martedì 7 settembre 2021

SE NE E' ANDATO ANCHE GIOVANNI AVENA, 'RI-FONDATORE' DI "ADISTA" DAL 1979

 

CI HA LASCIATO ANCHE GIOVANNI AVENA...

Quanti, in Italia, conoscono “Adista”, un’agenzia di stampa specializzata nell’osservazione dei fenomeni religiosi (in ambito cattolico, ma anche ecumenico) che viene pubblicata a Roma dagli anni Settanta del secolo scorso? Non saprei rispondere. So con certezza, però, che chi ha incrociato – almeno qualche volta – questo foglio indipendente, curioso, talora irriverente, non ha potuto fare a meno di incontrare Giovanni Avena che, almeno dal 1979, ne ha costituito l’anima infaticabile. Dalla sera del 4 settembre quest’uomo mite, ma determinato, sempre misurato e gentile nel tratto ma incapace di compromessi diplomatici, non c’è più. Se ne è andato serenamente a 83 anni, dopo una lunga malattia in cui è stato amorevolmente assistito dalla moglie Ivana e circondato dai “giovani” della sua cooperativa editoriale. 

Da giovane è stato prete e parroco a Palermo. Le iniziali simpatie con il cardinale Salvatore Pappalardo si andarono offuscando – come per la verità avvenne nel caso di altri preti ‘progressisti’ – quando egli espresse posizioni critiche nei confronti della Chiesa istituzionale e dei legami tra questa e la criminalità mafiosa attraverso la mediazione politica della Democrazia cristiana. La situazione divenne insostenibile quando Avena, anche in collegamento con le lotte dello psichiatra  Franco Basaglia, guidò la sua comunità parrocchiale in una lunga battaglia per i diritti umani calpestati di dei malati ricoverati nell’Ospedale psichiatrico dove vivevano, da reclusi, anche bambini dai 7-8 anni in su.

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Ricordo di Giovanni Avena


3 commenti:

Unknown ha detto...

Pur non avendolo conosciuto mi sento vicina ad una persona di tale levatura. Grazie della descrizione ad Augusto ed un addio a Giovanni Avena.
Luisa Chiesa

Unknown ha detto...

Grazie Augusto. Non lo conoscevo ma sono in sintonia con ciò che è stata la sua vita da te descritta

Angelo Bertucci ha detto...

Ciao. In riferimento alla presenza di Giovanni presso Adista posso dirti che fu accolto da Roberto Sardelli, quello che fondo' la suola 725 all'acquedotto Felice e mio compagno di corsi alla Gregoriana, che allora era il responsabile e che gia' tentava di trasformare Adista e dargli una taglio piu' incisivo e un contenuto piu' esatto (notizie certe, fonti serie...).Egli lascio' fare il Giovanni con liberta' che gli permise di esprimersi a suo agio. Il siciliano era tosto ed espansivo.
Roberto lascio' l'incarico di li' a poco. Ricordo una conferenza di Gv durante un convegno delle comunita' di base in cui affermò che l'istituzione chiesa cattolica corrisponde quasi in tutti alla mafia: capo assoluto, metodi spicci di lavoro,obbligo dell'obbedienza e del silenzio, eliminazione dei nemici concorrenti, dedita al patrimonio e alle ricchezze...
Un uomo coraggioso, aperto, alla ricerca di vie nuove. Negli ultimi tempi della vita dei card. Carpino, visitandolo di tanto in tanto, tento' di fargli esprimere dei giudizi sulla situzione palermitana. Invano. Era chiuso come la casseforti pietrine.
Ciao