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giovedì 3 settembre 2026

LA “GRAVIDANZA PER ALTRI” TRA ETICA E DIRITTO

Trovo ottimi gli intenti perseguiti da Luana Zanella nel curare la raccolta di scritti La sostituzione della madre. Ecologia e femminismo pensano insieme, Moretti & Vitale, Bergamo 2026: affrontare la scottante tematica della GPA (Gravidanza Per Altri) mediante un approccio di filosofia esperienziale alla duplice luce del femminismo e dell’ecologia. L’autrice del volume, negli scritti introduttivi, richiama pensatrici e pensatori che hanno giocato un ruolo pionieristico sia nell’ambito femminista (come Françoise d’Eaubonne, «cui dobbiamo la definizione stessa di ecofemminismo», p. 14) che nell’ambito ecologista (come Laura Conti). Inoltre, e soprattutto, fa il punto sull’ «incandescente dibattito mondiale intorno all’uso pubblico del corpo psicofisico delle donne» (p. 11), non nascondendo la sua posizione nettamente critica verso la GPA sia a titolo (almeno formalmente) gratuito sia a titolo (esplicitamente) commerciale. A suo avviso, infatti, questa pratica è una tappa di un processo di arretramento: «Il corpo femminile fecondo, sottratto al controllo patriarcale dalle lotte secolari delle donne, grazie alle loro conquiste di cui si è avvantaggiata l’umanità tutta, ritorna a essere uno strumento a disposizione del desiderio di maternità e paternità di altri» (p. 31).

Già nel primo dei testi antologizzati (Essere ed essere comprate. Prostituzione, maternità surrogata e identità divisa di Kajsa Ekis Ekman) si insiste su uno degli argomenti più ricorrenti: costringere la madre surrogata a una sorta di dolorosa schizofrenia. Infatti, ella, per contratto, «deve vivere per il bambino, pensare al bambino in ogni azione quotidiana e, allo stesso tempo, deve creare una distanza tra sé e il suo corpo, tra sé e il bambino che porta in grembo, perché deve sempre fare una distinzione tra ciò che è il suo essere e ciò che viene comprato. Deve avere a cuore il bambino ma non affezionarsi a lui, e questa è forse la parte più difficile: vendere sé stesse e allo stesso tempo essere gentili con sé stesse» (p. 76).

Nel secondo contributo raccolto, Maternità surrogata: un’altra clausola del contratto sessuale, di Carole Pateman, si sottolinea l’affinità culturale fra la legalizzazione di queste pratiche e la mentalità dell’individualismo «proprietario» e «patriarcale»: «la concezione della libertà come capacità di fare quello che si vuole di se stessi, significa cancellare ogni relazione intrinseca fra la donna proprietaria, il suo corpo e le sue capacità riproduttive. Costei ha con la sua proprietà la stessa relazione esterna che ha l’uomo proprietario rispetto alla sua forza lavoro o al suo sperma» (p. 84).

Del terzo testo riportato dalla Zanella, Il corpo assente di Cristina Faccinani, mi ha molto favorevolmente colpito la «intenzione di volerne pensare e di volerne parlare in un modo il più possibile esitante, incompleto, per interrogativi e per frammenti, per problemi e non per soluzioni, nel modo più lontano possibile da una posizione giudicante a priori» (p.87).

Dell’ampio contributo di Rosella Prezzo, Nascere nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, ho trovato particolarmente interessante l’osservazione che «le idee di libertà e di autodeterminazione, se prese in maniera distorta nella loro assolutezza individualistica, portano anche a situazioni paradossali e incongrue, sfociando addirittura nel loro contrario, cioè in un asservimento» (p. 101): non so quanto congruamente, ma a me viene da pensare al diritto assoluto di disporre del proprio corpo (e del feto considerato come parte del corpo materno) quando si parla di aborto (non solo terapeutico ed eugenetico, ma anche selettivo rispetto al sesso del nascituro) che, in linea strettamente logica, non può non comportare il diritto di procreare e disporre del neonato (per amicizia o per denaro).

In Cosa viene prima. Scegliere dopo aver pensato, Annarosa Buttarelli svolge un discorso raffinato che non sono riuscito a seguire agevolmente, ma da cui si possono forse trarre due inviti. Il primo a invertire la situazione corrente che vede in atto «una diffusa svalutazione della riflessione ordinata, una riflessione che segua una logica radicalmente fondata, mentre ci si affida semplicemente a un racconto solamente emotivo, oppure a quelli che si ama chiamare “vissuti”, detti in pubblico senza una elaborazione» (p. 109); il secondo invito a trascendere la logica giuridico-contrattuale (seguendo la quale è difficile contestare la liceità della GPA) per attingere la logica dell’amore (nel senso in cui ne parla, fra altre, Simone Weil).

In un breve articolo ripreso dalla “Stampa” di Torino, La gestazione per altri e i diritti dimenticati, Gabriella Luccioli critica, in quanto «del tutto inutile» e elusiva della «fondamentale esigenza di apprestare un’effettiva e rapida tutela dei bambini incolpevoli comunque siano venuti al mondo» la legge approvata il 16 ottobre 2024 che configura come «reato universale» (p. 116) la GPA, perseguibile quindi anche se praticata all’estero, ad esempio in Stati come l’Ucraina dove – come riferisce nel suo intervento Caludia Bettiol - «la maternità suffragata è legale e commerciale» (p.119).

Che la problematica della GPA rientri in una rivoluzione bio-tecnologica colossale delle modalità naturali di trasmissione della vita (piante, animali e esseri umani) è ben illustrato da una lunga intervista, Brevetto universale, rilasciata nel 1994 da Alex Langer, nella quale il pensatore “verde” sottolinea come tale rivoluzione «ha conseguenze enormi e forse non ancora avvertite dalla gran parte della gente» (p. 135).

Da questi cenni telegrafici si evince la rilevanza di questo libro che però, a differenza di quanto sostiene in premessa la curatrice, non mi pare «possa essere utile per corsi di informazione e formazione, indipendenti da ogni schieramento preconcetto» (p. 11). Infatti i sì e i no non sono equamente rappresentati, anzi i sì non lo sono per nulla.

A me ha suggerito innanzitutto l’opportunità di non ridurre la varietà delle posizioni favorevoli alla GPA a una sola (ovviamente la peggiore della lista), appiattendo i vari sì (ad esempio di Niki Ventola o di tante femministe) alla «appropriazione da parte del capitalismo neoliberista» del «percorso delle maternità e della fecondità, sia fisica che mentale» (ivi) o inquadrandoli come espressione della «ondata violenta, misogina e autoritaria che sta travolgendo il mondo» (p. 13).

Inoltre mi ha suggerito  la necessità di distinguere due punti di vista che nei vari contributi mi sembrano intrecciarsi: la prospettiva etica della liceità e la prospettiva giuridica della legittimità. Tra i due piani di discorso vi sono certamente dei nessi, ma non è stato mai saggio sovrapporli. Ci sono pratiche che alcuni/e di noi riteniamo eticamente illecite (la prostituzione, l’aborto nei casi in cui non ci siano pericoli accertati per la vita della madre o malformazioni gravi del nascituro etc.) di cui auspichiamo, però, la regolamentazione giuridica come male minore (ad evitare, ad esempio, che alcune donne possano abortire in sicurezza e altre in condizioni disperate): che la GPA non rientri fra queste?

Augusto Cavadi

L'originale è qui: 

https://www.zerozeronews.it/la-gravidanza-per-altri-fra-etica-e-diritto/

mercoledì 22 luglio 2026

CI VEDIAMO ON LINE (GIOVEDI' 23 LUGLIO 2026 DALLE 18.00 ALLE 20.00) PER DISCUTERE DELLA MASCHILITA' DI GESU'?

 

LA MASCHILITA’ DI GESU’


Il gruppo “il Maschile e le Chiese” organizza un incontro online di approfondimento sul tema

La Maschilità di Gesù
il 23 luglio 2026 dalle 18,00 alle 20,00

con il prof.  Augusto Cavadi

Introduzione al pensiero di HANNA WOLFF


per collegarsi:

https://us02web.zoom.us/j/88030479594?pwd=j8iCboqNgJDN7KhXPGftnCRgrVSfYB.1




Un primo inquadramento della problematica l'ho affrescato in un intervento dell'anno scorso:
https://www.istitutoeuroarabo.it/DM/maschilita-e-cultura-cattolica

sabato 29 novembre 2025

E’ DECEDUTO DON SALVATORE RESCA: CITTADINO, DOCENTE E PRETE

Ci sono preti che morendo lasciano un vuoto nella comunità cristiana in cui hanno vissuto e operato. Altri che lo lasciano nell’intera città, ben al di là dei recinti ecclesiali. Don Salvatore Resca va annoverato senz’altro in questa seconda categoria. Infatti con lui – spentosi a novant’anni compiuti il 27 novembre – non muore solo il viceparroco della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, la più celebre e attiva della grande diocesi di Catania, ma anche il docente di filosofia stimato e amato da intere generazioni di liceali e il fondatore del movimento “Cittàinsieme”, un esperimento decennale di aggregazione politico-culturale indipendente dai partiti politici, vigile criticamente e propositiva costruttivamente.

Certo, come capita ai profeti, sulla sua bara piovono le dichiarazioni ufficiali di ammirazione e di cordoglio (dall’Amministrazione e il Consiglio comunale di Catania che ne ricordano lo “spiccato senso dell’impegno sociale nell’interesse del bene comune” all'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo che ha l’onestà di ricordare “le divergenti vedute su temi di interesse sociale” esplose anche in occasioni di “confronto molto vivace coi suoi giovani”): ma la verità è che, in vita, don Resca è stato un pungolo socratico fastidioso a molti, dentro e fuori la Chiesa. Lo è stato dal pulpito – le sue omelie sono state pubblicate in tre volumi dalle edizioni “Il pozzo di Giacobbe” con il titolo inequivoco Il vangelo al contrario, Prediche uggiose – ma lo è stato ancor di più nell’agorà cittadina dove non ha soltanto denunciato il malaffare mafioso senza cercare giri di parole, ma anche interloquito altrettanto coraggiosamente con le giunte municipali di ogni colore susseguitesi nei decenni (come può fare solo chi non ha né fame di finanziamenti pubblici né brama di affiancarsi ai poteri forti): anche l’ex sindaco Enzo Bianco, che pur riconosce il contributo di “Città Insieme” al “Patto per Catania che rappresenterà il cardine della Primavera” della città etnea, non può fare a meno di ricordarne, oltre ai “suggerimenti”, le “provocazioni intelligenti”.

Elio Camilleri, compagno di studi a Partinico di Peppino Impastato e di Salvo Vitale, mi racconta i viaggi quasi quotidiani in auto da Catania a Caltagirone e ritorno con il collega di insegnamento Resca: viaggi che – resi leggeri dalla divertente loquela  del prete – erano anche occasione di confronto fra due persone di ben diverso orientamento religioso.

                                                                 Augusto Cavadi


Qui la versione originale:

giovedì 16 ottobre 2025

A COSENZA, OGGI, PER RIFLETTERE SU CHIESA E 'NDRANGHETA

 

Chiesa e ‘Ndrangheta, simbologie a confronto 

Cosenza, 16 ottobre 2025 

Giornata di studio 

Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Tommaso - IRFI Don Peppe Diana

Arcidiocesi di Cosenza – Bisignano

Università della Calabria – Dipartimento culture, educazione e società, Cosenza

Istituto Superiore di Scienze Religiose San Francesco di Sales, Cosenza

Istituto Teologico della Calabria San Francesco di Paola, Catanzaro

Scuola di Teologia “Mons. Agostino Castrillo” Diocesi di San Marco Argentano – Scalea (CS)

Associazione San Benedetto Abate, Cetraro

Uni.Ri.Mi., Università della ricerca e dell’impegno contro la ‘ndrangheta – Rossella Casini

Programma

Sessione mattutina - Sede: Università della Calabria

Ore 09.15 – Saluti

-       S.E. Mons. Giovanni Checchinato,Arcivescovo di Cosenza – Bisignano

-   Prof. Antonio Foderaro,Decano Sezione San Tommaso Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Napoli

-       Prof. Gianluigi Greco, Rettore Università della Calabria, Cosenza

-  Don Ennio Stamile, Rettore Uni.Ri.Mi., Università della ricerca e dell’impegno contro la ‘ndrangheta – Rossella Casini

Ore 10.15 - Presentazione

 don Marcello Cozzi, Coordinatore IRFI – PFTIM Napoli

Ore 10.30 - 11.15

 Il simbolo. Significato, interpretazione ed ermeneutica

Prof. Fulvio Librandi, Docente di antropologia culturale, Unical - Cosenza

Ore 11.15 - 12.00

La pratica religiosa e il simbolismo mafioso. Appunti per una pastorale antimafia

Giuseppe Savagnone, docente, saggista, Responsabile del Centro Diocesano per la pastorale della cultura di Palermo

 Sessione pomeridiana - Sede: Istituto Superiore di Scienze Religiose San Francesco di Sales

Ore 16.00 – 17.30

Il Dio dei mafiosi e il Dio del vangelo. Principi per una teologia antimafia

Dialogano

S.E. Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio – Vicepresidente della CEI per il Sud

Prof. Augusto Cavadi, teologo e filosofo

Modera

Don Emilio Salatino, Direttore Istituto Superiore di Scienze Religiose San Francesco di Sales

Ore 18.00 – Conclusioni

Mons. Giovanni Checchinato, Arcivescovo Metropolita di Cosenza -. Bisignano.