domenica 24 aprile 2022

O RESISTENTE "COL SANGUE DEGLI ALTRI" O SUCCUBE DELLA PREPOTENZA DI PUTIN ? TERTIUM DATUR


 LA TERZA VIA TRA ‘GUERRAFONDAI’ E ‘PUTINIANI’

 

Ci sono dilemmi tragici che solo gli stupidi sanno tranciare con un ‘sì’ o con un ‘no’ netti. Se l’Ucraina debba opporsi con le armi all’invasione della Russia, o meno, è uno di questi dilemmi. In circostanze simili diventa ancor più necessario del solito ascoltarsi, sforzarsi di intendere le ragioni dell’altro e, se si arriva alla conclusione di dissentire, dissentire da ciò che l’altro sostiene davvero (e non da ciò che noi supponiamo - per malafede o per ignoranza o per incomprensione -  che l’altro sostenga). 

Nel marasma degli interrogativi che pullulano in proposito mi limito a focalizzarne uno solo: davvero l’alternativa è sostenere la difesa armata dell’Ucraina da parte dell’esercito regolare (e delle varie formazioni militari che, più o meno strettamente, lo fiancheggiano) oppure la resa incondizionata e la perdita della libertà attuale (per quanto relativa, condizionata)? A giudicare da molti talk-showtelevisivi sembrerebbe così: o sei “guerrafondaio” (filo-statunitense”) o sei “putiniano” (di sinistra o di destra o rosso-bruno). 

Invece tertium datur : una terza via che, lungi dall’essere un compromesso (“né...né”), è un volo pionieristico molto al di sopra delle due posizioni in contrasto. Provo a formularla con le parole di Norberto Bobbio nella Prefazione alla prima edizione (1979) del suo libro – purtroppo ancora attualissimo – Il problema della guerra e le vie della pace (Il Mulino, Bologna 1984): “Certamente l’uomo non può rinunciare a combattere contro l’oppressione, a lottare per la libertà, per la giustizia, per l’indipendenza. Ma è possibile, e sarà anche producente e concludente, combattere con altri mezzi che non siano quelli tradizionali della violenza individuale e collettiva? Questo è il problema” (p. 27). 

Dunque: l’alternativa non è combattere o non combattere, ma combattere con armi (sempre più distruttive, sino alle bombe atomiche) o combattere con metodi e strumenti diversi dalle armi. Combattere con soldati addestrati alla guerra armata o combattere con soldati addestrati (per un numero non inferiore di anni e con un rigore non inferiore agli addestramenti militari) alla lotta senza armi. Se si capisce questo, poi – e solo poi – si ha diritto di elaborare tutte le obiezioni alle strategie nonviolente: che sono inefficaci, impraticabili, illusorie, contro-producenti, utopistiche, sinora mai sperimentate con successo nella storia dell’umanità etc. etc. (Obiezioni che, per essere convincenti, dovrebbero completarsi con la dimostrazione che, invece,  le strategie belliche tradizionali si sono dimostrate, nei millenni, efficaci, produttive, realistiche...).  

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3 commenti:

Maria D'Asaro ha detto...

Riflessioni sagaci e necessarie, espresse con la consueta, apprezzata e pacata chiarezza. Grazie.

Mauro Matteucci ha detto...

Condivido la riflessione sulla soluzione del conflitto Russia-Ucraina, che con pacatezza fa una scelta nonviolenta contro il Pensiero Unico della guerra a oltranza con la morte di tanti innocenti.

gabriella ha detto...

Riflessioni che condivido...grazie!