sabato 24 settembre 2022

MA I MARZIANI NON VOTANO IN SICILIA


 MA I MARZIANI NON VOTANO IN SICILIA

Cosa penserebbe un marziano se, grazie a un potente telescopio, potesse osservare la campagna elettorale in Sicilia? Forse sarebbe favorevolmente colpito della candidatura alla presidenza della Regione di una donna, in un'area geografica dove le donne stentano ad occupare ruoli pubblici apicali dal momento che l'organizzazione della società rende le pari opportunità più una meta cui tendere che una normalità da vivere. 

Con maggiore favore, poi, osserverebbe che si tratta di una persona appartenente alla cosiddetta “società civile”: una cittadina, con una propria professionalità, per così dire prestata alla politica istituzionale da alcuni anni, ma non certo espressione di apparati partitici verso cui essere legata da vincoli disciplinari. Dunque una candidata per cui, secondo il metodo elettorale in vigore (voto disgiunto), si può votare senza necessariamente votare per un partito che la sostenga . 

Infine – per ultima ma non da ultima – lo colpirebbe una terza caratteristica: in una fase storica segnata da penosi tradimenti nel fronte antimafia, la candidata è una magistrata che – marchiata nell'intimo della propria biografia dalla violenza militare di Cosa nostra – ha manifestato, sia nel governo della Sicilia che al Parlamento europeo, di saper contribuire con competenza tecnica e trasparenza etica alla produzione di norme mirate a indebolire le organizzazioni criminali e la fascia dei loro complici in vari settori della società. 

Ma i marziani non votano in Sicilia.

In Sicilia votiamo elettori dalla memoria corta, più sensibili agli slogan che ai ragionamenti, pronti perfino a commuoverci per i martiri civili nei decennali di stragi e omicidi ma non a seguirne le lezioni (per esempio l'indicazione di Paolo Borsellino sulla decisiva rilevanza della matita nell'urna elettorale per liberare davvero l'isola dal cancro mafioso). Votiamo noi elettori e noi elettrici un po' strani: ciò che per un marziano sarebbero pregi (essere donna, essere estranea alle logiche partitiche, essere incisivamente antimafiosa), per noi sono caratteristiche irrilevanti. Se non addirittura controproducenti. 

Che ci resta, dunque? Possiamo solo sperare che i marziani abbiano in uso potentissimi strumenti tecnologici in grado di svegliare le coscienze distratte; di indurre a qualche momento di riflessione critica; di evitare che vecchi copioni si ripetano stancamente e, il giorno dopo le elezioni, si ritrovino a lamentarsi che nulla cambia proprio quelle stesse persone che, per l'ennesima volta, hanno votato in base ai propri interessi più miopi. E talora, per difetto di informazioni, perfino contro i propri interessi immediati.

Augusto Cavadi

www.augustocavadi.com

PS. per i lettori non-siciliani (e per i letttori siciliani un po' distratti): l'identikit è della candidata alla presidenza della Regione Caterina Chinnici, figlia del giudice Rocco (vedi foto). 

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ottimo intervento!
Ciao, Elio

OLga ha detto...

bel post!

Antonella Palazzotto ha detto...

Commento post risultato elettorale nazionale e regionale: senza parole!