mercoledì 4 novembre 2020

PERCHE' TANTO ODIO DA PARTE DI ALCUNE FRANGE ISLAMICHE CONTRO L'OCCIDENTE ?

 


Anche se pubblicato nel numero del bimestrale "Dialoghi Mediterranei" dell'Istituto Euro-Arabo di Mazara del Vallo del 1 novembre 2020, questo scritto di Elio Rindone è stato predisposto in tipografia prima degli attentati terroristici a Parigi e Vienna di qualche giorno fa. Lo rilancio dal mio blog perché vi trovo informazioni storiche e considerazioni critiche che dovrebbero far parte del patrimonio minimo di ogni cittadino europeo che voglia capire la contemporaneità a livelli un po' più profondi degli slogan propagandistici.
Spero che i lettori frettolosi, abituati a leggere una riga sì e due righe no, EVITINO di commentare questo testo e di ATTACCARLO come fosse un'apologia degli attentati ai danni di noi europei.

Alle radici del risentimento arabo

un-cristiano-e-un-moro-giocano-a-scacchi-dal-libro-di-giochi-dadi-e-tavole-di-alfonso-x-il-saggio saggio

Dal Libro di giochi, dadi e tavole di Alfosno X il saggio, 1285

di Elio Rindone

La conversione all’Islam di Silvia Romano – la volontaria italiana rapita in Kenya e liberata il 10 maggio 2020, dopo essere stata per ben 15 mesi prigioniera di un gruppo terroristico di matrice islamista, il Partito dei Giovani, da anni attivo in Somalia – dovrebbe essere una scelta assolutamente personale. Essa, invece, ha provocato la dura, e talvolta volgare, reazione di una parte dell’opinione pubblica, e addirittura l’accusa rivolta alla nostra cooperante di essere quasi diventata lei stessa una terrorista. Ora mi chiedo: se la Romano si fosse convertita non all’islam ma, per esempio, all’induismo, ci sarebbero state reazioni simili? Ovviamente no, e il motivo è chiaro: nei Paesi occidentali l’islam, e non certo l’induismo, è ormai considerato la religione dei nostri nemici.In effetti, non sono pochi i terribili atti di terrorismo di matrice jihadista – jihad è un termine che ha vari significati ma in Occidente è comunemente inteso come ‘guerra santa dei musulmani contro gli infedeli’ – che hanno causato migliaia di vittime tra la gente comune, e l’opinione pubblica occidentale, dopo la caduta dei regimi comunisti, tende a identificare da tempo il mondo islamico come il nemico per eccellenza, tanto più pericoloso quanto più appaiono incomprensibili le ragioni dell’odio che nutre verso l’Occidente, e in particolare verso gli Stati Uniti.
Ma tali ragioni risultano incomprensibili per gran parte dell’opinione pubblica solo a causa della costante manipolazione del sistema dell’informazione (a cui si aggiunge non di rado l’inadeguata conoscenza dei fatti da parte degli stessi che dovrebbero informare), che ha diviso nettamente il mondo in buoni e cattivi, presentando quella occidentale come una civiltà superiore, ingiustamente aggredita da Stati canaglia, Nazioni collegate in un Asse del Male o terroristi impegnati a combattere appunto la jihad, la guerra santa per il trionfo dell’islam.
Se, al contrario, si conoscessero un po’, da un lato, le scelte politiche e militari e le strategie economiche delle Potenze occidentali degli ultimi decenni e, dall’altro, le vicende storiche riguardanti i rapporti tra i diversi Paesi coinvolti in questo preteso scontro di civiltà, le ragioni di tale ostilità – che è arrivata a manifestarsi anche con attentati terroristici assolutamente da condannare (New York 2001, Madrid 2004, Londra 2005, Parigi 2015, Bruxelles, Nizza e Berlino 2016, Barcellona 2017 sono soltanto i casi più noti ma sarebbe opportuno ricordare anche gli attentati compiuti in Asia e in Africa) – forse risulterebbero tutt’altro che incomprensibili. E basterebbe consultare gli scritti di Bernard Lewis, Franco Cardini, Paolo Barnard, John Perkins o Tariq Ramadan, autori con prospettive tra loro non di rado divergenti e da cui traggo le notizie che seguono, per capire quanto sia mistificante la vulgata oggi propinata a lettori e telespettatori, che credono invece di essere ben informati.

PER COMPLETARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO, BASTA UN CLICK QUI:

http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/alle-radici-del-risentimento-arabo/

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