giovedì 23 aprile 2015

SERGE LATOUCHE A FAVIGNANA PER CONFRONTARSI SULLA DECRESCITA


“Monitor”
17.4.2015

LA CRESCITA  ECONOMICA SIGNIFICA FELICITA’ COLLETTIVA ?

Non c’è governo, associazione di imprenditori o sindacato di operai che non punti sulla “crescita” del PIL (Prodotto interno lordo) di una nazione, Italia compresa. Più ore lavorative, più prodotti, più scambi commerciali, più guadagni, più consumi: la regola è talmente ovvia che la si condivide senza discuterla. Ma la filosofia ci insegna che spesso l’ovvio è nemico del vero. Che il sole giri intorno alle nostre teste e la terra sia ben piantata sotto i nostri piedi è ovvio, ma non per questo è vero.
Già qualcuno dei fratelli Kennedy si chiese se la crescita economica coincidesse con la qualità media della vita dei cittadini, sostenendo che la politica dovrebbe occuparsi della seconda piuttosto che della prima.
            In anni più recenti un filosofo dell’economia (la denominazione non risuoni strana: l’economia politica è nata, già con Adam Smith, come una branca della filosofia), il francese Serge Latouche, ha osato una provocazione ulteriore: si è chiesto se la crescita economica continua, squilibrata fra un ceto sociale e l’altro, causa di danni irreversibili all’ambiente e al clima, non sia un fattore di infelicità collettiva. E, dunque, se non si debba perseguire una “decrescita” della produttività materiale per concentrarsi sull’incremento dei beni immateriali.
            Inutile dire che la sua teoria ha sollevato e solleva obiezioni di ogni genere, ma anche approfondimenti teorici e applicazioni pratiche: per esaminare tutto ciò il nostro settimanale, in sinergia con l’Associazione culturale “La Calendula”, ha organizzato un evento di richiamo nazionale per l’imminente ponte del Primo maggio. Infatti, dal tramonto di giovedì 30 aprile alla prima colazione di domenica 4 maggio, chi vorrà avrà la possibilità di interloquire direttamente con Serge Latouche, con Chiara Zanella e con Diego Fusaro nel corso della seconda edizione del “Festival della filosofia d’a-Mare” in uno splendido residence di Favignana. Sono previste passeggiate filosofiche, seminari, colazioni con i filosofi, dibattiti, concerti e recital: per maggiori dettagli chiedere il programma completo scrivendo a asslacalendula@libero.it   o anche consultando il mio blog (www.augustocavadi.com).

Augusto Cavadi
           

1 commento:

  1. Al di là di ogni obiezione alle tesi di Latouche, i poveri avrebbero tutto da guadagnare e nulla da perdere dalla decrescita economica dei beni materiali: gli straricchi diventerebbero ricchi, e i ricchi, non dico poveri, ma un po' meno ricchi. Con conseguente accorciamento delle distanze fra i ceti sociali. E ciò sarebbe un bene. Per tutti.

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