domenica 5 giugno 2022

CHE NE DITE DI UN TAGLIANDO 'ESISTENZIALE' ESTIVO ?


 Come per le nostre auto e le nostre moto, un ‘tagliando’ di controllo per le nostre vite non sarebbe male. Per la dimensione biologica i più prudenti fra noi lo fanno già con qualche forma di check-up medico: ma per la nostra dimensione esistenziale? I mesi estivi – o almeno le poche settimane che riusciamo a ritagliarci per le ferie – sarebbero un’ottima occasione. Se non la sprecassimo in banalità che ci lasciano un retrogusto d’amaro.

Lo so. Non è facile nella temperie culturale attuale. Sino a mezzo secolo fa ognuno di noi aveva dei paradigmi di riferimento rispetto ai quali chiedersi se stava spendendo saggiamente il breve tempo a disposizione dalla culla alla tomba: paradigmi teologico-religiosi per alcuni, ideologico-politici per altri, filosofico-etici per altri ancora...Adesso invece sembra del tutto attuatasi la constatazione di Ionesco resa celebre da Woody Allen: “Dio è morto, Marx è morto e – se devo essere sincero – neanch’io mi sento molto bene”. Per parafrasare Malraux, siamo la prima generazione che sbarca sulla Luna, ma  senza aver capito che cosa ci stia a fare sulla Terra. Non ci resta, allora, che navigare a vista?

Forse – tramontata l’epoca dei progetti di vita pre-confezionati, prêt-à-porter – tocca concentrarsi a darsi un progetto di vita forgiato a nostra misura: un progetto per essere sufficientemente realizzati. Per avere un’esistenza serena o, meglio, poiché la serenità non dipende solo da noi, per essere degni di una vita serena.

Un simile progetto non può non partire da una condizione basilare: regalarci mezz’ora al giorno di silenzio per stabilire che cosa per noi ha valore di fine, di scopo, di méta e che cosa ha valore di mezzo, di strumento, di via. Una volta stabilito – almeno provvisoriamente – che cosa per noi è un dato assoluto, irrinunziabile, e cosa è invece relativo, rinunziabile, si tratta di predisporre un piano di vita conseguente.

Tra gli obiettivi universalmente condivisibili le principali sapienze della storia umana ne hanno indicato almeno due.

Il primo è la conoscenza quanto più articolata e penetrante possibile del reale: dell’universo fisico (scienze naturali), dell’universo umano (scienze antropologico-sociali), di tutto ciò che – in qualche modo – è (letteratura e altre arti). Come non si stanca di ribadire Morin, si tratta di tematizzare le varie discipline, ma anche di connetterle reciprocamente e, soprattutto, di guadagnare una prospettiva globale teorico-pratica che chiamiamo saggezza.


PER COMPLETARE BASTA UN CLICK:

https://www.zerozeronews.it/tagliando-esistenziale-o-lasciarsi-vivere-inutilmente/

1 commento:

Unknown ha detto...

BASTA LA CITAZIONE DI UN ERIC MORIN E IL COLLEGAMENTO A
SALVADOR MINUCHIN CHE NE VARREBE PROPRIO LA PENA.NON POTENDOSI REALIZZARE CIO' SI PUO INVESTIRE SULLA EDITORIALITA DEGLI ULTIMI TESTI DI AUGUSTO DEDICATI ALLA MAFIA CON I SUOI EROI"NON MAFIOSI".METTO NERO SU BIANCO PER FORZARE IL PROGETTO DI LETTURA DELLA MIA VACANZA. BUONA SCAMBIEVOLE RIUSCITA. maria ales