giovedì 7 maggio 2015

CI VEDIAMO VENERDI' 8 MAGGIO 2015 A TRAPANI ?


“Monitor” 8.5.2015
 Eucaristia cristiana o mafiosa?

Sarebbe bello che tra un periodico e i suoi lettori si attivasse una circolarità dialettica, intessuta di interlocuzione (critica)  sul web o di presenza per evitare che chi scriva parli senza ascoltare e chi legge ascolti senza parlare. Per questo, ancora una volta, sarò felice di incontrare chi vorrà partecipare alla presentazione del recente saggio di Salvo Ognibene, L’eucaristia mafiosa. La voce dei preti (Navarra, Marsala 2014, pp. 126, euro 12,00), in programma per oggi (venerdì 8 maggio 2015) alle ore 17,00 presso la Biblioteca Fardelliana. Con l’autore, ne discuetremo Natale Salvo, Francesco Genovese ed io.
 Nonostante il sottotitolo del libro, le persone intervistate non sono soltanto preti, ma anche una suora e alcuni laici; di particolare interesse la testimonianza di un collaboratori di giustizia, l’ex-‘dranghetista Luigi Bonaventura (“Io mi sono rivolto ad un prete, che si chiama don Mariano, quando volevo collaborare e avevo dei contrasti con la mia famiglia. Più che invogliarmi cercava di scoraggiarmi. Durante questo percorso, e con tutte le difficoltà, mi sono rivolto anche ad altri preti, ma non c’è stato verso”).
  Il quadro che emerge non è monocromo. Ognibene non nasconde né le ombre né le piccole luci evitando le demonizzazioni come le apologie d’ufficio. Cita infatti cecità, ritardi, connivenze di ambienti ecclesiastici, ma anche i casi di quei ministri di culto che vivono, prima di tutto, la funzione di pastori del gregge capaci di affrontare – per difenderlo – anche i lupi più rapaci.
  L’occasione sarebbe propizia per fare il punto della situazione a Trapani e dintorni. Da alcuni anni mi capita di discutere dei rapporti fra Chiesa cattolica e mafia in queste zone, per presentare libri miei e di altri colleghi, e ogni volta sono stato colpito dall’assenza radicale di preti e cattolici impegnati organicamente nelle  strutture della Diocesi. Le ipotesi più ragionevoli sono due: o abbiamo un clero e un laicato cattolico talmente attrezzato intellettualmente e moralmente da non aver bisogno di nessuna messa…a punto sulla questione oppure le varie comunità cattoliche della zona sono totalmente indifferenti alla problematica (nonostante i richiami degli ultimi tre papi, dell’ultimo in particolare). Confesso che vari, convergenti, indizi mi orientano sulla seconda che ho detto.
   Spero che questa volta le cose andranno diversamente e che qualche rappresenante della Chiesa cattolica trapanese porti la propria opinione e la propria testimonianza. Anche perché le infiltrazioni mafiose, soprattutto a livello di poteri politici e massonici, ci sono: e come ! Come ho avuto modo di dire a proposito delle Lettere a Svetonio curate da Salvatore Mugno (si tratta di alcune lettere scritte da Messina Denaro dalla latitanza), la Chiesa cattolica può condannare i mafiosi ma, se se ne vuole davvero liberare, deve rendere la vita interna alle proprie parrocchie così sobria, così fraterna, così solidale, così rispettosa delle donne e dei piccoli…che i mafiosi stessi, per primi, decidano di non frequentarle perché abissalmente lontane dalla mentalità accumulatrice, prepotente, violenta. In quelle Lettere Matteo Messina Denaro confida di essere ateo: se non saranno i credenti a prendere le distanze dai mafiosi, non ci resterà che sperare nella presa di distanza dei mafiosi dai credenti?

Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com

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