sabato 18 maggio 2013

Il pastore valdese e l'arcivescovo anticonformista


“Riforma”
15.5.2013

Il pastore, l’arcivescovo e le omelie fuori dal tempio

Il titolo della manifestazione era suggestivo (“Festival del vento”), gradevolissima la sede (una piazzetta del centro storico di Trapani, città linda e accogliente al confine fra due mari) e ghiotta la proposta pervenutami dal – sedicente – organizzatore: preparare degli incontri culturali al tramonto. D’accordo con Crispino Di Girolamo, l’editore della raccolta di commenti biblici, di vari autori, a cura di V. Gigante e L. Kocci (Fuoritempio. Omelie laiche, voll. I, II, III), ho pensato di dedicare la sera del 29 aprile ad una conversazione tra l’arcivescovo cattolico, Alessandro Plotti, e il pastore della chiesa valdese di Trapani, Alessandro Esposito. I due invitati si sono presentati all’appuntamento  puntualissimi, ma – a differenza delle sere precedenti – la piazzetta era del tutto sguarnita di sedie e tavolini: il gestore del bar faceva finta di cadere dalle nuvole, il responsabile dell’organizzazione risultava irreperibile.  In questa desolazione, ovviamente, il pubblico che si era radunato era davvero esiguo. Insomma: ce n’era abbastanza affinché i due ospiti, delusi e un po’ offesi, ritornassero alle proprie case. O alle proprie chiese.
La disponibilità generosa di entrambi  - il vescovo più che ottantenne e il giovane pastore – comì invece un piccolo miracolo: con delle sedie raccolte qua e là, senza neppure il supporto di un microfono, i due hanno iniziato a confrontarsi sul tema della lettura della Bibbia con una lucidità, una sincerità e non di rado un’ironia, che hanno conquistato i presenti e persino ritardatari e passanti occasionali. Un’operazione come quella proposta nei tre volumi, sulla base di commenti pubblicati negli anni dall’agenzia “Adista” a firma di personalità spesso esterne alle appartenenze confessionali tradizionali (Erri De Luca, Fausto Bertinotti, Giancarlo Caselli, Franco Barbero, Gianni Vattimo…), è legittima? Qualche chiesa può pretendere il monopolio dell’esegesi autentica? La fedeltà al Testo esclude o al contrario esige la creatività ermeneutica? Più in generale, la fede autentica può fare a meno dell’uso corretto della ragione? Queste e tante altre sono state le questioni affrontate che hanno registrato una convergenza di opinioni davvero sorprendente fra due interlocutori che non avevano mai avuto modo di incontrarsi. Non sono mancati i passaggi davvero significativi, come la risposta dell’arcivescovo Plotti alla domanda del moderatore dell’incontro sul voto che darebbe alla media delle omelie dei preti cattolici: “Sei meno meno, direi. Noi preti non siamo abituati, come i pastori protestanti, a curare a sufficienza la preparazione delle omelie. Nella migliore delle ipotesi, prepariamo dei compitini scritti da leggere dal pulpito, senza testimoniare una profonda assimilazione interiore della Parola”. Da parte sua, il pastore Esposito ha riconosciuto che la qualità della predicazione varia anche nelle diverse chiese protestanti e che molto dipende dal grado di maturità dei fedeli: essi per primi, infatti, devono stimolare il pastore e mostrarsi esigenti.
Alla fine, tra i commenti entusiasti (“E’ stato sinora l’incontro più interessante della serie” ) da parte dei presenti, alcuni dei quali membri della chiesa valdese di Marsala appositamente convenuti, Plotti e Esposito  - ormai passati dal “Lei” al “Tu” – si sono scambiati i contatti telefonici per darsi un nuovo appuntamento. Un’ora di conversazione, infatti, era stata sufficiente come aperitivo: ma aveva stimolato l’appetito, un desiderio di approfondimento che solo in altra sede  e con tempi più rilassati si potrà soddisfare.

       Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com

mercoledì 15 maggio 2013

Ci vediamo in Piemonte da giovedì 16 a lunedì 20 maggio?

Care e cari amici (piemontesi, liguri o comunque visitatori del Salone internazionale del libro di Torino),

    vi trasmetto un elenco di appuntamenti a Torino e dintorni. Se per caso volete/potete partecipare a qualcuno, sarò felice di rivedervi. Se lo ritenete opportuno, invitate via internet i vostri contatti.

Giovedì 16 maggio, alle 14,00, presso la Scuola media statale "Filippo Brignone"   (via Einaudi, 38 , Pinerolo - To)
Danilo Chiabrando, Augusto Cavadi e Lilli Genco presenteranno, in contemporanea con il Salone internazionale del libro, tre testi dedicati a don Pino Puglisi (che, la settimana successiva, sarà proclamato beato e martire dalla Chiesa cattolica).
Introdurrà e modererà Teresa Saieva.
Parteciperà Francesco Incurato.
I tre testi sono:
a) per gli adulti: F. Palazzo - A. Cavadi - R. Cascio, Beato fra i mafiosi. Don Puglisi: storia, metodo, teologia, Di Girolamo, Trapani 2013
b) per gli adolescenti (11 - 17 anni): A. Cavadi - L. Genco, Il mio parroco non è come gli altri. Docu-racconto su don Pino Puglisi, Di Girolamo, Trapani 2013
c) per i bambini (5 -9 anni): A. Cavadi - L. Genco, Don Pino Puglisi, illustrazioni di M. Mirani, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2013.



Venerdì 17 maggio, alle 17.30, presso il liceo salesiano Valsalice (viale Thovez 37, Torino)
Augusto Cavadi, Lilli Genco e don Silvano Oni presenteranno, in contemporanea con il Salone internazionale del libro, tre testi dedicati a don Pino Puglisi (che, la settimana successiva, sarà proclamato beato e martire dalla Chiesa cattolica).
Introdurrà e modererà Luca Borrione.
I tre testi sono:
a) per gli adulti: F. Palazzo - A. Cavadi - R. Cascio, Beato fra i mafiosi. Don Puglisi: storia, metodo, teologia, Di Girolamo, Trapani 2013
b) per gli adolescenti (11 - 17 anni): A. Cavadi - L. Genco, Il mio parroco non è come gli altri. Docu-racconto su don Pino Puglisi, Di Girolamo, Trapani 2013
c) per i bambini (5 -9 anni): A. Cavadi - L. Genco, Don Pino Puglisi, illustrazioni di M. Mirani, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2013.

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 Sabato 18 maggio, alle  11.45,  nel Salone del Libro ("Bookstock village") ,verranno presentati i due volumi per minori con un laboratorio aperto a bambini e ragazzi. Si tratta dei volumi Padre Pino Puglisi per bambini dai 5 agli 8 anni e  Il mio parroco non è come gli altri! Docu-racconto su don Pino Puglisi per ragazzi. Con gli autori, Augusto Cavadi e Lilli Genco, interverranno gli illustratori Carla Manea e Antonio Vincenti. Coordina la scrittrice per bambini Silvia Vecchini.

Lunedì  20 maggio, alle ore 14, nel Salone del Libro ("Agorà del padiglione 1"), verrà presentato Legalidi Augusto Cavadi. E' il primo volumetto della nuova Collana, edita da Di Girolamo in cooperazione con la Filca-Cisl nazionale, "Sindacalario": un vocabolario essenziale per il sindacalista di base. Insieme all'autore Giancarlo Caselli, Raffaele Bonanni, Domenico Pesenti, Antonello Montante, Salvatore Scelfo.









martedì 14 maggio 2013

Ma la legge non può valere solo per i più deboli

“Repubblica – Palermo”
14. 5. 2013

MA LA LEGGE NON PUO’ VALERE SOLO PER I PIU’ DEBOLI


Tra ordinanze del sindaco, iniziative spontanee di cittadini e mobilitazioni organizzate di ambulanti ormai la questione è sul tappeto: come coniugare leglità e diritto al lavoro, decoro cittadino e fame di disperati?
   Solo gli stupidi e i presuntuosi (categorie spesso sovrapposte) possono non nutrire dubbi e interrogativi. Più che risposte secche, dunque, si possono fissare alcuni criteri di giudizio. Cominciamo dal primo: una giunta progressista (come si è dichiarata la giunta  Orlando) non dev’essere permissiva per principio. Consentire il caos per evitare ogni azione repressiva significa regalare agli schieramenti conservatori e ai ceti privilegiati uno dei pochi argomenti validi di cui possano disporre. L’amministrazione ha il dovere di guardare al bene comune, provando a fare sintesi di esigenze diverse e talora opposte.  Una città ordinata, meno a-legale dell’attuale, è una città più vivibile per tutti i cittadini (non solo per i ricchi) e più accogliente per i turisti (con vantaggi non solo per gli imprenditori ma anche per i lavoratori più modesti). Quando ottocento operatori ecologici dell’Amia firmano il registro delle presenze e lasciano Palermo sommersa dai rifiuti, quanti posti di lavoro dei loro figli e nipoti mettono a rischio? Quanti nuovi posti di lavoro nel turismo e nell’indotto  impediscono che vengano creati? Qualche sindacalista dovrebbe spiegarglielo, evitando di recitare solo la parte del difensore ad oltranza . Questa prima considerazione va subito affiancata da una seconda: nella repressione delle illegalità va sempre rispettata la scala delle priorità. Non si può iniziare dalle piccole infrazioni solo perché compiute da gente inerme col rischio di arrivare tardi, o mai, ai pesci grossi. E’ illogico, oltre che immorale, mostrare i muscoli con gli immigrati africani e rimandare a data da destinarsi la lotta all’evasione delle imposte comunali, all’abusivismo edilizio, all’abbandono degli immobili da parte dei proprietari che trovano comunque inquilini disposti ad abitare palazzi storici fatiscenti, al far-west del traffico automobilistico fondato sulla ragionevole previsione dell’impunità. Quando si comincerà a far rispettare le norme a chi ha i soldi e le amicizie “giuste”, si potrà scendere giù sino ai marciapiedi e alle piazze. Ma – e qui ci soccorre un terzo criterio – anche a questo livello ‘basso’ va distinta trasgressione da trasgressione: l’odiosa richiesta di pizzo dei posteggiatori (e qui i nativi sono molto più minacciosi e intimidatori degli immigrati) non può essere considerata sullo stesso livello degli artisti di strada o dei  venditori su bancarelle improvvisate. Anche tra i ‘poveri’ ci sono differenze che devono condizionare la mano, necessaria, della legalità. Non si possono, ad esempio, mettere sullo stesso piano gli artigiani che vendono il frutto della fatica creativa con gli spacciatori di merce contraffatta che (con tutte le attenuanti morali del mondo) tengono oggettivamente  in vita commerci miliardari di portata planetaria, fuori dai quali è difficile supporre che si mantengano le organizzazioni criminali di stampo mafioso.
    Sappiamo bene che, quando non si hanno responsabilità di governo, è facile pontificare. Senza presunzione ideologica né semplificazioni sloganistiche è però necessario ricordacelo: “l'anima di Palermo è l'essere un luogo di incontro dei colori e dei suoni più  diversi, che si mescolano senza cancellare le loro differenze ,divenendo un insignificante grigio” (Annibale Raineri) .  Il “pensiero meridiano” è un po’ più complesso di certi schematismi leghisti: e sarebbe davvero grottesco che a Verona o a Brescia si trovassero, operativamente, delle soluzioni di convivenza più sagge che a Palermo o a Catania.  Vogliamo essere una città europea, certamente; ma questo non ci obbliga a copiare il peggio di certe chiusure inflessibili di cui danno prova non poche città  del nord europeo che difendono i propri privilegi (acquistati con violenza colonialista secolare)  senza il minimo ascolto deelle ragioni altrui; che non respingono fuori dai propri confini solo gli straneiri che si lascino “integrare”. Vogliamo essere una cttà europea, ma non solo per imaparare ciò che non sappiamo, bensì anche per insegnare a vedere la storia dal punto di vista degli sconfitti di ieri e degli sfruttati di oggi. I siciliani onesti hanno mille ragioni per affiancare, come fanno da anni molte associazioni, il cammino degli immigrati dalla clandestinità alla regolarizzazione: anche perché, dalle nostre parti, ogni volta che lo Stato mostra il pugno dimenticando di stendere l’altra mano in soccorso c’è sempre qualche organizzazione malavitosa che si fionda per confortare e arruolare nelle proprie file. Ora che, a quanto pare, le cosche hanno difficoltà a trovare manodopera nelle famiglie tradizionali, non è certo il caso di offrirgli braccia efficienti di famiglie importate.

Augusto Cavadi

lunedì 13 maggio 2013

Origeniano sarai tu...


“Centonove” 10.5.2013

ORIGENIANO SARAI TU …

       Don’t worry ! In latino, questo libro, ha solo il titolo (Ramusculus Origenis, che potrebbe rendersi con Arbustello di Origene): tutto il resto è in italiano, scorrevole e fruibile (comprese le  citazioni in nota da libri stranieri).  In questo imponente studio il teologo palermitano Giuseppe Caruso, apprezzato docente all’Istituto Patristico Agostiniano di Roma (che è anche l’editore del volume) , affronta una tematica specialistica, ma solo apparentemente lontana dall’attualità: quale concezione antropologica si è delineata nei primi secoli del cristianesimo? In particolare viene ripresa la polemica fra san Girolamo e i Pelagiani a proposito dell’eredità del pensiero di Origene: ognuno dei due contendenti rinfaccia all’altro di essere un “rametto”, appunto,  di Origene.  Per capire un po’ meglio la questione, bisogna ricordare che Origene era considerato un eretico e che dunque rimpallarsi l’accusa di essere origeniano equivaleva a scambiarsi, a vicenda,  l’accusa di essere eretico. Chi aveva ragione? Girolamo, lo studioso e traduttore della Bibbia, o i seguaci di Pelagio, il monaco celebre per le critiche al pessimismo di sant’Agostino, il ‘padre della Chiesa’ africano “inventore” della dottrina cattolica del “peccato originale”?
    Non è facile formulare una riposta univoca. Dall’esame della diatriba emerge, comunque, un’immagine di uomo contrassegnata dalla tradizione platonica, non senza influssi orfici e gnostici (dunque di una prospettiva dualistica che identifica l’io con l’anima immortale e tende a svalutare la corporeità, la sessualità, l’impegno mondano).
    Tutto ciò ha interesse meramente archeologico?  Così sarebbe se la concezione dell’essere umano elaborato dai Padri della Chiesa non avesse segnato, durevolmente, l’autointerpretazione dell’uomo occidentale sino ai nostri giorni. In positivo e in negativo, insomma, Greci e Medievali hanno condizionato  - e in parte continuano a condizionare – il nostro modo di rappresentarci: per de-condizionarci non abbiamo altra strada che acquistare consapevolezza di ciò che è stato pensato prima di noi e, in qualche misura, al nostro posto.


Augusto Cavadi


giovedì 9 maggio 2013

Ci vediamo in Emilia venerdì 10 e/o sabato 11 maggio 2013?

Care e cari,

   nell'ambito del "Festival dell'antimafia" sarò in Emilia per due appuntamenti.
    Ovviamente sarò felice di rivedere quanti di voi, nella zona, vorranno/potranno partecipare.

Venerdì 10 maggio alle ore 18,00
presso il Teatro Dadà di Castelfrancoemilia (Modena),
piazza Curiel 26,
parteciperò alla tavola rotonda su La devozione delle mafie.

Sabato 11 maggio alle ore 10,30,
presso la libreria spazioarte Carta|Bianca di Bazzano (Bologna),
via Borgo Romano 12,
presenterò Il Dio dei mafiosi (San Paolo, Milano 2009).