lunedì 10 agosto 2026

J. BENTHAM: LA DOMANDA NON E' SE UN ANIMALE PUO' PENSARE, MA..."

La giustificazione per il maltrattamento e l'eccidio degli animali è stata per molto tempo la loro mancanza di razionalità. Argomentazioni del genere, naturalmente, sono state addotte a sostegno del razzismo, dello sfruttamento e persino della schiavitù fin ai tempi di Aristotele. Jeremy Bentham rispose più di due secoli fa a queste pretese egoiste: ''La domanda non è se un animale può pensare, ma se può soffrire" (R. C. Solomon, La gioia della filosofia. Giocare con le idee, Apogeo, Milano 2008, p. 293).

1 commento:

Alberto Genovese ha detto...

Quanto un animale possa soffrire ne abbiamo avuto struggente testimonianza alcuni giorni fa: il nostro vecchio Pippo si contorceva, guaiva e, pur artritico, cercava inutilmente di alzarsi nell' illusione di potere fuggire dal dolore. Gli avevamo prestato fin lì tutte le umane cure. L' eutanasia è stato il nostro ultimo atto d'amore. Appena spirato, il suo volto si è composto nella serenità dei suoi giorni migliori.