venerdì 22 maggio 2026

IL BULLO ADULTO E IL BAMBINO VIOLENTO

Un bullo muscoloso di un metro e ottanta entra nel giardino di una casa e strappa la merendina dalle mani di un bambino gracile che la sta assaporando tranquillo su una panchina del parco. Nessuno ha insegnato al bambino come reagire – fermamente, ma senza violenza – ai soprusi: così egli afferra la prima pietra che trova a portata di mano, la scaglia verso il bullo di novanta chili e lo ferisce ad un occhio. L’energumeno allora inizia a picchiare selvaggiamente il bambino, lo vede sanguinare anche: ma non si ferma. Lo vuole morto. Anzi, vuole uccidere anche il padre, la madre, i fratelli del bambino. E’ davvero accecato dall’ira, molto più che dalla pietra.

Se passo in quel momento urlo al bestione di fermarsi, ma non mi ascolta; chiedo disperatamente ai vigili urbani poco distanti d’intervenire, ma (paura? Interessi economici? altro?) non muovono un dito.

Che faccio?

Se ho una pistola, sparo all’energumeno (se sono davvero un discepolo della nonviolenza cercherò di sparargli come fosse mio fratello impazzito, dunque mirando alle braccia o alle gambe, non direttamente al cuore con odio).

Ma se sono senza pistola, se è lui armato sino ai denti, se anzi già circondato da altri criminali della sua banda, che faccio?

Continuo a urlare di fermarsi aggiungendo parolacce, offese, minacce (inutili) e ricordandogli che è stato lui a cominciare strappando la merenda al bambino?

Oppure (dal momento che a me serve prima di tutto bloccarlo, impedirgli di uccidere il bambino) provo a intervenire come parte terza? Nel mio cuore so che c’è una sproporzione fra una ferita all’occhio e un assassinio, ma se voglio avere una minima possibilità di successo non ha senso esordire con un “Ehi, energumeno criminale! La vuoi smettere di picchiare a morte un bambino solo perché ha reagito con violenza a un tuo iniziale atto di prepotenza?”.

Piuttosto gli dirò: “Capisco che avere un occhio sanguinante è doloroso. Forse al tuo posto perderei anch’io la ragione, l’equilibrio, il senso delle proporzioni. Ma ti invito a riflettere se così reagendo non stai adottando la logica violenta a cui supponi di opporti. A riflettere che stai mortificando la tua umanità: che agli occhi del mondo stai infliggendo a te e alla tua banda di complici uno stigma che nessun oblio storico cancellerà. Che i compagnetti del bambino, e i loro familiari, cresceranno nell’odio verso di te e verso i tuoi, cercando ogni occasione di vendetta. Fermati. Rompi questo circolo diabolico. Fa’ che possiamo accompagnare te e il bambino in ospedale, curare le vostre ferite fisiche e lenire la rabbia psichica. Come ha scritto una grande donna, «tra uccidere ed essere uccisi c’è sempre una terza via: vivere» (Virginia Woolf)”.

Sarò convincente? Forse no, ma forse sì. O almeno potrò essere convincente con i membri della banda criminale che spalleggia la vendetta dell’energumeno.

(Se volete, rileggete la favoletta sostituendo a “bullo muscoloso” il governo israeliano e quella parte di popolo che lo supporta; a “bambino gracile” Hamas e quella parte di popolo palestinese che lo supporta; a “criminali complici del bullo” gli Stati Uniti d’America e tutti gli Stati del mondo che continuano a finanziare in vari modi Israele)

Augusto Cavadi 


Qui la versione originaria illustrata:

https://www.zerozeronews.it/davide-e-golia-dalla-bibbia-alla-tragedia-di-gaza-ma-a-parti-inverse/

1 commento:

Andrea Cozzo ha detto...

Una favola bellissima che parla della realtà possibile molto più di quanto di essa parlino coloro che, pretendendo di descriverla, la riportano con parole d'odio e rendendo il futuro ancora più orribile del presente. Grazie. 🌹