domenica 27 dicembre 2009

Il “lato B” della mafia


“Repubblica - Palermo”
27. 12. 2009

Augusto Cavadi

Angelo Vecchio
LA MAFIA DEL CULO
Nuova Ipsa
pagine 176
euro 15

La cronaca registra giri sempre più frenetici di “utilizzatori finali” di donnine allegre, transessuali seducenti e persino minori più o meno plagiati. E’ ovvio che un cronista di nera con la passione letteraria, come Angelo Vecchio, abbia avvertito il desiderio di trasporre in un romanzo - leggibile e a tratti avvincente - le notizie con cui lavora quotidianamente. La mafia del culo è il risultato di questo desiderio. Il racconto è costruito come la sceneggiatura di una puntata delle tante serie poliziesche televisive: e di questo taglio possiede pregi (ritmo incalzante, intreccio di vicende private e scenari sociali, fruibilità popolare) e limiti (soprattutto la fisionomia dei vari personaggi, un po’ troppo prevedibili, quasi riproduzioni di tipologie già viste, specie dopo l’inizio dell’era camilleriana). Nonostante il titolo, la mafia in senso tecnico (per intenderci: “Cosa nostra”) non entra nella trama. C’entra un’organizzazione segreta che delle associazioni mafiose possiede più di un tratto: dispone di denaro a fiumi, manovra uomini delle istituzioni e, se necessario, usa la violenza. Di specifico ha un’attrazione verso il lato B dei maschietti: il che la rende più pruriginosa, non meno pericolosa della mafia di cui l’autore si è a lungo occupato - con facilità di penna e zelo civico - su altri registri di scrittura.

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