mercoledì 5 settembre 2018

PROBLEMI DI CUORE: ANDREA MODESTO SULLA CONSULENZA FILOSOFICA



29.8.2018

 PROBLEMI DI CUORE E “MODESTI” RIMEDI
    L’inflazionata parola “cuore” custodisce almeno tre valenze principali. E’ un organo corporeo(e dalla mia amica Silvia Di Luzio ho imparato che è zeppo di neuroni, quasi un secondo cervello); è un simbolo della sfera pulsionale ed emotivadella nostra psiche; è anche il centro radicale del nostro “io” (da cui si dipartono pensieri, decisioni, sentimenti). Tanta varietà di significati impone adeguata attenzione quando si avvertono “problemi di cuore”. 
    Ci sentiamo eccessivamente stanchi, abbiamo fame d’aria, percepiamo dolori al petto o soltanto anomalie nel ritmo cardiaco? Sappiamo di dover ricorrere al cardiologo. Se, invece, ci avvertiamo ansiosi, esageratamente preoccupati per gli imprevisti della vita oppure inadeguati nelle relazioni affettive, sappiamo che può aiutarci un bravo psicoterapeuta. Ma le nostre sofferenze non sono solo a livello fisico e psichico: qualche volta, anzi spesso, a denunziare problemi è il “cuore” inteso come la nostra essenza più intima, dunque come la nostra capacità di conoscere e di volere, di ricevere e di respingere, di amare e di odiare. A chi possiamo rivolgerci quando le circostanze della vita, o anche solo un bel libro o un bel film, sembrano rivolgere proprio a noi – a noi come soggetti unici e inconfondibili – l’invito del tempio di Delfi “conosci te stesso”?   Che è un invito tanto personale quanto universale: conosci la tua natura umana, il tuo posto nel cosmo, l’ambito delle tue possibilità e i limiti invalicabili della tua libertà? Che è un invito tanto esistenziale quanto politico: conosci i tuoi diritti congeniti, ma anche la tua responsabilità nei confronti della città e – in ultima analisi – di quella grande famiglia che è l’umanità in cui (per volere divino o solo per caso) sei stato accolto sin dai primi vagiti? 
    A questa domanda, per secoli, non c’è stata una risposta precisa. Ognuno ha cercato da sé la sua strada: un genitore saggio, un amico fidato, un docente comprensivo, un prete intelligente…Ma da più di un trentennio alcuni filosofi (in Europa prima, nel resto del mondo dopo) hanno ritenuto opportuno attrezzarsi professionalmente per rendersi disponibili a chi - al di fuori di qualsiasi logica confessionale, ideologica o terapeutica - desideri confrontarsi pariteticamente sul senso della propria vita nella società e nell’universo. E’  nato così il mestiere di “filosofo consulente”. 
   Di cosa si tratta esattamente? Ormai anche in lingua italiana è possibile leggere numerosi testi – più o meno felici - che ne tracciano il profilo. Chi volesse accostarsi alla tematica mediante un libro poco voluminoso, dettato da convinzione autentica, scritto in maniera piana da un giovane consulente filosofico riconosciuto dall’associazione nazionale “Phronesis” (www.phronesis-cf.com), ha a disposizione la Miniguida alla consulenza filosofica(Pellicano, Roma 2016, pp. 62, euro 10,00) di Andrea Modesto. In esso si spiega che la consulenza filosofica, “a partire da determinate problematiche” poste dall’ospite o consultante (così viene denominato chi bussa allo studio di un filosofo consulente, dal momento che non è un cliente né tanto meno un paziente), “attraverso gli strumenti della narrazione autobiografica, dell’interrogazione, dell’esame linguistico, della chiarificazione e della messa in questione”, propone “un radicale ripensamento della propria vita, attraverso la presa di coscienza delle proprie visioni del mondo, dei propri presupposti e delle incoerenze in essi contenute” (p. 25). Insomma: nessun intento pedagogico o curativo. Per dirla con Ran Lahav (citato a p. 39), “la vera pratica filosofica cerca di mettere in questione tutto ciò che è ‘normale’, non di portare le persone alla normalità”; o, con Stefano Zampieri (citato a p. 40), che essa ha “il fine di chiarire, arricchire, rendere più articolata e profonda la visione del mondo del consultante sulla base del presupposto che discutere l’esperienza in modo chiaro, ricco, complesso e profondo sia condizione ottimale per orientarsi nel mondo”. In altre parole ancora si potrebbe dire che la consulenza filosofica intende svegliare la consapevolezza critica degli individui e dei gruppi: se ce ne sia bisogno urgente, in una fase storica in cui il sonno della ragione ha già generato abbastanza mostri, ognuno può giudicarlo da sé.

Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com


http://siciliainformazioni.com/augusto-cavadi/865925/affari-di-cuore-ed-altro-per-orientarsi-nel-mondo-ce-il-consulente-filosofico

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