sabato 20 giugno 2026

ANIME DENUDATE ANCOR PIU’ CHE CORPI IN PREDA ALL’EROS

Il romanzo I sacelli dell’anima (Book Sprint Edizioni, Romagnano al Monte 2025, pp. 259, euro 21,90) di Manuela Pellegrino tratta tematiche tipiche della letteratura femminile contemporanea: l’incontro passionale e appassionato con un uomo che, dopo il matrimonio e le prime gravidanze, si rivela gelidamente egocentrato; la travagliata ma inevitabile separazione; il percorso – pluriennale – di risalita dagli abissi di dolore, anche grazie al supporto di un saggio psicoterapeuta e di nuovi rapporti umani immuni da ingredienti tossici.

Se i temi non sono inusuali, vi sono due o tre fattori che rendono il testo originale e meritevole di attenzione.

Un primo fattore che aggancia la curiosità di chi inizia a leggere è la struttura del racconto: il filo rosso del dialogo terapeutico è scandito da flashback che rinviano, di volta in volta, alle vicende riferite (che vengono evocate con pennellate decise, a tinte forti, senza censure moralistiche quando a essere denudate sono le anime dei protagonisti e non solo  i corpi in preda all’eros).

Un secondo fattore di originalità lo vedrei nel frequente rimando a personaggi della mitologia greca che, da una parte, aiutano a decifrare il senso delle vicende narrate e, dall’altra, confermano la perenne attualità dei miti (le cui vicende non sono mai avvenute perché avvengono ogni giorno nelle nostre storie).

Un terzo elemento che contrassegna in maniera davvero intrigante questo romanzo è il contesto storico in cui è ambientato e il riferimento (spietatamente e coraggiosamente sincero) a vicende di pubblico dominio in cui l’autrice è stata biograficamente coinvolta.  Infatti Ingemar, la protagonista del romanzo, proprio come Manuela Pellegrino, è figlia di un potente politico siciliano che ha conosciuto i fasti della Prima Repubblica, la crisi del Partito Socialista Italiano, il tentativo di dar vita una nuova formazione regionale (“Nuova Sicilia”) ed un triste tramonto puntellato da dolorose vicende giudiziarie (conclusesi con l’assoluzione definitiva). Il ritratto di questo padre morente (non sappiamo quanto letterariamente trasfigurato) si incide nella memoria del lettore come prototipo di tanti altri politici italiani – e di tanti maschi-  di ieri e di oggi: «La favella del leone si è ridotta ad un flebile sibilo appena udibile. Le sue parole arrancano ed il suo fiato annaspa». Rivolto alla donna che per tanti anni ha corteggiato e tradito, le confessa: «Non ho più tempo. Crono non mi lascia tempo. Ho scritto una lettera affinché nulla resti incompiuto. Sei stata la donna che più ho amato e che ho condannato ad una vita ingiusta. La mia civetteria e la mia sete di potere mi hanno divorato». Già, le verità giudiziarie possono mutare, addirittura essere capovolte. Ma la verità storica, meno opinabile, è eloquente di suo: quando «Bartolomeo è al vertice del potere» e «gestisce l’intrigato condotto tra Roma e la conca d’oro», la sua casa è diventata «un luogo di pellegrinaggio e di culto», dove «l’Onorevole, il Leone, il Padrino» «ascolta, pazientemente, con le braccia poggiate sui braccioli imbottiti,   le giaculatorie dei residenti udienza». «Le richieste variano da un posto di lavoro come netturbino, ad un cambio aziendale, ad una sostituzione accademica, ad autorizzazioni per cambi di destinazione d’uso, ad una risistemazione dei vertici in campo sanitario, scolastico. Nulla sfugge al potere».

In alcuni passaggi l’autrice restituisce con efficacia colori, odori, atmosfere di Palermo, ma non meno istruttive le pagine in cui del capoluogo della «dannata e meravigliosa isola bella» tratteggia, come può fare solo chi li abbia osservati dall’interno, gli intrecci quotidiani, le relazioni clientelari, le manovre sottotraccia. Si tratta di una fenomenologia offerta generosamente anche al lettore che, come me, si ritrova molto perplesso su alcune interpretazioni etiche e politiche delle vicende riferite.

Augusto Cavadi

Questo il link alla versione originaria:

https://www.zerozeronews.it/anime-denudate-piu-che-corpi-in-preda-alleros/

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