di valutazione e regolamento in tutto e per tutto identici a quelli delle graduatorie statali. Le consiglio quindi, al fine di poter correggere adeguatamente le suddette affermazioni da lei fatte su repubblica, di leggersi attentamente quanto da me scritto, compresi gli allegati che le ho inviato.

    Distinti Saluti, Valentina"

    RispondiElimina
  4. Con un po' di pazienza ho risposto così:
    "Lei continua a chiamare 'falsità' quelle che sono verità valide sino a quando ho seguito la questione. Avete fatto delle battaglie per cambiare le cose? Benissimo, dunque è vero che per decenni, sino alle vostre battaglie, c'è stato il sistema illegale che racconto. Il galateo giornalistico non prevede autocorrezioni: Lei scriva, in maniera sintetica (e possibilmente poco offensiva nei riguardi di uno come me che si è preoccupato di non offendere nessuno dei colleghi attuali) e, se il direttore riterrà opportuno, mi chiederà una risposta e pubblicherà la sua e la mia. (A proposito di direttore: le può essere utile sapere che i titoli NON sono mai dell'autore dell'articolo). Con osservanza."

    RispondiElimina
  5. Con altrettanta pazienza ho risposto così:

    "ho capito, ma lei non specifica fino a quando ha seguito la questione e il suo pezzo parla al presente come se il "clientelismo" fosse stato in vigore fino all'ultimo aggiornamento delle graduatorie: non specificando i tempi, le sue affermazioni si rendono false perchè da anni viene applicato un regolamento uguale a quello statale e vengono seguiti bandi pubblici; mi offende pesantemente perchè, continuando ad usare il tempo presente mi attribuisce una pratica, quella "clientelare" a me del tutto estranea. Seguirò senz'altro il suo consiglio. L'amore per la verità e l'onestà intellettuale prima di tutto. Con osservanza." Valentina

    RispondiElimina
  6. Ed io...:
    "a) 1°fascia (ad esaurimento) comprende gli aspiranti forniti di apposita abilitazione cui è riferita la graduatoria per la quale si richiede l’inserimento, e che abbiano effettuato servizio presso l’Istituto Provinciale di Culture e Lingue per almeno 360 giorni nell’ultimo quinquennio scolastico, compreso l’anno scolastico in corso 2009-2010, purché maturati entro la data di scadenza della presentazione della domanda e limitatamente alla classe di concorso per la quale hanno prestato servizio. Solo per le classi di concorso eventualmente non più previste per l’insegnamento nei Licei Linguistici e per gli elenchi del sostegno è consentito agli aspiranti in possesso dell’abilitazione specifica e del requisito del servizio di transitare nella classe di concorso per la quale hanno titolo specifico. I suddetti aspiranti si posizioneranno all’interno delle graduatorie e negli elenchi del sostegno secondo il punteggio posseduto nella classe di concorso per la quale hanno avuto riconosciuto il diritto all’inserimento in prima fascia. Nella suddetta prima fascia non saranno contemplati successivi inserimenti, fino ad esaurimento della stessa."
    Anche questi colleghi sono entrati fra il 2005 e il 2010 con concorso pubblico? E i diritti di quanti hanno fatto domanda dal 1973 al 2004, e sono stati lasciati friggere dai burocrati della Provincia, chi li ha difesi? Cara Valentina, se non ha capito bene che ho denunziato un sistema clientelare ma ho voluto attaccare dei colleghi in cerca di legittima prima occupazione, vuol dire che la comunicazione è difficile persino fra gente di studio...

    RispondiElimina
  7. Ed io...:
    "Io non so cosa sia accaduto prima, so di un bando del 2007. le arriveranno precisazioni dai colleghi che sono entrati in graduatoria prima di me. Lei avrà pure denunciato un sistema ormai da anni superato ma di certo il suo testo non esprime alcuna distinzione fra un presunto vecchio clientelismo ed un attuale rispetto della legalità che ha permesso l'inserimento in graduatoria di giovani colleghi in cerca di legittima occupazione. Con tutto lo studio che posso, non riesco a cogliere un tale distinguo" Valentina

    RispondiElimina
  8. Valentina:
    "22222222link del bando 2007
    http://www.provincia.palermo.it/pls/provpa/v3_s2ew_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=1267
    Provincia Regionale di Palermo - Bando per la formazione di graduatorie da utilizzare per le...
    www.provincia.palermo.it
    e link bando 2010
    http://www.provincia.palermo.it/pls/provpa/v3_s2ew_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=5608
    Provincia di Palermo - Bando per la formazione di graduatorie da utilizzare per le nomine degli...
    www.provincia.palermo.it

    RispondiElimina
  9. Sull'edizione palermitana di "Repubblica" di oggi sono stati ospitati sia una lettera di protesta contro il mio articolo sia una mia breve replica.
    La lettera è di Adriana Priulla (Palermo):
    DESIDERO esprimere il mio disappunto per il commento di Augusto Cavadi “Il liceo acchiappavoti pagato dai contribuenti”,
    pubblicato sabato scorso. Nell’articolo, che fa chiaro riferimento al liceo linguistico Ninni Cassarà, Cavadi tralascia di rimarcare le differenze tra la realtà di ieri e quella di oggi, portando a conoscenza dei lettori solamente una realtà, quella di ieri: «istituti privati finanziati da soldi pubblici. In quanto interni al regime privatistico, non sono stati obbligati a seguire alcuna graduatoria, né per bidelli e personale amministrativo né per docenti e presidi, esattamente come qualsiasi altra scuola privata (religiosa o aconfessionale)». Facendo così passare i docenti precari come privilegiati o, ancor peggio, sottostanti a logiche clientelari.
    Dal 2001 la scuola è a tutti gli effetti una scuola paritaria, che segue le stesse regole delle scuole statali, vale a dire che gli insegnanti hanno risposto a un bando pubblico per la costituzione delle graduatorie. Una graduatoria assolutamente trasparente e un regolamento conforme a quello per le supplenze statali.
    Al bando poteva accedere chiunque possedesse i requisiti, al pari delle graduatorie a esaurimento statali: laurea e abilitazione
    all’insegnamento, quest’ultima ottenuta tramite concorso ordinario, scuole Sissis di specializzazione o corsi abilitanti. Molti di noi hanno effettuato scelte di vita e, pur essendo inseriti anche nelle graduatorie statali, non sono in posizione utile per stipulare contratti a tempo determinato con le scuole statali.
    Mentre lo Stato ogni anno assume in ruolo su posto vacante una percentuale di docenti dalle graduatorie permanenti, la Regione assume in percentuale nelle scuole regionali dalle proprie graduatorie di merito, in Provincia non è mai stato utilizzato lo stesso criterio, utilizzando i docenti
    precari su posto vacante per anni. Vogliamo chiamare questo “privilegio”? O i docenti della Provincia sono precari di serie C?.

    La mia replica:
    HO tentato, invano, di distinguere le situazioni soggettive (auspicando che vengano ricollocati «i precari attuali») dal sistema («oggettivamente clientelare, il che non implica alcun giudizio sulla professionalità dei singoli insegnanti »). Valentina Amico, rappresentante dei precari dei licei provinciali, mi ha scritto di «lotte » per riuscire ad aggiornare nel 2010 le graduatorie pregresse. Ora la professoressa Priulla anticipa al 2001 il ripristino della legalità.
    Ne sono felice. Un po’ meno gli aspiranti insegnanti che per 28 anni (dal 1973 al 2001) sono stati trattati indecorosamente dagli amministratori della Provincia.
    a. c.

    RispondiElimina
  10. io ho solo detto che conosco la storia dal 2007, ovvero dall'anno in cui mi sono inserita nelle graduatorie e le "lotte" hanno riguardato i ritardi da parte dell'amministrazione che, all'epoca, lasciava trascorrere qualche mese prima di aggiornare le graduatorie. Mi spiace, non sono la storiografa dell'istituto e posso solo riferire delle vicende sviluppatesi negli anni in cui io sono stata presente ma le posso assicurare che i bandi sono stati pubblici per lo meno dagli anni in cui sono entrate colleghe che ancora sono in servizio. però,mi scusi, a pensarci bene, lei si autoaccusa di atteggiamento omertoso perchè racconta che, dopo aver parlato con un magistrato che avrebbe avallato l'illegalità da lei descritta, è rimasto in silenzio tutto questo tempo. sa che il silenzio è complice? io avrei fatto le barricate al suo posto, altro che scrivere 40 anni dopo! a proposito, può fare il nome del magistrato, di modo che questi possa difendersi? Valentina

    RispondiElimina
  11. Vedo con piacere che Valentina, nonostante alcune disavventure estive (tipo perdere i trucchi appena acquistati in profumeria), ha molta voglia di continuare un dibattito che evidentemente le sta a cuore. Peccato che, in partenza per le mie quasi-ferie di filosofia estiva, non potrò continuarlo dai Monti Sibillini...
    Telegraficamente, comunque:
    a)nella lettera integrale inviata a "Repubblica" e a me trasmessa per la breve replica, la Priulla parlava di "sit in" e varie manifestazioni di protesta: dunque sino al 2001 le cose andavano come le ho descritte nel mio articolo;
    b) sono migliorate dal 2001 in poi? Forse, se Valentina ha dovuto "intercettare...in piena estate" un bando pubblico della Provincia, i signori amministratori del tempo hanno usato la vecchia metodologia di salvare la forma giuridica ma non la sostanza democratica;
    c) comunque nel mio articolo scrivevo: "Forse mi sbaglio (e sarei contento che qualcuno mi correggesse con argomenti convincenti". Le correzioni sono arrivate, anche se non sempre in forma garbata; le ho ospitate nel mio blog e, per quanto riguarda "Repubblica", sul quotidiano cartaceo. Se sono tutte vere, ho già dichiarato di esserne "felice" per una democrazia trasparente che certamente non c'è stata dal 1973 sino al 2001: che mi resta da fare?
    d)il nome del magistrato che mi ha confidato le sue perplessità non lo posso fare per la semplice ragione che non uso coinvolgere, a meno che non faccio storiografia, persone morte da 20 anni che non potrebbero smentirmi (e che, nel caso specifico, sono state giudicate dal Csm per 'prudenze eccessive' di ben altra gravità...
    e) Non ho fatto le barricate per avere il posto al Linguistico: è vero. Ero troppo impegnato su altre barricate per problematiche molto più rilevanti per il bene del Paese: e mentre lottavo per tamatiche collettive, venivo pure chiamato a insegnare da più parti. Sono stato "omertoso", "complice"? Non è vero. Chi conosce la mia bibliografia sa che ho parlato tante volte, negli anni passati, di questo e di altri casi di malapolitica. Ma Valentina non è obbligata a conoscere né la mia bibliografia né la mia biografia: dunque può lecitamente porsi le domande che si pone...

    RispondiElimina