venerdì 15 ottobre 2021

SU CHE TEMI SI E' CON-FILOSOFATO QUESTA ESTATE A CELANO (AQUILA)?

 


Su cosa abbiamo riflettuto e dialogato insieme, questa estate, nel corso delle "vacanze filosofiche per non...filosofi (di professione)"?

Più in generale, in cosa consiste questa "pratica filosofica di gruppo" aperta a chiunque abbia desiderio di ragionare e confrontarsi serenamente con altre persone ugualmente motivate?

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https://vacanze.filosofiche.it/2021/09/16/sintesi-degli-interventi-a-cura-di-elio-rindone/

giovedì 14 ottobre 2021

LIVATINO, PUGLISI, DIANA: TESTIMONI DELLA GIUSTIZIA NEL MERIDIONE ITALIANO


"Il Tetto"
344 - 345

 Massimo Naro - Sergio Tanzarella (a cura di), Martiri per la giustizia, martiri per il Sud. Livatino, Puglisi, Diana, testimoni della speranza, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2021, pp. 229, euro 23,00.

 

La storia delle chiese cristiane è contrassegnata, sin dalle origini, dal culto dei martiri. Dovremmo dire – dal momento che ‘martire’ è il vocabolo greco per designare il ‘testimone’ – dei martiri per eccellenza: di quei testimoni ‘ordinari’ che, di fronte alle minacce estreme, hanno preferito morire anziché rinnegare la fede, diventando così ‘straordinari’.

Sino a qualche decennio fa questo schema è rimasto, sostanzialmente, immutato: la chiesa cattolica (come le chiese ortodosse) propone alla venerazione dei fedeli solo chi cade assassinato da infedeli a causa della sua fede religiosa. Ma la storia del Novecento e del nostro secolo registra casi che mettono in crisi  tale schema. Per esempio, Massimiliano Kolbe è stato trucidato da cristiani (cattolici e protestanti) obbedienti a Hitler: si può dire che sia stato un “martire della fede”? Paolo VI coniò per lui la formula “martire dell’amore”. E, in effetti, sarebbe logico separare la “fede” dall’ “amore” se non riducendo la prima – da atteggiamento complessivo dell’esistenza – ad accettazione intellettualistica di una serie di dottrine ritenute “rivelate”? 

In tempi più vicini a noi, anche il Meridione italiano ha registrato degli eventi inediti: cattolici ferventi (come Angelo Rosario Livatino, Paolo Borsellino, don Pino Puglisi, don Peppino Diana), attivamente impegnati nel contrasto al dominio mafioso, che vengono assassinati da altri (sedicenti) fedeli cattolici.  Come porsi di fronte a questi che Urs von Balthasar avrebbe definito “casi seri” ?

Un primo orientamento – condiviso, per ragioni opposte, in ambienti vaticani e in aree ‘laiche’ del movimento antimafia – è stato di tener ferma la distinzione ‘tradizionale’ fra sfera religiosa e sfera civile. Se un magistrato o anche un prete vengono uccisi non in quanto cattolici, ma in quanto oppositori del regime mafioso, la chiesa non ha né il dovere né il diritto di pronunziarsi: si tratta di vittime della giustizia degli uomini, della legalità statuale. La chiesa non può compromettere il suo prestigio prendendo posizione su questioni tutto sommato ‘basse’, riguardanti la dialettica ‘temporale’ fra istituzioni civili e criminalità. Essa vola più in alto rispetto alla perenne contesa fra guardie e ladri (ben sapendo che spesso i ruoli si invertono e solo troppo tardi ci si accorge dell’inganno). D’altronde – è questo il tasto su cui hanno insistito gli ambienti dell’antimafia esterni al mondo ecclesiale – perché la chiesa, abitualmente estranea alle strategie di contrasto alla criminalità organizzata, dovrebbe ‘mettere il cappello’ su alcune vittime? Esse erano cattoliche ma non sono state assassinate in quanto cattoliche, bensì perché impegnate professionalmente o socialmente. La loro eredità spirituale è, essenzialmente, civile: e va affidata esclusivamente alla memoria dei concittadini (di qualsiasi convinzione ideale e ideologica). 

Questo primo orientamento – che sembrava tanto solido da risultare immodificabile – è stato gradualmente ripensato ad opera di teologi cattolici particolarmente sensibili alle tematiche storico-sociali. La radice di questo ripensamento – come viene illustrato nel volume a più mani, curato da M. Naro e S. Tanzarella, Martiri per la giustizia, martiri per il Sud. Livatino, Puglisi, Diana, testimoni della speranza (Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2021, pp. 229, euro 23,00) – è una lettura esegeticamente più attenta dei vangeli, dalla quale si evince che Gesù ha proposto ai discepoli non tanto l’adesione a un insieme di ‘verità’ dogmatiche sull’altro mondo, bensì l’impegno per realizzare il ‘regno di Dio’ (cioè una convivenza pacifica, solidale, compassionevole) in questo mondo. Queste nuove acquisizione ‘scientifiche’ sul modo di leggere la Bibbia hanno comportato dei rivolgimenti enormi (anche se comunicati all’opinione pubblica in maniera felpata, rassicurante) anche nella ‘pastorale’ (come viene definita, con termine inopportunamente bucolico, la pedagogia ecclesiale): come è evidente dal Concilio ecumenico Vaticano II (1962 – 1965) in poi, l’ ‘evangelizzazione’ va intrecciata, inseparabilmente, con la ‘promozione umana’. Se è così, il fedele non si santifica soltanto quando annunzia con le labbra il vangelo, lo predica, lo spiega ai ragazzini nel corso delle catechesi…ma, almeno altrettanto, quando difende i diritti dei deboli, le ragioni della giustizia, gli spazi della libertà. E il martire va venerato come  tale, dunque,  anche se muore assassinato da altri (sedicenti) cattolici come i mafiosi. Ogni ‘beatificazione’ di una persona che – secondo la felice formula di Giovanni Paolo II muore “martire della giustizia e, indirettamente, della fede” (9 maggio 1993, Agrigento) – è, o potrebbe essere se venisse correttamente interpretato, un duplice monito.

 Innanzitutto ai mafiosi, ai loro complici, ai cittadini ignavi che perseguono un’impossibile ‘neutralità’ fra Stato democratico e organizzazioni criminali: ogni volta che aggredite un 'giusto'  - di qualsiasi orientamento culturale e politico (magistrato o prete, imprenditore o giornalista, sindacalista o avvocato) – voi tradite - lo sappiate o meno - il messaggio di Cristo (di cui vi dichiarate seguaci). 

Ma un secondo monito va all’intera popolazione (sedicente) cattolica: non illudetevi che catechesi e liturgie, devozioni e processioni, elemosine e lasciti testamentari esauriscano il vostro compito di credenti. Poiché fede e giustizia non sono separabili, una fede senza giustizia è ipocrita. Occuparsi del territorio in cui si vive o in cui si è parroci, rispettare e far rispettare le leggi vagliate come costituzionali, combattere ogni minima concessione alla corruzione, prendere le parti degli impoveriti della propria società e più ampiamente del pianeta, difendere l’equilibrio ambientale e la sensibilità dei fratelli più piccoli che sono gli altri animali…questi e tanti altri ambiti di vigilanza e di operatività non appartengono all’optional. Chi cade combattendo su questi fronti, merita la gratitudine di tutti i cittadini (di qualsiasi convinzione personale); ma merita anche la gratitudine di chi si dichiara credente cristiano perché martire “indirettamente” del vangelo. 

Il libro è impreziosito da due capitoli dedicati, rispettivamente, al presbitero rumeno Vladimir Ghika ( 1873- 1954 ), passato dalla chiesa ortodossa alla chiesa cattolica, e al pastore luterano tedesco Dietrich Bonhoeffer (1906 – 1945): due casi analoghi ai martiri del Meridione italiano, benché distanti nello spazio e nel tempo, dal momento che le motivazioni ufficiali del loro calvario e della loro morte non sono state la ‘fede’ cristiana ma l’attività diplomatica sgradita al regime social-comunista (nel caso di Ghika) e la partecipazione all’attentato (fallito) ai danni di Hitler (nel caso di Bonhoeffer). 

 

Augusto Cavadi

www.augustocavadi.com

mercoledì 13 ottobre 2021

VIDEO-REGISTRAZIONE: DON COSIMO SCORDATO PRESENTA "DIO VISTO DA SUD" DI AUGUSTO CAVADI


 Presso Villa Zito, per la decima edizione della Settimana delle culture, Augusto Cavadi e Cosimo Scordato hanno discusso a partire dal libro Dio visto da sud. La Sicilia crocevia di religioni e agnosticismi,  Spazio Cultura edizioni,  Palermo 2020, pp. 172, euro 10,00. Ha moderato l'incontro l'editore Nicola Macaione. Riprese e montaggio di Adriana Saieva.

Per vedere il video dell'incontro clicca qua:

https://www.youtube.com/watch?v=jFjFTs32eOE




martedì 12 ottobre 2021

"IL LUOGO ACCANTO": PER UNA POLITICA A PARTIRE DA SE', PER UOMINI E DONNE IN RELAZIONE AUTENTICA


 “IL LUOGO ACCANTO” DELL’IDENTITA’ E DELLA DIFFERENZA

“Siamo un gruppo di donne e uomini. Tra noi giocano molte differenze. Quella fondamentale è che siamo, appunto, donne e uomini Sembra ovvio, persino banale, ma nel linguaggio e nelle rappresentazioni che circolano normalmente questa differenza viene sottintesa, taciuta, cancellata. Noi invece vogliamo significarla e quindi cerchiamo ed usiamo parole che l’esprimano”: così si auto-presenta l’associazione “culturale-politica e apartitica” Identità e differenza, fondata nel 1988, in una “scheda informativa” contenuta nel volume di Teresa Lucente, Il luogo accanto. Identità e Differenza, una Storia di Relazioni, Effigi, Arcidosso (GR) 2020. 

 Il libro racconta l’esperienza orami più che tentennale di questa associazione che aggrega i suoi membri soprattutto intorno al desiderio di una “politica altra”, alternativa alle pratiche prevalenti “nei partiti e nelle istituzioni” e fondata sulla volontà di “stare in relazione in maniera non strumentale, con nessun altro fine che la relazione stessa, luogo di comunicazione profonda  e sincera”.

 L’autrice tematizza vari aspetti di questa ricerca, inscindibilmente intellettuale e pratica, di nuovi modi di vivere le relazioni di genere che, come tutte le relazioni interpersonali, arricchiscono se i conflitti vengono gestiti e non illusoriamente negati. 

PER COMPLETARE LA LETTURA DELLA BREVE RECENSIONE:

https://www.zerozeronews.it/il-luogo-accanto-dellidentita-e-della-differenza/

lunedì 11 ottobre 2021

LE IDEOLOGIE POLITICHE: VIVE O MORTE? NE PARLIAMO IN PRESENZA OPPURE ON LINE GIOVEDI' 14 OTTOBRE ALLE ORE 18


 Invitato dall'Associazione "Mediterraneo", anche nella mia qualità di socio della Scuola di formazione etico-politica "G. Falcone", terrò - in condivisione con Luigi D'Andrea - un seminario di formazione dal titolo:

                   IDEOLOGIE: LA DIMENSIONE ISTITUZIONALE 

in particolare introdurrò la riflessione sul quesito: 
  
                 LE IDEOLOGIE: VIVE, MORTE O COSI' COSI' ? 

In presenza: Comunità "Cristo Sapienza", via Ferrara, 8 - Palermo 
Via zoom: chiedere il link a me (a.cavadi@libero.it
GIOVEDI' 14 OTTOBRE 2021.  ORE 18,00 - 19,30

Partecipazione libera e gratuita. 

                                         Cordialmente, 
                                        Augusto Cavadi