mercoledì 10 aprile 2019

LA "NEVROSI DELLA DOMENICA": DIAGNOSI E TERAPIA


7.4.2019


LA NEVROSI DELLA DOMENICA

  La qualità della vita di ciascuno di noi risulta dalla combinazione
 di fattori esterni, oggettivi, indipendenti dalla nostra volontà con fattori interiori, soggettivi, di cui siamo responsabili. Secondo il celebre Alfred Adler, fondatore della “psicologia individuale” (in alternativa alla “psicoanalisi” del suo amico Freud), ciascuno di noi può decidere in che misura lasciarsi influenzare dalle circostanze e dagli avvenimenti. 
   Queste considerazioni generali possono orientarci in diversi casi particolari, per esempio nella “cosiddetta nevrosi della domenica, caratterizzata da note di tristezza che si presentano di frequente durante il week-end, quando appunto il soggetto non si trova più sottoposto alla tensione propria dell’attività settimanale; giunge il momento del sollievo, del riposo, ma con esso la percezione della propria solitudine e del vuoto interiore, della propria incompletezza psichica e della mancanza di un compito: valori che vanno  al di là dell’attività quotidiana che ci assicura il pane, ma che maggiormente rendono la vita degna di essere vissuta” (così Victor Frankl, fondatore della “logoterapia”, nel suo Come ridare senso alla vita).
    Cosa può significare, nel concreto,  questa indicazione di massima ?
 Che dovremmo imparare a programmare i nostri fine-settimana, le nostre vacanze pasquali o estive o natalizie, con la stessa cura con cui programmiamo i nostri lunghi periodi lavorativi. Certo, non si tratta di adottare regimi da caserma: concedersi qualche ora di sonno in più, almeno una volta a settimana, non può che farci benissimo. Ma, una volta svegli e alzati, perché girovagare per casa in pigiama senza desideri né progetti? Almeno la domenica dovrebbe essere la giornata dedicata alla nostra crescita spirituale. Ovviamente mi riferisco alla spiritualità come dimensione universale, laica, dell’esistenza: per uno sarà declinata come contatto con la natura (mediante una bella escursione a mare o in montagna), per un altro come fruizione della bellezza artistica (grazie ai musei talora persino aperti gratuitamente), per un altro ancora come esercizio della solidarietà umana (da attuare visitando un ospizio per anziani o un reparto ospedaliero pediatrico). Ma le esemplificazioni sarebbero innumerevoli: ormai, grazie a internet, è facilissimo trovare le indicazioni per un corso di yoga o per una fiera del libro o per una mostra di piante…Chi si riconosce in una confessione religiosa  potrebbe mettersi alla ricerca di una comunità (parrocchia cattolica, chiesa protestante, sinagoga ebraica o moschea islamica…) in cui si coltiva, con iniziative specifiche, la convivialità fraterna. E qualcosa del genere viene offerta anche a chi non si riconosce in nessuna confessione determinata: per esempio negli incontri della cosiddetta “Domenica di chi non ha chiesa” (presso la “Casa dell’equità e della bellezza” di Palermo),  in cui si sperimentano modalità e contenuti inediti di una spiritualità ecumenica (FB: Casa dell'equità e della bellezza) aperta a credenti di ogni orientamento, ma anche a atei e agnostici. 
L’essenziale, comunque, è non farsi cogliere dalle festività impreparati: sarebbe un vero “peccato” trasformare in noia e avvilimento un’occasione di ricarica di tutte le nostre batterie. 
                                                   Augusto Cavadi
                                             www.augustocavadi.com

https://livesicilia.it/2019/04/07/usare-la-domenica-per-crescere-in-spirito_1049266/

lunedì 8 aprile 2019

PEDAGOGIA ALLA SICILIANA

“Il Gattopardo”
1.3.2019

PEDAGOGIA SICILIANA

     E’ possibile individuare, su una spiaggia o in una baita di montagna, popolate di famiglie di varia provenienza geografica, 
 le madri siciliane?  Di solito, si riconoscono  per tre caratteristiche. 
      La prima: estrema protettività. A mare i figli (anche se sono 
dei quindicenni nuotatori provetti) non dovrebbero spingersi dove con i piedi non toccano il fondo. Per fortuna la stragrande maggioranza, prima o poi, disobbedisce e, spostandosi dove
 l’acqua è un po’ più alta, riesce finalmente a nuotare felicemente. 
  Questa protettività si manifesta rarissimamente con moine e sdolcinature: la norma sono urla, minacce, rimproveri. Questa è una seconda caratteristica: le madri siciliane ritengono di essere ascoltate in proporzione al volume della voce. Gli astanti sono ovviamente disturbati, anche perché alle grida rispondono i pianti filiali, ma alle madri basta lo sguardo di approvazione di un’altra madre – meglio  se anche nonna – che, con un lieve inchino del capo, esprima consenso ammirato: “Brava, così si dimostra di amare davvero le proprie creature! Non come le nordiche che se ne fregano e lasciano i figli in balìa di stessi! ”. Pleonastico specificare che per “nordiche” si intendono le signore provenienti da Reggio Calabria a Oslo. 
   Il turista che osservi dall’esterno potrebbe supporre che questi modi bruschi di allevare la prole giustifichino, in casi eccezionali, un suo intervento diretto qualora il moccioso si riveli  particolarmente fastidioso. Attenzione: sarebbe una supposizione pericolosamente sbagliata ! Sì, perché – siamo a una terza caratteristica – la madre siciliana può essere severa nei confronti dei propri figli, ma guai se qualcun altro si arroghi lo stesso diritto (o si senta investito dello stesso dovere). Se un ragazzino giocando a pallone sulla sabbia colpisce un ombrellone e lo fa cadere sulla testa dei bagnanti, o correndo in bicicletta schizza del fango sui vestiti di un passante, l’estraneo deve aspettare rispettosamente che sia la madre dello screanzato a intervenire: se per qualsiasi motivo non lo fa lei, non lo può fare nessun altro al mondo. Dunque, i turisti siano avvertiti: la pedagogia materna delle siciliane prevede rigidamente un doppio registro. Le mamme possono persino picchiare, fisicamente, i pargoli; ma, se un terzo si intromette, anche solo per far notare con discrezione una trasgressione del galateo, scatta in esse un istinto felino a difesa dei cuccioli (considerati  tali dalla nascita a settant’anni).  Come afferma solennemente un proverbio che mia nonna ripeteva convinta: “Il tuo familiare va difeso a ragione o a  torto”. 


Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com
   
   

venerdì 5 aprile 2019

PER UNA QUARESIMA MENO DEPRIMENTE

20.3.2019

QUARESIMA: SOLO UN PALLIDO RESIDUO CULTURALE ?

La maggior parte degli italiani, probabilmente, non lo sa: ma da qualche settimana, e per qualche settimana ancora sino a pasqua, secondo il calendario della Chiesa cattolica siamo in quaresima. Soltanto un pallido residuo culturale di un passato ormai irrecuperabile?
Indubbiamente per molti di noi la suggestiva celebrazione del Mercoledì delle Ceneri con cui si apre la Quaresima è un ricordo più o meno lontano; tanti giovani, poi,  non hanno idea neppure di che si tratti. Questo portato della secolarizzazione è un dato positivo? 
Non si può negare che il rito ufficiale, incentrato sul monito “Ricordati, uomo, che polvere sei e in polvere ritornerai”, abbia una sua valenza pedagogica. Nell’era del salutismo eretto a nuova ascesi, della chirurgia estetica elevata a nuova religione, dei progetti scientifici e para-scientifici di immortalità terrestre, farebbe bene ricordarsi della nostra fragilità costitutiva. Essere mortali significa che il momento del decesso è differibile, ma ineluttabile. L’umiltà autentica è esattamente questo: consapevolezza di essere impastati di humus, di terra. Ed essa – indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose – potrebbe renderci meno attaccati alla proprietà, al potere, al successo, alla carriera e più propensi alla solidarietà verso chi soffre perché malato o disoccupato o migrante o emarginato. 
Tutto ciò è vero, ma è la metà della verità. 
Anche l’astrofisica contemporanea ci insegna che siamo letteralmente, non metaforicamente,  polvere: ma polvere di… stelle. Nel nostro corpo gli atomi di idrogeno sono antichi quanto il Big Bang, gli altri atomi (l’ossigeno che respiriamo, il ferro del nostro sangue, il calcio del nostro scheletro, il fosforo del nostro cervello…) si sono formati in seguito all’esplosione di  megastelle, le supernove,  più antiche del nostro sole attuale. Come scrive il poeta Ernesto Cardenal, “siamo idrogeno che contempla idrogeno”. Questi dati oggettivi, incontestabili, dovrebbero riempirci di orgoglio o, per lo meno, di ammirato stupore. Molta teologia contemporanea sta cercando di recepire queste nuove acquisizioni scientifiche per recuperare un ritardo bimillenario: duemila anni di diffidenza verso la materia, di mortificazione del corpo, di deprezzamento della natura. Da qui la valorizzazione della nostra familiarità con le montagne, con le acque, con le foreste, con gli altri animali…Insomma, la convinzione che non può avere Dio per padre chi non abbia la Terra per madre.
Papa Francesco ha provato ad aprire un sentiero con la sua enciclica Laudato sii, ma – come avviene di solito per i documenti pontifici -  è stata tanto più citata quanto meno letta. Sarebbe bello che di queste prospettive, in contro-tendenza rispetto alla retorica della condizione terrena come “esilio dal cielo” e “valle di lacrime”, arrivasse qualche eco nelle nostre chiese. Sarebbe bello che la polvere sul capo dei fedeli, senza cessare di essere invito alla consapevolezza realistica della nostra finitudine, diventasse il simbolo della nostra dignità di figli del cosmo e della nostra responsabilità etica  verso ogni vivente. 
Soprattutto nel Meridione italiano (ma non esclusivamente, come testimonia la partecipazione mondiale alla giornata di protesta del 15 marzo) questo implicherebbe una spinta preziosa a tutta la società sinora troppo pigra nella lotta all’inquinamento, nella difesa del territorio, nella denunzia dell’abusivismo, nella cura degli spazi pubblici. Una rivalutazione della ‘sacralità’ intrinseca della Terra consentirebbe di avere meno cataste di rifiuti agli angoli delle strade, senza dover necessariamente scoraggiare i cittadini più incivili erigendo statuine di Madonne, Padri Pii e sante Rosalie.

                                                               Augusto Cavadi
                                                       www.augustocavadi.com
https://www.zerozeronews.it/quaresima-larchelogia-teologica-che-sfida-il-web/

mercoledì 3 aprile 2019

CI VEDIAMO SABATO 6 APRILE 2019 A GERACI SICULO ?

BCsicilia 
Fondazione Sac. Prof. Bartolo Castello
Fondazione Contea dei Ventimiglia
Forumgiovani Geraci

Nell’ambito dell’iniziativa 30 Libri in 30 Giorni

                                             Sabato 6 aprile 2019 
                                                    ore 19,00

presso la sede della Fondazione Contea dei Ventimiglia

Corso Vittorio Emanuele a Geraci Siculo (Palermo)

Presentazione del volume:
LA MAFIA DESNUDA. 
L’ESPERIENZA DELLA SCUOLA DI FORMAZIONE ETICO-POLITICA "GIOVANNI FALCONE"
(Di Girolamo, Trapani 2017)

di Augusto Cavadi

Ne parleranno con l’autore:
Don Francesco Sapuppo (Presidente BCsicilia Sede di Geraci Siculo)
Alfonso Lo Cascio (Presidente regionale BCsicilia)

Per informazioni: Email: segreteria@bcsicilia.it – Tel. 346.8241076
Fb: BCsicilia – Tw: BCsicilia

lunedì 1 aprile 2019

IL CALENDARIO DI APRILE DELLA CASA DELL'EQUITA' E DELLA BELLEZZA

CASA DELL'EQUITA' E DELLA BELLEZZA
Via Nicolò Garzilli 43/a – Palermo
Care amiche e cari amici della “Casa dell’equità e della bellezza” di Palermo,
eccovi l’aggiornamento per aprile del 2019:
·      Lunedì 1 aprile  dalle 19,15 alle 21,45: Sergio Di Vita conduce un corso annuale di “Teatro dell’Oppresso”che si svolge nella Casa (all’interno delle attività promosse dalla Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone) con cadenza settimanale. Per ulteriori informazioni: vitadisergio@gmail.com.
·      Lunedì 8 aprile  dalle 19,15 alle 21,45: Sergio Di Vita conduce un corso annuale di “Teatro dell’Oppresso” che si svolgerà nella Casa (all’interno delle attività promosse dalla Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone), con cadenza settimanale. Per ulteriori informazioni: vitadisergio@gmail.com.
·      Nello stesso giorno, ma dalle 19,30 alle 22,30, incontro quindicinale del “Gruppo noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne”. Nel corso delle due ore è previsto un momento conviviale autogestito. Poiché molte scuole e associazioni chiedono interventi e testimonianze sul tema, i maschi disposti a momenti di autocoscienza, di riflessione su testi specifici e a tenere incontri di formazione sono vivamente pregati di aderire al gruppo ormai troppo sparuto rispetto alle richieste che provengono dall’esterno.
·      Lunedì 15 aprile  dalle 19,15 alle 21,45: Sergio Di Vita conduce un corso annuale di “Teatro dell’Oppresso”che si svolgerà nella Casa (all’interno delle attività promosse dalla Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone), con cadenza settimanale. Per ulteriori informazioni: vitadisergio@gmail.com.
·      Ricordiamo che il 21 aprile è pasqua e il 22 pasquetta.
·      Ricordiamo che, dal dopo-pranzo di giovedì 25 aprile al pranzo di domenica 28 aprile, si svolgeranno a Castellammare del Golfo (Trapani) gli incontri del Festival della filosofia d’a-Mare (co-organizzato dalla Scuola di formazione etico-politica “G. Falcone”). Per il programma e le informazioni tecniche si può andare al link:

·       Lunedì 29 aprile dalle 19,15 alle 21,45: Sergio Di Vita conduce un corso annuale di “Teatro dell’Oppresso”che si svolgerà nella Casa (all’interno delle attività promosse dalla Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone), con cadenza settimanale. Per ulteriori informazioni:vitadisergio@gmail.com.
·      Nello stesso giorno, ma dalle 19,30 alle 22,30, incontro quindicinale del “Gruppo noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne”. Nel corso delle due ore è previsto un momento conviviale autogestito. 


Con un affettuoso arrivederci, Augusto Cavadi (a.cavadi@libero.it)