mercoledì 11 marzo 2015

CI VEDIAMO VENERDI' 13 MARZO 2015 A TRAPANI ?

Venerdì 13 marzo 2015 appuntamento per un aperi-cena filosofico destinato ai "non filosofi".
L'apppuntamento è per le 20, 30  (esatte !) nell'accogliente "Angelino" (via Ammiraglio Staiti, 85), proprio di fronte all'ingresso del porto di Trapani.
Per informazioni contattare Ambrogio Caltagirone, presidente dell'Associazione "La Calendula", al 389.0944816.
La quota di partecipazione è di euro 12,00 a persona.

martedì 10 marzo 2015

I CINQUE STELLE . UNA VOCE A FAVORE

Pur non avendo votato per il Movimento di Beppe Grillo (ma neppure per il PD di Renzi, per evitare equivoci!), sono stato tra quelli che hanno sperato in effetti positivi dell'ingresso nelle sedi istituzionali dei Cinque Stelle. Oggi mi trovo a misurare più la delusione che la soddisfazione. Ma, poiché spero di sbagliarmi, ospito volentieri il parere contrario di un amico che stimo.


Brutti Sporchi e Cattivi

Così vengono dipinti dai mezzi d’informazione (o disinformazione?) i deputati e i senatori del movimento 5 Stelle, e credo che in effetti abbiano commesso tanti errori e abbiano tanti difetti (come tutte le donne e tutti gli uomini).
Ma è possibile che non ne azzecchino mai una? In questi due anni di legislatura hanno sbagliato sempre tutto o c’è qualche loro iniziativa su cui vale la pena informarsi e riflettere?
Ecco, di qualcuna di queste iniziative io vorrei parlare qui. A chi mi chiedesse per una legittima curiosità: “Ma perché non lo fai sul tuo blog, invece di venire qui a rompere…?”, risponderei: “Per due motivi. Il primo: perché un blog non ce l’ho. Il secondo: perché quando si ha un amico come Augusto che mette a disposizione il suo, con un indice di gradimento tra i più alti d’Italia (se non d’Europa!), sarebbe da imbecilli non approfittarne”.
Oggi vorrei richiamare l’attenzione su una questione che mi sembra di capitale importanza: la riforma della Costituzione e della legge elettorale. Giuristi e costituzionalisti tra i più noti in Italia – Pace, Rodotà, Villone, Zagrebelsky – hanno lanciato l’allarme contro il rischio di una svolta autoritaria. Scalfari, che non è certo ostile nei confronti del PD, arriva a parlare di una possibile democratura. L’ex segretario del partito, Pier Luigi Bersani, dichiara: “L’Italicum va cambiato. Produce una Camera di nominati. Non sta in piedi. Il combinato disposto tra norme costituzionali e legge elettorale rompe l’equilibrio democratico”. Chi la pensa così dovrebbe opporsi a tali riforme, facendo prevalere, sulla fedeltà alla Ditta, la fedeltà alla Costituzione, il cui articolo 67 recita: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. E invece…
L’opposizione più coerente e intransigente nei confronti di queste riforme sino a ora è stata quelle dei 5 Stelle: davvero sempre brutti, sporchi e cattivi?

Elio Rindone

10/3/15

domenica 8 marzo 2015

I messaggi “filosofici” di Star Trek


“Monitor”

6.3.2015



   I messaggi “filosofici” di Star Trek 



   Molti si sono intristiti per la morte di Leonard Nimoy, il signor Spock di Star Trek. Un articolo di Peter Ciaccio mi suggerisce di scovare i contenuti filosofici che nei film più belli della storia del cinema si nascondono (senza per questo cessare d’incidere nella formazione degli spettatori). Ciaccio, nel suo commento ospitato su www. stradeonline.it ,  individua tre messaggi principali : <<Il primo e più ovvio è l'ideale kennedyano>>.  Quando il capitano James T. Kirk evocava lo  «Spazio, ultima frontiera>> riecheggiava lo slogan di John F. Kennedy, per il quale  <<la Nuova Frontiera era un insieme di tre nuove sfide: la prosperità economica, i diritti civili e la conquista dello spazio>>.

     Il secondo messaggio è una dichiarazione di  <<fiducia nella scienza>>. In Star Trek si riconosce, tra le righe,  la tesi che <<la scienza sia buona e positiva, perché permette all'essere umano di aumentare le proprie conoscenze, di fare nuove esperienze, di "arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima". Non c'è paura della scienza, non ci sono "scienziati pazzi": ci sono eventualmente individui avidi, cattivi, sadici>>.

     Il terzo messaggio, non meno importante, evoca il celebre "sogno" di Martin Luther King («Ho sognato che un giorno ogni nero di questo paese, ogni uomo di colore nel mondo intero, saranno giudicati per il loro personale valore, piuttosto che per il colore della loro pelle, e che tutti gli uomini rispetteranno la dignità della persona umana»). Come sottolinea Peter Ciaccio, <<l'Enterprise era una nave spaziale guidata da una squadra impensabilmente mista per l'America (e non solo) dell'epoca. Anche se la leadership WASP era assicurata dal comandante Kirk, bianco del Midwest, i rapporti all'interno dell'astronave erano assolutamente paritari. Non il colore della pelle né il genere determina il grado di comando, ma le competenze, la dedizione, il merito. Ecco allora l'africana Uhura, il nippo-americano Sulu, il russo Chekov, lo scozzese Scottie e il "sudista" McCoy. Oltre il razzismo, oltre la Guerra Fredda, oltre l'oppressione maschilista>>. Per non parlare, appunto, del  signor Spock: <<addirittura un extraterrestre, anzi un meticcio, figlio di un'umana e di un alieno>>.

         La filosofia è morta o non vive piuttosto nascosta nelle canzoni, nelle rappresentazioni teatrali, negli sceneggiati televisivi e – appunto – nei film? Chi sa come stanno le cose in proposito avrà uno strumento in più per non lasciarsi condizionare dai messaggi che circolano nella società; per poterne prendere consapevolezza; valutarli criticamente per farli propri se ci convincono e respingerli se li riteniamo infondati e fuorvianti.



Augusto Cavadi

www.augustocavadi.com

venerdì 6 marzo 2015

LA LEZIONE POSSIBILE DEL CASO ROBERTO HELG


“Repubblica – Palermo”

6.3.2015



L’AUTOCRITICA CHE SERVE ALLA BORGHESIA SICILIANA



C’è una sola possibilità che l’arresto di Roberto Helg non venga relegato nel cestino della cronaca: se diventa occasione di una seria autocritica della borghesia siciliana. Una classe sociale  che dall’alba della Modernità a oggi si è caratterizzata per la scarsa propensione a produrre e commerciare, preferendo attività poco rischiose e ben remunerate (avvocati, notai, medici, intellettuali….) al servizio della società in generale, con particolare attenzione ai potenti di turno: gli aristocratici sino a metà dell’Ottocento e le cosche mafiose nell’ultimo secolo e mezzo. Le rare eccezioni a questa tendenza sono dovute a famiglie provenienti da altre regioni italiane, come i Florio, o addirittura da altre nazioni, come i Whitacker.

Questa borghesia (che non è tutta “mafiosa” ma neppure tutta “antimafiosa”) è abile soprattutto nell’arte di adeguarsi al vento che soffia,  traendo il massimo profitto individuale dai mutamenti storici anche più eclatanti. In casi dirompentemente eloquenti, come l’arresto del presidente della Camera di commercio e vice-presidente dell’azienda che gestisce l’aeroporto intestato – con qualche amara, involontaria, ironia a Falcone e Borsellino - , sarebbe il caso di interrogarsi pubblicamente sulle proprie responsabilità. Tre in particolare.

L’ascesa della borghesia, in tutto il mondo occidentale almeno, è coincisa con il prevalere, sui privilegi dinastici, del merito individuale  (categoria in sé valida che si corrompe solo quando viene assolutizzata ai danni della solidarietà sociale): perché, dalle nostre parti, questo riconoscimento delle qualità  professionali non avviene e la borghesia – mediamente – è pronta a farsi guidare da chi è più furbo, più spregiudicato eticamente, più capace di agganciare i potenti di turno? A un commerciante può capitare di fallire finanziariamente e di chiudere, uno dopo l’altro, i negozi lussuosi e rinomati di un tempo: ma perché gli altri commercianti dovrebbero scegliere proprio lui come esponente istituzionale della categoria? Ai consigli degli ordini professionali si eleggono gli avvocati specializzati nel perdere le cause o i medici che collezionano interventi chirurgici disastrosi?

Tocchiamo qui un secondo tema di (possibile) autocritica: la borghesia siciliana è autolesionista. Non capisce che, anche nel mondo della produzione e degli scambi, tutto si tiene e i guai di uno finiranno, prima o poi, per rifluire negativamente sugli altri. Il gesto di Helg che tenta di estorcere 100.000 euro a Palazzolo è, sotto questo profilo, emblematico: come se davvero mors tua potesse comportare vita mea. Ci vuole una laurea alla Bocconi per capire che, se ostacolo lo sviluppo di un pasticciere che dà lavoro a molti dipendenti o addirittura lo costringo a dichiarare fallimento, sto minando alle basi tutte le altre attività imprenditoriali del territorio (comprese quelle che ho in atto o che, eventualmente posso attivare)?

Nelle diverse funzioni pubbliche svolte, Helg è stato anche (dal 2008 in poi) un paladino dell’antimafia. Qui incontriamo un terzo ambito di autocritica (auspicabile). La mafia che spara, uccide, mette le bombe è una mafia che non piace alla maggioranza della borghesia. Ma la mafia che corrompe, che inquina i concorsi, che pilota gli appalti, che distribuisce posti di lavoro in strutture pubbliche e in aziende private… lascia indifferenti i ceti abbienti, quando addirittura non li coinvolge con convizione. Con ingenuità vorrei chiedermi che differenza sostanziale c’è fra un dirigente che impone il pizzo a un imprenditore usando le armi del potere e un mafiosetto di borgata che impone il pizzo usando le armi da fuoco. Specialmente se entrambi hanno una casa ipotecata e delle cambiali da onorare. E, con ingenuità ancora maggiore, mi verrebbe da rispondere che la differenza c’è: il criminale di quartiere, nell’atto di intimidire, sa di correre dei rischi giudiziari, mentre il criminale con il colletto bianco sa di essere al di sopra di ogni sospetto. Soprattutto se, con il patrocinio di qualche politco spregiudicato e con grande soddisfazione dei mafiosi di professione, ha usato le iniziative antimafia per acquisire credibilità e immunità.

Ma devo correggermi. Grazie a Palazzolo – e a tanti altri prima di lui, insieme a lui e speriamo dopo di lui – gli intoccabili dei vertici istituzionali lo sono sempre di meno. Le autorità giudiziarie  e le forze dell’ordine, supportate anche da associazioni di volontariato autenticamente antimafioso,  lavorano sempre meglio. Tocca a noi, gente di strada, mutare atteggiamento. Per esempio moltiplicare le occasioni per acquistare le nostre merci da chi denunzia ogni genere di ricatti e avere il coraggio civile di troncare ogni relazione con chi, nonostante la facciata di rispettabilità, si è macchiato di reati così odiosi. Senza questa trasformazione sociologica, che isoli i criminali e rompa l’isolamento degli onesti, nessuna operazione repressiva può risultare alla lunga efficace. Se non riacquisteremo la capacità di vergognarci, e di far vergognare, questa povera terra non avrà futuro.



Augusto Cavadi

lunedì 2 marzo 2015

CI VEDIAMO A PALERMO GIOVEDI' 5 MARZO ?

  Anche a Palermo un gruppo di uomini, sulla scia di altre esperienze in Italia, sta provando ad attivare delle iniziative di riflessione auto-critica sul proprio atteggiamento nei confronti delle donne (in un'ottica di prevenzione della violenza ai danni dell'altro sesso).
 Il prossimo appuntamento è per le ore 17, 30  di giovedì 5 marzo, alla
 Real Fonderia alla Cala.
 Introdurrò un incontro- dibattito su  
                                                       SESSO E POTERE
L'invito è rivolto in particolare a maschi, ma ovviamente a nessuna donna sarà precluso l'accesso...