venerdì 4 novembre 2016

LA POLITICA A COLPI DI EFFETTI SPECIALI


“Repubblica – Palermo”
2.11.2016


LA POLITICA A COLPI DI EFFETTI SPECIALI

Un filo rosso lega una serie di notizie, apparentemente slegate,  su decisioni (effettuate o solo annunziate) a livello nazionale e regionali. Il ponte di Messina, i 400 studenti eccellenti che saranno accompagnati alla laurea da uno specifico finanziamento ministeriale, i fondi stanziati per spazi riservati alle passeggiate dei cani a Gela o ai campetti in erba sintetica ad Aidone, a Torretta e in altri comuni siciliani: sono solo alcuni dei mille esempi di una medesima tendenza politico-culturale che, settimanalmente, ci consegna la cronaca. E’ la tendenza, molto consona alla “società dello spettacolo”, di privilegiare l’iniziativa clamorosa a effetto rispetto alla paziente fatica quotidiana lontana dai riflettori.
  Intendiamoci: nessuna delle iniziative evocate (come di innumerevoli altre simili) può essere considerata biasimevole in sé. Il problema è di priorità, di gerarchie di valori: è più urgente e utile che turisti e mezzi di trasporto commerciali risparmino mezz’ora nell’attraversamento dello Stretto di Messina o che gli stessi trovino nell’isola una rete viaria decente? E’ più urgente e utile per l’Italia che alcuni studenti meritevoli ma bisognosi arrivino alla laurea o che migliaia di altri che ci sono già arrivati (e sulla cui formazione il Paese ha investito già milioni di euro) non vadano ad arricchire nazioni straniere? E’ più urgente e utile che i ragazzini dei nostri centri abitati giochino su erba sintetica anziché (come le generazioni precedenti) su terra battuta o che, alla fine della partita, trovino a casa acqua corrente e fognature funzionanti?
   La tragedia è che se una classe politica cura l’ordinario, la qualità della vita elementare, i parametri basilari dell’equità sociale, nessun elettore se ne accorge (e di conseguenza non premia con il voto); mentre, se riesce a stupire con effetti speciali, può moltiplicare il consenso e contare sul ritorno elettorale. Così nei vari microcosmi della società: gli ospedali, le scuole, gli uffici giudiziari, le redazioni dei giornali, le famiglie…Chi porta in silenzio la carretta, con fedeltà e rigore,  resta invisibile, ignorato. Chi  ama salire sul proscenio, alza la voce, compie ogni tanto un’azione eclatante attrae ammirazione e applausi. Se poi arriva in televisione è fatta: può vivere di rendita per mesi, talora per anni.
    Se vogliamo essere onesti dobbiamo riconoscere che non si tratta di destra, di sinistra o di centro. Anzi, neppure di casta o di popolo. E’ lo spirito del tempo. Forse sarà solo la resistenza quotidiana, la contestazione caparbia di questa “visione del mondo” con pensieri nuovi  - e soprattutto con gesti nuovi – che potremo sperare in un’inversione epocale di tendenza.

Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com

4 commenti:

  1. Mauro Matteucci - Pistoia5 novembre 2016 12:04

    Ciao Augusto,

    bellissima e acuta la tua riflessione sul modo di procedere dell'attuale governo. Il premier annuncia continuamente fatti straordinari, "a colpi di effetti speciali" come dici con grande efficacia, senza un progetto nel futuro, con la continua immersione in un eterno presente fatto di intrattenimento, senza una linea e delle priorità. Sembra di essere a uno spettacolo di burattini con automi che si muovono continuamente: si confonde il governare con il dinamismo! Ma ormai i veri gestori del potere stanno altrove e non pensano certo al bene comune ... Intanto purtroppo il nostro Paese sprofonda e non solo per i terremoti e per le alluvioni.

    Mauro

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Grazie, Mauro, del feed-back (comunque non mi riferivo soltanto a Renzi)...
      A.

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  2. Caro Augusto, sono d'accordo con te. Come fare a invertire la tendenza? Questo è l'impegno, oggi, per i cittadini impegnati, onesti e pensanti.

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