domenica 18 novembre 2018

UN DIO SIMPATICO (E SIM-PATETICO) IN TERRA DI MAFIA




17.11.2018

UN DIO SIMPATICO ANNUNZIATO IN TERRA DI MAFIA

    Nell’immaginario comune, l’unico campo di studio più bizzarro e sterile della filosofia sarebbe la teologia. Né c’è dubbio che molto spesso l’una e l’altra disciplina vengono coltivate in serre di vetro, come se la vita personale e collettiva degli uomini e delle donne in carne e ossa non le riguardasse. Ma è sempre così ?
    Ogni tanto, come meteore, passano figure di pensatori che assumono con serietà le angosce e le speranze dell’umanità; che le elaborano con sobrietà e rigore; che restituiscono alla gente ipotesi di ricerca e orientamenti etici da verificare sperimentalmente. Come sanno ormai migliaia di siciliani, in questi anni l’area metropolitana di Palermo ha avuto in sorte – o in dono – una di queste esistenze teologiche: don Cosimo Scordato, rettore della Chiesa di san Francesco Saverio all’Albergheria (nei pressi del mercato di Ballarò), che nel settembre di quest’anno ha compiuto settant’anni.
     Per l’occasione alcuni amici gli hanno preparato una raccolta di sue pagine – pubblicate nell’arco degli ultimi quattro decenni – che possa suggerire, sia pure sommariamente, un filo rosso delle sue riflessioni e delle sue iniziative pragmatiche: Un Dio simpatico. Sguardo teologico sul contemporaneo(Di Girolamo, Trapani 2018, pp. 134, euro 15,00). Non una summacompleta, dunque,  ma più modestamente un aperitivo che possa suscitare il desiderio di ulteriori letture e approfondimenti. 
    Le tappe principali del libro (che verrà presentato e discusso alla Feltrinelli di Palermo alle ore 18 di martedì 20 novembre)  sono Dio, l’uomo, Cristo, l’esperienza ecclesiale (il canto, la prossimità ai malati, la celebrazione del matrimonio, il ministero presbiteriale) e l’esperienza sociale (con particolare riferimento al Centro sociale autofinanziato, autogestito, aconfessionale e apartitico operante dal 1985) in terra di mafia. 
     Non è certo possibile sintetizzare, neppure per accenni, i contenuti – spesso originali, talora sorprendenti - di questo “indice” tematico. Mi limito dunque a sottolineare che queste pagine sotto caratterizzate, trasversalmente, dall’abbattimento – per così dire leggero, quasi spontaneo – di paratie cui siamo atavicamente assuefatti. La prima parete a scomparire è tra mentalità clericale e approccio laico: l’autore, infatti, pur essendo istituzionalmente inserito nel cuore della Facoltà teologica di Sicilia, parla il linguaggio del laos, del “popolo”, delle persone concrete che vivono problematicamente le domande sul senso della vita e della storia, senza paletti dogmatici né esiti scontati. Un secondo muro abbattuto è tra riflessione teorica e azione: abituati a incontrare o intellettuali autoreferenziali o militanti generosi ma attrezzati di scarsa progettualità, restiamo favorevolmente impressionati dalla scoperta di un uomo che pensa la sua esperienza e sperimenta il suo pensiero. Una terza frattura che questi scritti mostrano di aver sanato, e superato , mi sembra sia la schizofrenia fra cervello e sentimento: in essi infatti troviamo la lucidità dell’intelligenza e il calore dell’unica passione per Dio e per l’uomo. Si potrebbe dire, insomma, che queste pagine rivelano di scaturire – per rubare un’espressione a Hegel (filosofo per altro decisivo nella formazione di don Scordato) -    da “un cuore pensante”.

Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com


https://livesicilia.it/2018/11/17/un-dio-simpatico-in-terra-di-mafia_1012884/

2 commenti:

  1. Orlando Franceschelli28 novembre 2018 11:32

    Caro Augusto e cara Maria,
    il libro di cui avete fatto omaggio a don Cosimo è veramente bello e per me conferma della grande fertilità del dialogo autentico con le testimonianze di fede. A cominciare proprio da quelle del ‘risanamento’.
    Il confronto che egli intratteneva già negli anni Ottanta con Teilhard de Chardin, Rahner, Bonhoeffer, Moltmann mi ha colpito e fatto provare anche un po’ di «orgoglio»: sono
    autori che ho incontrato e ho cercato di capire negli anni del mio modesto confronto col teismo evoluzionistico (e nelle mie incursioni -da autodidatta- in cose teologiche).
    Condivido dunque pienamente il tono di affetto e di ammirazione (e persino di amichevole ispirazione così presente nel ‘congedo’ di Maria) che
    accompagna questo dono (‘a sua insaputa’ come tutti i doni più autentici).
    Un caro saluto,
    Orlando Franceschelli (Roma)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cosimo Scordato28 novembre 2018 14:12

      Caro Augusto,

      ricambio affetto, stima e circolarità di dialogo;

      la vita è bella... quanto più è grande e lascia spazio alle sorprese di pensieri condivisi e non!

      Un abbraccio a Orlando e a tutti gli amici/amiche

      Cosimo

      Elimina