martedì 16 settembre 2014

EVASORI FISCALI: COMINCIARE DALLE TORTE FATTE IN CASA ?


     “Repubblica – Palermo”
14.9.2014

GLI EVASORI DELLA PORTA ACCANTO NELLA CAPITALE DELL’ILLEGALITA’

 Non sono mai stato d’accordo su una concezione della giustizia a due velocità: dura con i ricchi, tollerante con i poveri. Somiglia troppo alla fotocopia, rovesciata, del modulo tradizionale: dura con i poveri, tollerante con i ricchi. Quindi, in astratto, nessuna difficoltà a che la Guardia di Finanza si proponga di stanare cuochi casalinghi o parrucchieri a domicilio che evadono totalmente le imposte sui propri guadagni.
   Ciò premesso, il buon senso insiste nel chiedere se  - in  pratica – non sia giusto procedere per gradi e secondo gerarchie di gravità. In una città in cui – anche senza considerare i riciclaggi mafiosi – ci sono professionisti, tecnici e artigiani che non rilasciano fatture; ristoranti e pizzerie che tralasciano sistematicamente le ricevute fiscali; interi quartieri che si allacciano abusivamente alla rete elettrica;  migliaia di automobilisti che viaggiano senza assicurazione o con certificati di assicurazione fasulli; bulli e pupe che scorazzano per pub e discoteche sino a notte, su auto di lusso, ma risultano nullatenenti; proprietari di case affittate a studenti e immigrati senza uno straccio di contratto registrato; posteggiatori abusivi di ogni etnia che drenano centinaia di euro al giorno con modalità non sempre estranee all’intimidazione implicita o esplicita…in una città del genere, oscillante fra l’illegalità e l’a-legalità, è davvero la signora che prepara e vende in casa la torta di compleanno l’obiettivo da privilegiare?
     Conosco dei ragazzi che vanno in giro per sistemare i capelli delle signore della media borghesia, non così povere da farne a meno né così ricche da potersi permettere abitualmente il parrucchiere. In questi anni ho ascoltato molte storie di vita. Hanno iniziato tutti a lavorare nei saloni, ma quasi mai – anche dopo il periodo di apprendimento – sono stati assunti regolarmente. Dopo anni di attesa mortificante, senza contratto né assicurazione previdenziale, si trovano di fronte a un bivio: o mettersi in proprio o restare disoccupati. Ma chi si mette in proprio quasi mai ha la possibilità di investire quel centinaio di migliaia di euro necessari a trovare un locale idoneo e le relative attrezzature. Perciò prova a galleggiare afferrandosi a spezzoni, precari, di lavoro in nero a domicilio.
        La Guardia di Finanza si occupi pure di questi evasori fiscali della porta accanto, ma non prima di essersi dedicata a sradicare il malcostume diffusissimo di datori di lavoro (dalle officine meccaniche alle scuole private, dai festival musicali agli alberghi) schiavisti.

Augusto Cavadi

2 commenti:

Anonimo ha detto...

auguriamoci che la trategia della nuova responsabile dell Agenzia delle entrate privilegi le indagini sui grossi evasori. ciao. elio camilleri

mari da solcare ha detto...

Sottoscrivo le tue riflessioni.
Maria D'Asaro