lunedì 29 maggio 2006

PER PASSIONE LA FILOSOFIA


LA NONVIOLENZA E’ IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

Numero 1310 del 29 maggio 2006

Sommario di questo numero:
1. Maria G. Di Rienzo: In digiuno contro la guerra
2. Medea Benjamin colloquia con Diane Wilson
3. Per il 2 giugno
4. Lidia Menapace: Intervento nella seduta del Senato del 18 maggio 2006
5. Robbie Davis-Floyd: Mettere al mondo il futuro
6. Letture: Augusto Cavadi, E, per passione, la filosofia
7. La “Carta” del Movimento Nonviolento
8. Per saperne di piu’

6. LETTURE. AUGUSTO CAVADI: E, PER PASSIONE, LA FILOSOFIA
Augusto Cavadi, E, per passione, la filosofia. Breve introduzione alla piu’ inutile di tutte le scienze, DG Editore, Trapani 2006, pp. 190, euro 16,50 (per richieste all’editore: e-mail: info@ilpozzodigiacobbe.com, sito: www.ilpozzodigiacobbe.com). Riveleremo minimo un segreto: da tempo  speravamo che nella sua feconda vena pubblicistica Augusto Cavadi (autore di  attente ricognizioni introduttive alla piu’ adeguata ricerca e alla piu’ aggiornata riflessione e discussione in ambito teologico e morale, della filosofia politica e del dibattito antropologico culturale, ma anche di una pubblicistica di intervento civile particolarmente impegnata contro la mafia, e di agili opere di felice vena pedagogica, anzi diremmo dolcianamente maieutica) prima o poi si decidesse a scrivere un protreptico brillante e saporito alla “piu’ inutile di tutte le scienze”; beninteso: speravamo, ma senza mai fargliene parola. E quando mi e’ arrivato questo volumetto, approfittando di una mezza giornata liberatasi da un impegno fortunosamente e fortunatamente “saltato”, subito mi ci sono tuffato, a bracciate vigorose percorrendolo, e poi di bel nuovo centellinandone le parti che piu’ mi sono garbate.

Naturalmente si puo’ discutere se questo genere di opere abbiano o meno una loro ragion d’essere - e chi scrive queste righe e’ anche in questo caso del partito dei perplessi anziche’ di quello dei persuasi -, ma certo nella oggi fiorentissima - e sovente penosissima - produzione divulgativa afferente a temi filosofici questo lavoro ha pregi che raramente si incontrano; ed anche a chi non ama ne’ la scrittura talora forse troppo ammiccante e per cosi’ dire giornalistica e cursoria (ma forse le nostre preferenze ciceroniane e quintilianee non sono oggi granche’ condivise dal pubblico cui il libro innanzitutto si rivolge in forma di invito sobrio e bonario, senza prosopopea per scelta, e forse anche per necessita’), ne’ che troppo si agevoli l’accostamento a cose che e’ bene restino impervie dacche’ nulla vale se non richiede sforzo, ebbene, piacera’ tuttavia la fluidita’ dell’argomentazione, la sintesi senza forzature, l’apertura e per cosi’ dire la laicita’ dei ragionamenti, l’esplicito riconoscimento della umana parzialita’ delle proprie tesi, l’invito alla
discussione e all’approfondimento, e - come dire - un sentore di fresco e pulito che ameno e amichevole aleggia per l’intero volume. E tralasciando qui l’ovvia considerazione che su alcune opinioni nel libro espresse si possono avere punti di vista anche alquanto diversi - che e’ il bello dei libri di pensiero quando sono buoni, che invitano alla critica e al dissenso, e quindi al dialogo ed alla conricerca -, piuttosto vecchi barbogi malati di dispeptica acribia come noi vorrebbero discutere fin puntigliosamente della bibliografia ragionata (il capitolo degli “avvisi ai naviganti” in cui si segnalano anche testi che invero ci sembra non meriterebbero altra collocazione che nella prima cantica dantesca), e suggerire semmai per una seconda edizione l’abolizione delle epigrafi e una titolatura in alcuni punti (p. 7, p. 153) assai meno sbarazzina. In cauda: impreziosisce il libro una “lettera di un’amica”, Francesca Rigotti, di cui particolarmente l’incipit e’ piaciuto al vecchio ateista umorista che scrive questa nota (se e’ possibile essere umoristi essendo ateisti, come crediamo, ma forse i nostri maestri Pascal e Kierkegaard avrebbero deliziosamente e sottilmente, e fin rissosamente, obiettato). E per esser questa una breve segnalazione bibliografica forse l’abbiamo fatta fin troppo lunga - ma, si sa, al cuore non si comanda.

7. DOCUMENTI. LA “CARTA” DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell’apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita’ mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d’azione del movimento nonviolento sono:
1. l’opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l’oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell’ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un’altra delle forme di violenza dell’uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell’uccisione e della lesione fisica, dell’odio e della menzogna, dell’impedimento del dialogo e della liberta’ di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l’esempio, l’educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

8. PER SAPERNE DI PIU’
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta@sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione), l’altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia: www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir@peacelink.it, luciano.benini@tin.it, sudest@iol.it, paolocand@libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per contatti: info@peacelink.it

LA NONVIOLENZA E’ IN CAMMINO

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Numero 1310 del 29 maggio 2006

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